Shadows ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

chi ha letto il libro...?

chi ha letto il libro di vassalli la chimera e mi farebbe un piccolo riassunto??? grazie 1000...!

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    ciauuz..forse è troppo lunga..se mai cancella qualks..ecco qui:

    Antonia, orfanella abbandonata nei pressi del convento di S. Michele a Novara, cresce tra le suore e le loro numerose funzioni religiose, la rigida disciplina del convento e la dottrina cattolica. Come tutte le "esposte" (abbandonate) del convento, è destinata ad essere "adottata" da un visitatore qualsiasi; all’età di dieci anni, Antonia è infatti presa in custodia dai due coniugi Nidasio, provenienti dalla "bassa" novarese, e precisamente da Zardino. Il suo arrivo al paese è fonte di voci e pettegolezzi delle comari, che si scandalizzano per la diversità della bambina e per la sua inutilità nella campagna. In realtà Antonia cresce molto bella ed intelligente, suscitando l’invidia di buona parte del paese. Nel frattempo la città di Novara è segnata da avvenimenti importanti: tra questi spicca il vescovado di Carlo Bascapè, uomo dai grandi ideali, inimicatosi con la Roma cattolica e corrotta del tempo e per questo confinato a Novara; nella sua nuova diocesi cambia radicalmente la vita dei fedeli, costringendoli ad una fede più sincera, meno scaramantica ed esteriore. Inoltre fa sostituire i molti preti e parroci corrotti (o quistoni), che si occupavano di usura, attività illecite e non caste. Le sue riforme raggiungono anche Zardino: il vecchio parroco Don Michele è infatti sostituito dal giovane ambizioso Don Teresio, che abitua i paesani a frequenti cerimonie ed offerte in denaro. Antonia viene presto scacciata dall’ambiente della chiesa per aver riso del vescovo Bascapè in visita a Zardino. Da quel momento tiene spesso in pubblico discorsi sull’inutilità dei preti e delle loro "favole" su paradiso ed inferno, atte solo a "spillare quattrini alla povera gente". Inoltre rifiuta proposte di matrimonio di nobili ricchi, ricoprendosi dell’accusa di "superbia" da parte del paese. Quest’accusa è resa più forte quando Antonia si fa ritrarre da un pittore nelle vesti della Madonna del Soccorso. All’età di diciannove anni la ragazza si innamora di un "camminante" (anarchico vagabondo della bassa) di nome Gasparo. Egli riunisce squadre di "risaroli" (miseri lavoratori delle piantagioni di riso) da portare a Zardino. I due si incontrano di notte di nascosto nei pressi del "dosso dell’albera" (collina con un castagno dove si pensava che le streghe si incontrassero col diavolo), e lui la inganna con grandi promesse. Antonia viene sorpresa più volte dai "Fratelli Cristiani" (sorta di vigili urbani dell’epoca, che impedivano fughe notturne ai risaroli), che la riportano a casa con la forza. Tutte questi comportamenti misteriosi della giovane alimentano le voci che ella sia una strega e che di notte partecipi ai "sabba" (incontri col diavolo). Antonia si vede così dapprima evitata dalla gente, poi isolata, poi ancora offesa. Infine Don Teresio la denuncia al Tribunale ecclesiastico di Novara, presieduto dall’inquisitore Manini; egli si interessa con grande fervore al caso per ridare l’indipendenza e l’importanza perduta al Tribunale, approfittando dell’assenza di Bascapè che si era recato a Roma. Vengono interrogati molti testimoni, che confermano la colpevolezza della "strega"; gli unici a raccontare la storia d’amore tra Antonia e il camminante sono l’amica Teresina, i genitori adottivi e il camparo Pietro Maffiolo. Questa storia, giudicata troppo semplice ed evidente, è però scartata. L’imputata viene così arrestata e torturata brutalmente perché confessi le sue colpe: stremata dal dolore ella afferma che di notte si incontrava con qualcuno che poteva anche essere un diavolo; Antonia viene quindi imprigionata nello scantinato del Tribunale, poi rinchiusa in una torre. Infine viene bruciata viva sopra al dosso dell’albera, issata su una pira di legni ricavati dal castagno "maledetto".

    spero di esserti stata d'aiuto..ciauuuz

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Io l'ho letto ora ti do il riassunto però 10 punti???

    La Chimera narra la storia di Antonia e del suo tempo, per riflettere sulla realtà umana di oggi e di sempre. Antonia, la protagonista, è una bambina nata frutto di un adulterio e per questo abbandonata all’ingresso della Casa di Carità di San Michele. Crescendo si dimostra di buoni sentimenti e di notevole bellezza. La sua vita scorre serena finché un giorno si presenta al centro una famiglia in cerca di una bambina, e la scelta ricade proprio su Antonia. I suoi pianti e le sue grida non hanno nessun effetto e così inizia la sua avventura e, di conseguenza, i suoi guai. Arrivata a Zardino, la sua presenza è vista con diffidenza e curiosità. Proprio questi due fattori attirano i commenti poco lusinghieri degli abitanti. A Zardino, infatti, regnano la superstizione e la maldicenza, in questo modo la piccola Antonia viene soprannominata “stria”, strega, e ogni cosa che la riguarda assume subito significati equivoci e esoterici. Al contrario, Antonia, è buona: prova pietà per i risaioli, poveri adibiti alla raccolta del riso, e diventa l’unica amica dello “scemo del villaggio”, canzonato da tutti. Quest’ultima alleanza, però, le porterà non pochi guai. Infatti il giovane ben presto si innamora di lei e, per questa ragione si comporta in modo ancor più strano e compie azioni folli. Naturalmente non tardano ad arrivare le supposizioni del popolo, che subito attribuisce queste manifestazioni all’intervento magico di Antonia. A ciò si aggiungono poi numerosi altri “indizi” che proverebbero il legame di Antonia con il demonio. Per esempio che si sia fatta ritrarre nelle vesti della Madonna del Soccorso, che la si sia vista ballare con soldati di lingua tedesca e fede luterana e naturalmente che lei frequentasse luoghi riconosciuti come punti di ritrovo per le streghe, dove esse, a loro dire, celebravano le loro feste e si accoppiavano con il demonio. In quello stesso periodo a Zardino accadono una serie di fatti inspiegabili come strani segni sulla neve o incidenti e malattie. In questo modo la convinzione che ci sia una strega nel paese si fa sempre più forte finchè non si arriva alla denuncia e in seguito alla condanna di Antonia. Ascoltati i testimoni, infatti, Antonia viene imprigionata, interrogata e torturata. Emesso il verdetto finisce bruciata come strega, su una collina fuori Zardino, festeggiata dagli abitanti come ad una festa paesana.

    •Riassunto in 5 righe

    La vicenda narrata prende in considerazione la storia di Antonia, accusata di stregoneria, per far riflettere su quanto l’ignoranza possa diventare addirittura pericolosa. Infatti, in questo libro, vediamo come, gli abitanti di Zardino, arrivino addirittura a far uccidere Antonia per pura superstizione. Conosciamo Antonia fin da piccola e passo passo viviamo la sua storia. Nata sfortunata, destinata ad altri guai morirà bruciata sul rogo, nonostante sia di pii sentimenti e di buon cuore.

    •Struttura

    È un romanzo storico. L’avvicendarsi dei fatti è narrato seguendo un ordine cronologico. Inizia con i primi giorni di vita di Antonia e termina con la sua morte. Anche se Antonia è la protagonista la sua presenza è poco sentita, Vassalli, infatti, tende ad esaltare la complessività, vuole narrare la storia di un’intera società.

    •Colpi di scena

    Un primo colpo di scena ce l’abbiamo quando la vita della povera Antonia viene sconvolta quando la strappano dalla Cada di Carità, anche se non è precisamente un “colpo di scena”, momenti del genere non ne ho notati.

    •Personaggi

    Antonia

    È una ragazza bellissima. Abbandonata da piccola in un convento e adottata da una coppia di contadini. È molto coraggiosa, non si lascia scoraggiare facilmente, è matura, ferma nei suoi propositi. Con gli altri è buona, comprensiva e pia. Pur essendo ancora una ragazzina riesce però a sopportare la dura situazione che si è creata. Molto spesso questo suo carattere dolce le si ritorce contro, per esempio con Biagio.

    Bescapè

    Vescovo di Novara odiato profondamente dal Papa. La sua ossessione è rendere il Mondo santo e trasformare tutte le persone in individui retti e giusti. Molto amareggiato dai continui screzi con il Papa. Crede profondamente in questa sorta di missione da compiere e solo vicino alla morte si rende conto che il suo è soltanto un progetto utopistico.

    Caccetta

    Feudatario novarese. Compiva razzie, rapimenti, delitti e incendi. Uomo malvagio, abituato a ottenere tutto ciò che vuole. Affatto modesto, ha amicizie importanti.

    Biagio

    Ritardato, viene sfruttato per fare i lavori più umili e pesanti. Trattato da tutti come una bestia, solo Antonia lo considera come un essere umano. Proprio questo comportamento benevolo, porta Biagio ad innamorarsi di lei, e in seguito inizia a comportarsi in modo strano. Per questo motivo le sue sorelle denunciano Antonia come strega credendo che fosse stata lei per mezzo della magia a farlo diventare così.

    Gaspare

    Il fidanzato di Antonia. È un camminante, person

  • 1 decennio fa

    Viene narrata la storia di Antonia, orfanella abbandonata nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1590, giorno di Sant’Antonio, nei pressi del convento di S. Michele a Novara, cresce tra le suore e la rigida disciplina del convento e della dottrina cattolica. Solo l'incontro con un'orfana più grande, che ha fatto la vita sulla strada, Rosalina, cinica e smaliziata, la introduce alla realtà esterna. Come tutte le "esposte" del convento, è destinata ad essere adottata da un visitatore qualsiasi; all’età di dieci anni, Antonia è infatti presa in custodia dai due coniugi Nidasio, provenienti dalla "bassa" novarese, e precisamente da Zardino. Il suo arrivo al paese è fonte di voci e pettegolezzi delle comari, che si scandalizzano per la diversità della bambina e per la sua inutilità nella campagna. In realtà Antonia cresce molto bella ed intelligente, suscitando l’invidia di buona parte del paese. Nel frattempo la città di Novara è segnata da avvenimenti importanti: tra questi spicca il vescovado di Carlo Bascapè, uomo dai grandi ideali, inimicatosi con la Roma cattolica e corrotta del tempo e per questo confinato a Novara; dove si impegna per cambiare la vita dei fedeli, costringendoli ad una fede più sincera, meno scaramantica ed esteriore. Inoltre fa sostituire i molti preti e parroci corrotti (o quistoni), che si occupavano di usura e attività illecite. Le sue riforme raggiungono anche Zardino: il vecchio parroco Don Michele è infatti sostituito dal giovane ambizioso Don Teresio, che abitua i paesani a frequenti cerimonie ed offerte in denaro. Antonia viene presto scacciata dall’ambiente della chiesa per aver riso del vescovo Bascapè in visita a Zardino. Da quel momento tiene spesso in pubblico discorsi sull’inutilità dei preti e delle loro "favole" su paradiso ed inferno, atte solo a "spillare quattrini alla povera gente". Inoltre rifiuta proposte di matrimonio di nobili ricchi, ricoprendosi dell’accusa di "superbia" da parte del paese. Quest’accusa è resa più forte quando Antonia si fa ritrarre da un pittore nelle vesti della Madonna del Soccorso. All’età di diciannove anni la ragazza si innamora di un "camminante" (vagabondo della bassa) di nome Gasparo. Egli riunisce squadre di "risaroli" (miseri lavoratori delle piantagioni di riso) da portare a Zardino. I due si incontrano di notte di nascosto nei pressi del "dosso dell’albera" (una collina con un grande castagno dove si pensava che le streghe tenessero i loro sabba), e lui la inganna con grandi promesse. Antonia viene sorpresa più volte dai "Fratelli Cristiani" (figure simili a guardiani che impedivano le fughe notturne dei risaroli), che la riportano a casa con la forza. Tutte questi comportamenti misteriosi della giovane alimentano le voci che sia una strega e che di notte partecipi ai sabba sul dosso. Antonia si vede così dapprima evitata dalla gente, poi isolata, poi ancora accusata di ogni male capitasse nel paese, un bambino malato, o carestie e animali che si ammalavano. Infine Don Teresio la denuncia al Tribunale ecclesiastico di Novara, presieduto dall’inquisitore Manini; egli si interessa con grande fervore al caso, approfittando dell’assenza di Bascapè che si era recato a Roma, per ridare l’indipendenza e l’importanza perduta al Tribunale. Vengono interrogati molti testimoni, che confermano la colpevolezza della "strega"; gli unici a raccontare la vera storia d’amore tra Antonia e il camminante sono l’amica Teresina, i genitori adottivi e il camparo Pietro Maffiolo. Questa storia, giudicata troppo semplice ed evidente, è però scartata. L’imputata viene così arrestata e torturata brutalmente perché confessi le sue colpe: stremata dal dolore ella afferma che di notte si incontrava con qualcuno che poteva anche essere un diavolo; Antonia viene quindi imprigionata nello scantinato del Tribunale, poi rinchiusa in una torre. Infine viene bruciata viva sopra al dosso dell’albera , su una pira di legni ricavati dal castagno "maledetto". Antonia diventa il simbolo della libertà di pensiero che non si lascia schiacciare dalle pressioni esterne, lei non conosce la paura, vive la sua vicenda con serenità, e non confesserà mai gli atti di cui viene ingiustamente accusata; il suo unico errore è quello di non adeguarsi alla mentalità del suo tempo, così lontana dalla sua. Lei si presenta davanti alla morte sicura della sua onestà e coraggiosamente non si volta mai indietro, non rinnega la sua natura, ma sostiene la propria verità sino in fondo, senza compromessi di sorta. Le sue parole, troppo ambigue, vengono mal interpretate dall’inquisitore, che pensa di utilizzare il suo sfogo, dettato più dall’ira che da un cedimento psicologico, come confessione.

  • 1 decennio fa

    Dai Andry puoi anche non dirlo che l'hai letto si vede che l'hai scaricato!!

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