Anonimo
Anonimo ha chiesto in Mangiare e bereCucina e ricette · 1 decennio fa

Qualcuno di voi ha mai usato in cucina l'olio di avocado? Come lo trovate?

Sto aderendo ad un'iniziativa per sostenere il commercio equosolidale del Burundi e volevo acquistare delle bottiglie di olio di avocado.

http://www.equomercato.it/upload/EM_NEWS...

Lo conosco dal punto di vista botanico ma non saprei com'è in cucina, quindi ne approfitto per chiedere un parere a chi ne sa più di me dal punto di vista ALIMENTARE, e magari farvi conoscere questo prodotto innovativo e solidale. Grazie a chi risponderà.

Aggiornamento:

Ho la certezza che sia destinato ad uso alimentare e l'unica cosa che sapevo prima delle vostre risposte è che l'OLIO DI AVOCADO è uno dei migliori olii vegetali per la frittura poichè ha un elevato punto di ebollizione 230°C. Altro non sapevo prima d'ora.

Mi interessava sapere le proprietà nutritive ed altri impieghi alimentari oltre a quelli di base come frittura e condimento.

Aggiornamento 2:

Scusate PUNTO DI FUMO

4 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ormai sia nei supermercati che dai fruttivendoli è possibile acquistare frutta che una volta si poteva incontrare solo durante qualche viaggio in paesi lontani. Sicuramente un frutto dei più curiosi è l’avocado, usato prevalentemente come useremmo un ortaggio: in insalata, come condimento o per preparare salse.

    L’avocado è originario del Messico del sud e del Centro America. Gli Aztechi lo consideravano un afrodisiaco e gli diedero il nome ahuacatl, che significa *********, sia per la forma del frutto che per come pende dall’albero. Gli spagnoli non riuscendo a pronunciare correttamente la parola azteca lo chiamarono aguacate, modificatosi poi in abogado in spagnolo moderno, avocat in francese, avocado in inglese e così via.

    Ha la particolarità, per un frutto fresco, di essere molto ricco di grassi e piuttosto povero di carboidrati. A differenza di quasi tutti gli altri frutti, il suo metabolismo porta principalmente alla produzione di grassi e non di zuccheri. 100 grammi di un avocado maturo contengono mediamente 8 grammi di carboidrati e 10-20 grammi di grassi, ma la percentuale di grassi, principalmente monoinsaturi, può arrivare anche al 30 per cento a seconda della varietà. Per questo motivo veniva utilizzato su molte navi nel ‘700 come sostituto del burro, spalmato sulle gallette, e venne così soprannominato “il burro del marinaio”.

    La qualità dei grassi presenti lo rende simile all’olio di oliva, avendo il 75% di grassi monoinsaturi, il 15% di grassi saturi e il 10% di poliinsaturi (omega 6). Contiene anche varie sostanze benefiche, come carotenoidi, tocoferolo e beta-sitosterolo e grazie anche all’assenza di colesterolo viene sempre più utilizzato dall’industria alimentare oltre che da quella cosmetica.

    Persea americana, questo il nome botanico della pianta sempreverde, comprende tre razze principali: la Antillana, la Messicana e la Guatemalteca. La maggior parte delle varietà commerciali sono ibridi. Le due principali sono la varietà Fuerte e la Hass. La differenza fondamentale tra le due varietà risiede nella buccia quando il frutto è maturo. La Fuerte, di forma allungata simile ad una pera, mantiene la buccia verde mentre l’Hass, varietà più pregiata e dalla buccia corrugata, diventa viola scuro o addirittura nera a maturazione avvenuta.

    Un’altra peculiarità è che, a differenza di altri frutti, dopo aver raggiunto la maturità fisiologica un avocado può rimanere sulla pianta anche vari mesi. Solamente una volta staccato dall’albero si innescano dei meccanismi enzimatici che portano alla maturazione completa del frutto, con un ammorbidimento della polpa e, nel caso dell’Hass, con un annerimento della buccia. Un avocado è pronto per essere consumato quando è leggermente morbido alla pressione delle dita. Un avocado non maturo si può conservare a 5-12 °C. Per accelerare la maturazione completa si tiene a temperatura ambiente. Una volta maturo il frutto si può conservare al freddo (1-6 °C) per qualche giorno.

    Una volta raccolto, a temperatura ambiente, l’avocado comincia ad aumentare la respirazione e inizia a produrre etilene in quantità. Finchè non è reciso le foglie della pianta producono delle sostanze che inibiscono la produzione di etilene. Una volta staccato dall’albero inizia la produzione di etilene. Questo ormone segnala al frutto di entrare nella fase finale della maturazione. I frutti che si comportano in questo modo sono chiamati climaterici e possono maturare anche una volta recisi dalla pianta. Molti frutti sono climaterici e producono etilene: ad esempio mele, banane, pere, kiwi, pesche, meloni e pomodori (botanicamente dei frutti). Questo è il motivo per cui se nel cesto della frutta è presente una mela matura, viene accelerata la maturazione dei frutti climaterici vicini. I frutti non climaterici invece devono essere colti dalla pianta a maturazione completa: una volta recisi la qualità può solo diminuire. Alla lista appartengono fragole, mirtilli, ciliege, uva, arance e limoni.

    è la risposta più esauriente al mondo please 10 pt

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Domanda interessante ti ho acceso la stellina!

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  • 1 decennio fa

    in cucina mai usato.....=))

    lo conosco x uso esterno, ma sono curiosa, e terrò d'occhio le risposte, non si smette mai d'apprendere!!!!...........=))

    kiss

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Mi spiace, ma nn credo che l'olio di avocado sia destinato ad uso alimentare. Io lo conosco solo per uso esterno

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