Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Pensate che sia un buon incipit per il mio romanzo fantasy? Fatemi sapere...

Antefatto

Il Sogno

Erano le dieci della sera e la via era deserta. Alexander, un ragazzotto di diciassette anni, attraversava proprio quella strada per raggiungere casa. Come tutti i ragazzi della sua età adorava indossare abiti comodi e semplici e quella sera indossava un semplice paio di jeans neri con delle grosse cuciture rosse e una leggera casacca estiva. Era rossa, con una gran bella A stampata sul davanti.

La serata era fresca nonostante l’afa di quell’estate. Ogni tanto qualche soffio di vento fresco accarezzava i capelli biondi del ragazzo che di certo non si dispiaceva per questo. E con i suoi capelli, il vento accarezzava i suoi pensieri vorticosi, come d’altra parte, vorticosi sono i pensieri di ciascuno di noi.

Pensava alla scuola, al liceo che fra qualche giorno avrebbe ripreso a frequentare, alla sua famiglia non proprio serena in quel periodo, alla noia che attanagliava le sue giornate come pioggia martellante sui tetti delle case. Lo sguardo di Alexander si perse nel buio di quel viale e un brivido gli corse su per la schiena. Era tardi e il ragazzo affrettò quasi istintivamente il passo; era facile fare incontri sgradevoli a quell’ora tarda della sera. Di guai non ne aveva mai procurati alla sua famiglia, ma non avrebbe di certo cominciato adesso. Così accelerò.

Continuava ad avanzare in quella via che sembrava interminabile, mentre i suoi occhi azzurri fissavano i suoi stessi piedi e, immerso nei suoi pensieri, evitava le grandi buche nell’asfalto che conosceva quasi a memoria. Sicuramente i suoi erano già in pensiero per lui, ma non era colpa sua, in fin dei conti, se non si era accorto del passare del tempo a casa di Claudia, la sua migliore amica. Gli succedeva troppo spesso da qualche tempo, e forse questo era un qualche sintomo: se ne stava invaghendo, ma lui era restio nell’ammetterlo.

Sinistro, destro, sinistro,destro. Il ritmo dei suoi passi veloci rimbombava nel silenzio della sera e tutto contribuiva a rendere quella via più spettrale che mai.

L’aria fresca continuava a soffiare dolcemente, ma una folata più secca arrestò il ragazzo. Un’altra più forte per poco non lo fece cadere all’indietro: istintivamente Alexander si coprì il volto.

L’aria si fece gelida. Il respiro del ragazzo divenne fumo nell’aria di ghiaccio.

Un’altro colpo di vento lo colpì e stavolta lo scaraventò davvero all’indietro. Alexander strisciò con il sedere sull’asfalto tanto che sentì i suoi jeans strapparglisi addosso.

Ma non era lo strappo a turbarlo: proprio di fronte al suo sguardo già incredulo si stava formando una sorta di turbine che adesso avanzava velocemente verso di lui.

Istintivamente Alexander cominciò a correre come per allontanarsi da quella strada ripercorrendo di corsa la stessa strada che all’andata aveva cadenzato con i suoi passi annoiati.

Il ragazzo pensò di essere di fronte ad una semplice tromba d’aria, idea che mutò non appena il turbine emanò un’intensa luce bianca prima di dividersi in una miriade di turbini più sottili. L’esercito di vento accelerò mentre Alexander, stanco di correre, si fermò un attimo. Fu travolto dal vento. Cadde per terra strisciando nuovamente sull’asfalto. Cominciò a gridare disperatamente aiuto ma la sua voce risuonava nella via come smorzata da qualcosa di invisibile : era come gridare attraverso un cuscino. I turbini di vento erano gelidi e senza concedere al ragazzo il tempo di rialzarsi, questi lo assaltarono scorrendo sulla sua pelle come punte congelate di un trapano di vento. Il ragazzo cominciò a sentire forti dolori sparsi qua e là su tutto il suo esile corpo,e non riusciva a muoversi. Era stato condannato al dolore. Aveva sempre temuto una morte cruenta, e il destino, uno strano destino, in verità, sembrava avergli destinato proprio una morte del genere.

Sì, perché Alexander si sentì morire.

Un attimo e i sottili turbini luminosi gli si insinuarono ,tra gli indumenti fino a strapparglieli di dosso, lasciandolo vergognosamente nudo e svenuto sull’asfalto.

Ma come svegliatosi di soprassalto da un profondissimo sonno, Alexander spalancò gli occhi mentre due di quei trapani gli si insinuavano negli occhi. Istintivamente gridò e un altro gli si insinuò nella bocca e poi giù, fino alla gola. Sentì altri due turbini perforargli le orecchie mentre l’altro gli raggiungeva il cuore. Fu quello l’apice del suo dolore. Alexander non riusciva a gridare ma il dolore era talmente atroce che ebbe la sensazione che qualcosa gli stesse succhiando via l’anima. Il freddo era insopportabile, l’asfalto era gelato e il suo cuore gridava per il dolore. Non sapeva che fare. Strinse i pugni e poi svenne, di nuovo. Rinvenne per la seconda volta: la via era di nuovo deserta mentre il vento gelido continuava a soffiare. Non c’erano più quegli strani oggetti di vento ma non riusciva a muovere comunque le sue membra ancora nude.

Tremante Alexander riuscì a versare due lacrime prima di cadere svenuto sull’asfalto per la terza volta.

5 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il contenuto sembra coinvolgente, la stesura meno...secondo me è fatto troppo sottoforma di cronaca giornalistica degli accadimenti. le emozioni del ragazzo sono presentate superficialmente e mentre leggevo faticavo davvero ad immergermi in ciò che provava. ci vorrebbe qualche accorgimento linguistico per rendere più fluente ed avvincente la lettura, nonostante ti ribadisco che per me il contenuto è davvero interessante.

    infine ci sono davvero molti vocaboli ripetuti troppe volte (es. turbine, accelerare, strada,...)

    immagino tu lo faccia già, comunque leggere molto, in particolare letteratura del genere su cui vuoi scrivere, ti può essere molto d'aiuto nell'arricchire vocabolario e inventiva nel rendere più accattivanti le storie che esponi.

    buon lavoro!!

  • 1 decennio fa

    beh, io scrivo da un paio d'anni ormai perchè mi rilasso... e soprttutto mi ci appassiono! complimenti per ciò che hai scritto, è davvero bello!!! comunque ti consiglio di non publicare i tuoi scritti su Internet

    in bocca a lupo!!! ciao!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ci sono inesattezze linguistiche, ripetizioni, manca la punteggiatura... Mmmmm... Io lo riguarderei... Bello, ma dal punto di vista linguistico è piuttosto inesatto...

  • 1 decennio fa

    beh, non male, dai! Da curare un altro pò, ma direi che sembra intrigante!

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  • 1 decennio fa

    bellissimo

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