Perché VOGLIAMO PER FORZA aver ragione?

Mettiamo che io sia convinto che le azioni dell'azienda Xyz acquisteranno molto valore. Mettiamo che ne sia proprio sicuro, perché dispongo di una lucidità di analisi che mi permette di capirlo con chiarezza dagli stessi dati finanziari che tutti possiamo leggere sui giornali. Ovviamente con i soldi che ho, ne compro più che posso. Ne parlo con voi amici, ma voi non mi credete, vi sento fare ragionamenti semplicistici e sbagliati, fraintendere punti essenziali e non percepire l'ovvio con la chiarezza con cui invece lo percepisco io.

Ebbene, da un punto di vista perfettamente logico dovrei esserne felice: se non mi credete, voi non comprerete, il prezzo a cui io potrò comprare sarà dunque minore e maggiore guadagno ne ricaverò. Anzi, guai se mi credeste, ho fatto male a parlarvene!

Eppure... eppure sotto sotto il sapervi nell'errore, sentirvi blaterare idiozie, mi roderebbe, e forse farei il possibile per convincervi che ho ragione.

Ora mi chiedo: perché?

Cosa è che ci forza a correggere chi sentiamo sbagliare, anche quando dalla correzione ricaviamo solo danno? Da credente, dovrei stimare che meno gente crede più brilla - al confronto - la mia fede. Dualmente, per voi atei, più credenti rinunciano a competere per beni e agi di questo mondo, più ne restano disponibili per voi, giusto? Ma allora perché mai noi credenti ci affanniamo a convertire, e voi atei a smascherare? Che chi non la pensa come noi s'arrangi, no?

Io ho alcune ipotesi tra cui non so scegliere, né capisco in che misura contribuiscano.

1) Convincere l'altro sopisce il nostro intimo dubbio di avere torto.

2) Sentirsi dare ragione accontenta la nostra vanità (ci ricordiamo di quando davamo la risposta giusta, la Signora Maestra ci diceva bravo e noi gongolavamo davanti a tutta la classe)

3) Darwin dice che la selezione naturale privilegia chi meglio diffonde il proprio seme. Forse noi, animali dalla psiche molto complessa, abbiamo sublimato questo "diffondere il nostro seme" in "diffondere le nostre idee"? Se così non fosse, perché mai tanta gente morirebbe per gli ideali? A che pro morire per la libertà e la giustizia, se tanto ne fruiranno solo gli altri?

4) Sempre ricordando che siamo animali dalla forte caratterizzazione intellettuale, forse vincere una discussione convincendo davvero l'altro è una vittoria morale con lo stesso sapore che per un cervo ha il vincere a cornate mettendo in fuga l'altro? Ci qualifica come Opinion Leader, come Esemplare Dominante, come Maschio Alfa?

5) Forse il fatto che siamo animali sociali, quindi in grado di sopravvivere solo collaborando, ha reso fondamentale per noi il condividere gli stessi principii, per cui avvertiamo il fatto che qualcuno la pensi diversamente come un rischio di disgregazione del tessuto collaborativo contro cui sentiamo dunque l'impulso di agire?

6) Decine d'anni di studio ci abituano a correggere gli errori. Quando sentiamo un errore DOBBIAMO correggerlo. Altrimenti perché raddrizziamo i quadri storti, a casa?

Insomma, secondo me il nostro voler sempre avere ragione è così radicato e così illogico che non può avere motivazioni "software" (logiche e utilitaristiche), ma ce le ha "hardware" (istintive ed evoluzionistiche). Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, magari qualcuno ha qualche motivazione da aggiungere, oppure può stimare pesi per queste qui. Aiutatemi a capire.

Aggiornamento:

Spock, né noi cristiani (come fa notare HK) gongoliamo se gli atei abbondano e la nostra fede brilla al confronto. Volevo solo mostrare che una bieca logica utilitaristica raccomanderebbe proprio il comportamento

opposto, quindi non è certo per essa che ci comportiamo così.

Azzardo: a giudicare dall'autoincensamento, se avessi continuato a leggere il tuo motivo sarebbe stato il 4?

12 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Probabilmente hai ragione, ma prova a stilizzare la questione con un altro esempio:

    Tu, scienziato, hai scoperto in maniera che definiremo "intuitiva" (insomma, allo stesso modo del tuo economista) che a causa di un particolare ingrediente chimico di un oggetto molto in voga nell'era in cui vivi mette in pericolo la salute e la sopravvivenza dell'intera umanità. Naturalmente cerchi di avvertire tutti, ma ti prendono per un pazzo invasato.

    Naturalmente l'esempio può risultare illogico, visto che si potrebbero compiere altri studi e verificare quella tesi, ma mettiamola in termini di una scoperta non verificabile.

    Questo sarebbe forse un esempio più azzeccato per le divergenze spirituali, ma come hai già fatto notare, l'uomo tende a dimostrare la propria posizione anche in questioni molto diverse. Credo che sia, proprio come hai sottolineato, una questione di duello intellettuale, grazie al quale l'uomo può dimostrare la propria superiorità.

    Comunque, l'ateo non riceve alcun agio o bene dall'ingerenza di un branco di invasati in questioni che non riguardano loro che motivano qualsiasi posizione con la volontà di un dio inconoscibile. Al contrario, le caste sacerdotali ricevono numerosi agi e beni dal diffondere le proprie vaccate.

    Saluti

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Stavo leggendo incuriosito. Poi mi sono imbattuto in questa frase:

    "Dualmente, per voi atei, più credenti rinunciano a competere per beni e agi di questo mondo, più ne restano disponibili per voi, giusto?"

    E mi sono letteralmente cadute le braccia. Hai scritto la più grande vaccata che essere umano possa concepire; non tutti gli atei hanno, come unico scopo, l'acquisizione di beni e agi. Ma, se tu pensi cosi, evidentemente, senza i freni imposti dal tuo credo, tu faresti cosi, dimostrando che, in fondo, io sono miliardi di volte migliore di te perchè ho valori non misurabili in denaro ma, sopratutto, non imposti da nessuna religione e da nessun dio.

  • 1 decennio fa

    Semplicemente perchè sentire le altre persone dire: "Hai ragione", non fa altro che alimentare l'orgoglio del nostro Ego. Facile.

  • 1 decennio fa

    mi sa ke nn risponde tnt gente..hai scritto trpp e molto si scoccieranno di leggere... xd

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  • 1 decennio fa

    Va bene, hai ragione tu!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Te lo dico perchè è il mio primus difetto: HA A CHE FARE CON L' ORGOGLIO.

    Sono dannatamente orgoglioso ( nn ne vado fiero però ) voglio sempre ragione... pur sapendo d aver torto.

  • 1 decennio fa

    Il tuo ragionamento è completamente senza senso, la ragione la vogliono avere solo coloro che sono insicuri. Sennò ognuno si fa i fattacci suoi e pensa per sè.

  • HK
    Lv 6
    1 decennio fa

    Non hai tenuto conto del punto 7 per cui il credente vorrebbe che il razionalista credesse: se non lo fa andrà all'inferno, che non è esattamente un club mediterranée, e il credente ci tiene che il minor numero di persone possibili vada a finirci dentro per l'eternità.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Dopo essermi imbattuto nella cazzata del giorno: "per voi atei, più credenti rinunciano a competere per beni e agi di questo mondo, più ne restano disponibili per voi", ho smesso di leggere.

  • 1 decennio fa

    L'uomo, essendo un animale socievole, deve sempre affermarsi nel "gruppo"..l'avere ragione, o almeno, il fatto di ricevere consensi dagli altri lo fa sentire sempre più al centro del "branco sociale", dunque in posizione dominante!!! ciao ciao ;-)

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