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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureSocietà e culture - Altro · 1 decennio fa

Sarà vero che l’evoluzione atrofizza l’amore ? ?

Pomeriggio assolato, la mia amaca tra i peri mi aspetta e pian pianino vado verso di lei; un lieve venticello spira tra le foglie e mi adagio sull’amaca con delicatezza, ricordo bene il volo della volta scorsa, però una volta su è una goduria infinita, lentamente mi faccio dondolare e la frescura avvolge l’intero corpo e mentre chiudo gli occhi in quest’estasi mi godo la dolce musica del frusciare del vento tra le foglie, cosa c’è di meglio ?

Mi rilasso sempre più e ad un certo punto sento un rumore di passi come su un selciato che si fa sempre più forte, strano penso, sono in campagna e la terra è appena stata arata, da dove proviene questo rumore ?

Alzo la testa e lo vedo, una persona anziana, snella, volto scavato con due baffetti mal curati, vestito con un pantalone in fustagno tenuto su con delle antiche bretelle, una camicia bianca e una “paglietta” per cappello, da quanti anni non vedevo uno vestito così, con un sigaro in bocca si avvicina e, mentre mi stropiccio gli occhi, questi mi dice “Oggi è tiempe se so fatte malamente … “ ed io sorpreso “ma scusi chi è lei ?” e quel signore togliendosi il sigaro dalla bocca e con un sorrisino beffardo mi risponde “ma come? Ancora non mi hai riconosciuto o fai finta di non riconoscermi ? Hai forse paura di me ? Non fare il fessacchiotto con me, ti conosco come un libro aperto e proprio a me che di canovacci ne ho letti, tanti ne ho scritti e tante tavole ho calpestato, queste sceneggiate mi fanno ridere, orsù, alzati che dobbiamo parlare.”

Non voglio credere ai miei occhi ma è proprio lui che si para di fronte a me, il grande Eduardo, cosa vorrà da me ?

“Ditemi onn’ Eduà e scusatemi se non vi avevo riconosciuto”

“Niente, niente ci sono abituato, tanti credono che io sono morto e invece è un’altra mia opera, quella che mi è riuscita meglio di tutte, quella che non ho scritto e che entra nelle coscienze della gente … comunque veniamo a noi non sono qui per parlare di questo ma di altro … mi hanno detto che dei presunti scienziati o professoroni hanno inventato un esame di laboratorio per scoprire se una persona ci appartiene o no, insomma se una persona è un nostro affine, un figlio … mi sono spiegato ? Ma è vero tutto ciò ?”

“Onn’ Eduà è vero, si chiama esame del dna, con questo esame si riesce a stabilire se una persona è un nostro consanguineo, una bella scoperta vero ?”

“Ma quanno maiiiiii, è una rovina, vedi che non capisci proprio niente, come puoi pensare che qualche dottorucolo può rovinare una mia opera e adesso che faccio a Regina Bianchi la licenzio e ammazzo a Filomena ?”

“Ahh … è vero … i tre figli ora don Dummì potrà sapere chi è il suo vero figlio … ho capito onn’ Eduà, possiamo rimediare ? Possiamo riscrivere la storia o adattarla ai nostri tempi?”

“Te l’aggia detto prima, oggi è tiempe se so fatte malamente, il progresso, la tecnologia, l’evoluzione toglierà sempre più spazio alla poesia e va a finire che io muoio veramente, tu però nun te scurdà e me, statt’ bbuon guagliò.”

Apro gli occhi all’improvviso, era un sogno o realtà, mi ritrovo tutto sudato nonostante questo bel venticello ma … cosa avrà voluto dirmi con quel “nun te scurdà e me” e mentre penso a quelle parole e al loro significato, sempre più forte sento un acre puzzo di sigaro che solletica il mio naso “etcììì” e capitombolo come l’ultima volta, faccia nella terra, … Don Eduardo mi ha sbattuto per terra, mi ha voluto far provare il sapore della terra, l’avevo dimenticato, solo adesso ricordo che da ragazzino correvo nei campi a piedi scalzi, che bello era affondare i piedi nella calda terra appena arata, emozione sopita ma mai dimenticata … grazie onn’ Eduà, aggio capito !!!

Aggiornamento:

Camelia ... te l'ho detto mai che sei un incanto ? La tua risposta è veramente poetica ed hai colto in pieno il mio pensiero ... l'emozione me l'hai restituita con gli interessi, grazie ;-)

5 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Che meravigliosa, stupenda emozione mi hai regalato, Serapide, con questo tuo post! Ho ritrovato Eduardo, con quei suoi occhi lucidi, tristi e consapevoli della fragillità umana. E ho ritrovato Dummì e Filumena, a interrogarsi, a piangere, a disperarsi e a sorridere di quelle fragili bolle di sapone che sono i sentimenti e le nostre emozioni. E che oggi vorremmo vivisezionare ed analizzare sotto fragili vetrini di microscopio. Ma quei tuoi passi sull'erba del prato vorrei seguirli per emozionarmi con te del profumo di terra e di erba fresca appena tagliata, per capire che siamo ancora donne e uomini, che è possibile ancora ridere e piangere senza vergognarsi di questo. " Dummì, comm'e bello chiagnere!"

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  • fara
    Lv 7
    1 decennio fa

    Eduardo sarbbe felice di leggere la tua domanda, e assentirebbe con la testa , dicendo si, si , hai compreso bene.

    Tu, caro Serapide, sei una di quelle radici che affondano nel terreno senza paura , alla ricerca di nutrimento , di acqua .

    Alla ricerca della Madre della Vita , dell'inizio e della fine dei pensieri più veri , più autenticamente umani.

    I tempi sono cambiati , certo , ma ci sono persone che portano in sè il profumo della terra arata e aperta al cielo , dell'erba tagliata da poco ; la bellezza delle querce sul crinale , l'energica forza di una foresta di larici ; la magia di un cielo stellato , il fascino di una eclissi di luna.

    tutto questo e molto ancora testimoniano persone come te .

    Bentrovato .

    un sorriso

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  • Squaw
    Lv 6
    1 decennio fa

    Un messaggio anche per me... e un incoraggiamento a ritrovare al più presto la poesia del vivere... Non tra questo sporco cemento... non tra fili, cavi, bottoni... non tra auto impazzite... non tra palazzi sempre più alti e orribili...non tra questi tristi automi che vivono e respirano senza neanche accorgersene.

    La mia ultima poesia sarà una casa in legno e pietra appoggiata con noncuranza su di una dolce collina battuta da venti gentili, a due passi dal mare. A sera i gabbiani verranno a trovarmi... e tutti gli alberi lì intorno avranno un nome: Alberto il faggio, Ofelia la quercia, Renato il castagno...

    Non voglio svelare tutto... dopotutto è la mia poesia... ma un giorno neanche troppo lontano, quando avrò finito di scriverla, quando la starò vivendo... pochi ma preziosissimi amici come te potranno farne parte ogni volta che lo vorranno...

    Ti abbraccio

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Bellissimo Post.... ah Filumena che donna che era, che splendido personaggio ha creato... personaggio che ovviamente sa di antico, ma non per la forza e la volontà d'animo

    come sarebbero antichi come modo di pensare molti personaggi di Peppino, ma comunque attuali come poesia....

    la poesia non muore, semplicemente si evolve.... probabilmente i poeti dell'ottocento pensavano la stessa cosa vedendo per la prima volta un treno, eppure proprio il treno non è diventato un mezzo molto poetico per viaggiare? e quante storie accadono in un vagone?

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    e tu fai come ti ha detto..

    non ti scordar di lui e sopratutto di te stesso...mai,neanche con l'era della tecnologia ,internet ed affini...

    pena il perdersi e quella sensazione di non saper vivere che molti provano..ormai!

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