Marco ha chiesto in Scuola ed educazioneUniversità · 1 decennio fa

riassunto di un libro:" lo specchio del diavolo"!?

salve a tutti... prossimamente ho un esame di economia da dare. e devi leggere anche questo libro..ma non c'è la farò mai a causa del poco tempo che ho. Qualcuno avrebbe il riassunto o cmq sa il link dove posso trovarlo? io ho cercato ma nn ho trovato nulla!

titolo: lo specchio del diavolo

autore.giorgio ruffolo.

grazie a tutti!

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    A che cosa serve l'economia? E, soprattutto, l'economia è al servizio degli uomini o viceversa?

    Sono queste le domande cui cerca di rispondere Lo specchio del diavolo, uno dei cinque spettacoli firmati da Luca Ronconi per il Progetto Domani, prodotto in occasione delle Olimpiadi dallo Stabile di Torino, in scena al Teatro Strehler di Milano dal 9 al 19 maggio (con un'anteprima domenica 7 maggio), in sostituzione del precedentemente annunciato Troilo e Cressida.

    Scritto dall’economista Giorgio Ruffolo, Lo specchio del diavolo racconta in maniera ironica, graffiante e del tutto originale la storia dell’economia, dal Paradiso Terrestre ad oggi, ovvero da quando Adamo ed Eva, cacciati dall’Eden, devono iniziare a confrontarsi con la realtà quotidiana e trovare i mezzi di sussistenza per poter sopravvivere, ai nostri giorni all’insegna delle bolle speculative.

    Trascorrono i secoli, mutano gli scenari e i protagonisti, dal baratto si passa alla moneta, ed anche l’uomo si trova confrontarsi con i problemi di un sistema economico sempre più complesso.

    Tre i quadri che compongono lo spettacolo. Nel primo, dal titolo “L’economia e la tecnica”, si analizza il modo in cui l’uomo utilizza le risorse del proprio ambiente, mettendo a confronto economia, tecnologia ed ecologia. Il secondo, “L’economia e la moneta” tratta il ruolo della moneta e il mercato degli scambi. L’ultimo quadro, “L’economia e la politica”, indaga i rapporti tra capitalismo e potere politico, un tema di grande attualità e importanza che il testo di Ruffolo proietta in un futuro prevedibile.

    Così come era stato per Infinities e i paradossi della scienza e dell’infinito, Lo specchio del diavolo è un testo divertente quanto rigoroso, che guida il pubblico in un viaggio attraverso i meccanismi dell’economia, assolvendo a quel compito dell’arte che secondo Aristotele era di “docere et delectare”.

    Lo “specchio del diavolo” di Giorgio Ruffolo

    Giorgio Ruffolo è certamente, nel panorama della cultura economica italiana, un personaggio singolare e difficilmente classificabile. Non solo perché in lui l’impegno politico e progettuale (militante socialista vicino ad Antonio Giolitti, giovane dirigente dell’ENI di Enrico Mattei, di cui sarà fra i collaboratori fino alla tragica scomparsa, grand commis dello Stato alla direzione Programmazione del ministero del Bilancio per incarico di Ugo La Malfa, parlamentare italiano ed europeo, primo titolare del ministero dell’Ambiente) si intreccia sempre col rigore delle analisi; ma anche perché la sua indubbia eccellenza di economista non si lascia rinchiudere nei confini stretti della disciplina accademica, ma spazia sempre in una prospettiva di più ampio respiro.

    Perché per Ruffolo l’economia non è una sfera astratta del sapere, ma uno dei modi principali in cui gli uomini organizzano i loro rapporti reciproci (l’altro essendo, su di un piano analogo ma distinto, la politica). Ed è in tal senso una componente e insieme una chiave d’interpretazione della vicenda storica dell’umanità: solo letta in tal modo, come fatto eminentemente storico e non come semplice schema meccanico, come sfera d’intervento della libera volontà degli uomini e non come gabbia predeterminata della loro esistenza, essa diventa comprensibile e sensata. Infatti l’economia, per Ruffolo, è studio “di società umane, e non di colonie biologiche”.

    In tal senso la sua visione si riallaccia alla più illustre tradizione dell’economia classica, e si nutre di una critica (ora dispiegata, ora aristocraticamente sottintesa, sempre impietosa) del marginalismo: che vorrebbe ridurre l’economia stessa a un equilibrio cieco fra “utilità” egoistiche e meccanicamente contrapposte, senza rapporto con il divenire storico della società e con le scelte consapevoli dei soggetti che la animano. E ancora, su una critica della pretesa di ridurre forzosamente a unità, in base a tale presupposto dottrinale, il gioco complesso e ambiguo dei riferimenti di valore propri delle diverse posizioni che vivono nella dialettica sociale, per sottoporre quest’ultima a un parametro artificioso, tanto utile strumentalmente quanto di per sé incomprensivo, qual è il parametro della massimizzazione del PIL.

    Questo agile libretto (Lo specchio del diavolo, Torino, Einaudi 2006, pp. 136, 9 euro) offre una sintesi didascalica delle conclusioni maturate dall’autore su alcuni dei temi fondamentali dell’economia nell’epoca che attraversiamo, caratterizzata del processo grandioso e insieme spietato della globalizzazione. Il discorso, che come ricorda lo stesso Ruffolo risente dell’essere servito originariamente come canovaccio per una rappresentazione svoltasi a Torino sotto la regia di Luca Ronconi, procede per “quadri”: il primo dedicato al rapporto fra economia e ambiente, il secondo a quello fra economia e moneta, il terzo infine al rapporto fra economia e politica. Insomma ai tre problemi fondamentali con cui, per Ruffolo, deve misurarsi oggi l’economia: e, per essa, l’

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