De andrè:canzone del padre.mi spiegate il significato e potete farmi la parafrasi?di che parla,è complessa

ECCOLA QUA:POTRESTE DIRMI DI CHE TRATTA, QUALI SONO LE METAFORE E I SIMBOLI?

"Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi

solo i sogni che non fanno svegliare".

"Sì. Vostro Onore, ma li voglio più grandi."

"C'è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.

Non dovrai che restare sul ponte

e guardare le altre navi passare

le più piccole dirigile al fiume

e più grandi sanno già dove andare."

Così son diventato mio padre

ucciso in un sogno precedente

il tribunale mi ha dato fiducia

assoluzione e delitto lo stesso movente.

E ora Berto, figlio della Lavandaia,

compagno di scuola, preferisce imparare

a contare sulle antenne dei grilli

non usa mai bolle di sapone per giocare;

seppelliva sua madre in un cimitero di lavatrici

avvolta in un lenzuolo quasi come gli eroi;

si fermò un attimo per suggerire a Dio

di continuare a farsi i fatti suoi

e scappò via con la paura di arrugginire

il giornale di ieri lo dà morto arrugginito,

i becchini ne raccolgono spesso

fra la gente che si lascia piovere addosso.

Ho investito il denaro e gli affetti

banca e famiglia danno rendite sicure,

con mia moglie si discute l'amore

ci sono distanze, non ci sono paure,

ma ogni notte lei mi si arrende più tardi

vengono uomini, ce n'è uno più magro,

ha una valigia e due passaporti,

lei ha gli occhi di una donna che pago.

Commissario io ti pago per questo,

lei ha gli occhi di una donna che è mia,

l'uomo magro ha le mani occupate,

una valigia di ciondoli, un foglio di via.

Non ha più la faccia del suo primo hashish

è il mio ultimo figlio, il meno voluto,

ha pochi stracci dove inciampare

non gli importa d'alzarsi, neppure quando è caduto:

e i miei alibi prendono fuoco

il Guttuso ancora da autenticare

adesso le fiamme mi avvolgono il letto

questi i sogni che non fanno svegliare.

Vostro Onore, sei un figlio di *****,

mi sveglio ancora e mi sveglio sudato,

ora aspettami fuori dal sogno

ci vedremo davvero,

io ricomincio da capo.

è BELLISSIMA CHISSà PERCHè LA CONOSCONO IN POCHI

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    La canzone di cui parliamo, come certamente saprai, fa parte dell'album "storia di un impiegato", pubblicata nel 69 o nel 70, mi pare, in cui De André fa un'analisi lucida, spietata, appassionata ma anche dolente della vicenda della contestazione; usa un punto di vista particolare: un impiegato, soltanto un po' più grande di quegli studenti che stanno contestando durante il 68, vuole esibirsi in un gesto eclatante e dimostrativo: una bomba. Che tuttavia non colpisce l'obiettivo desiderato (non ricordo quale, e l'album non l'ho più!) ma un semplice chiosco di giornali, dove per puro caso stava passando anche la sua ragazza, che morirà nello schianto.

    Questa canzone, invece, parla del contrasto tra la generazione dei "matusa" (come si diceva allora) e dei giovani, e più in generale dell'irrimediabile conflitto tra l'autorità costituita (il giudice, il padre, la famiglia borghese...) e i nuovi aneliti libertari, anarchici, dissacranti e così fortemente impregnati di utopia.

    Così il figlio che nella realtà di tutti i giorni sta contestando, nel sogno si vede cresciuto, già come suo padre, simbolicamente a giudizio in quello stesso tribunale dove, nella realtà trasfigurata di tutti i giorni, lui fa parte della giuria. Il degrado sociale e urbano, contrapposto a un consumismo sfrenato e vorticoso (vedi "Berto, il figlio della lavandaia", a confronto con "un cimitero di lavatrici") costringono l'individuo a rifugiarsi nei paradisi artificiali, a lasciarsi "piovere addosso", a morire dimenticato da tutti, avvolto in un semplice lenzuolo...eppure egli a suo modo muore quasi da eroe...

    Ecco in un altro quadro la famiglia borghese, la sua futura famiglia, nel sogno: tranquillità delle mura domestiche, che attutiscono le tempeste del mondo di fuori ma anche le lacerazioni che si creano all'interno, creando una cortina di rispettabilità e di invisibilità a veri e propri drammi umani e sociali: le rendite finanziarie sono l'ultimo effetto pratico di una filosofia che mette al primo posto il denaro e all'ultimo l'amore: così anche la moglie "ha gli occhi di una donna che pago", e il suo ultimo figlio si fa di haschish, fino allo smarrimento di se stesso e della sua integrità fisica...

    Il sogno è finito, ma chi potrebbe affermare che tutto ciò non possa succedere realmente? Qual è il senso più profondo di una contestazione "generazionale", quasi che i giovani rimanessero giovani per sempre? (E se mi è permesso un inciso personale, gli effetti deleteri di questo giovanilismo si stanno avvertendo adesso, dal momento che i contestatori del 68 sono oggi padri, mariti, educatori, insegnanti, dirigenti d'azienda, sindacalisti, politici...!)

    Il risveglio è brusco, drammatico, quasi allucinato; il propostito è quello di ricominciare da capo, di riconsiderare il senso di tutto questo, non per ritornare indietro, ma per sapere dove andare, e come andare avanti.

    Probabilmente sono stato un po' prolisso e forse poco esauriente, ma come dicevo, la copertina dell'album non la trovo più, e lì c'era una bella introduzione.

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