Il sito di Yahoo Answers verrà chiuso il 4 maggio 2021 (ora della costa est degli USA) e dal 20 aprile 2021 (ora della costa est degli USA) sarà in modalità di sola lettura. Non verranno apportate modifiche ad altre proprietà o servizi di Yahoo o al tuo account Yahoo. Puoi trovare maggiori informazioni sulla chiusura di Yahoo Answers e su come scaricare i tuoi dati in questa pagina di aiuto.

La crescita dell'Italia?

Come ha fatto l'Italia ad eguagliare, o quasi, le altre potenze europee, essendo nata secoli e secoli dopo di esse?

Ciao e grazie!

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il quasi è d'obbligo in quanto il motivo per cui l'Italia è stata ammessa al G7 (organismo peraltro non ufficiale, non votato dai popoli, è solo un club di spiritosi che crede di avere un'autorità non legittimata) è abbastanza misterioso e sa di politico, per la posizione strategica che ha riacquistato in parte con le recenti tensioni dopo la perdita o quasi di importanza cessata la politica dei Blocchi. In effetti l'Italia è tutt'altro che un Paese moderno e men che meno un Paese industriale, ha sacche di povertà che i massmedia tacciono ma che chiunque può vedere allontanandosi dai percorsi raccomandati dalle guide ufficiali. Se avere un paio di stabilimenti ove si fabbricano due motori e qualche scocca - il resto è fatto in mezzo mondo - o una fabbrica di ceramiche o qualche dittarella di tipo pre-industriale nel veneto o in Brianza significa industrializzazione, va da sè che ben altri Paesi riempirebbero le fila del G7 in vece nostra. Va considerato però che ci fu un'epoca in cui si poteva dire che l'Italia fosse se nn industrializzata, sulla via di diventarlo seriamente: parliamo di circa un secolo fra il 1880 ed il 1980 e segnatamente gli ultimi 3 decenni del periodo. Già alcuni Regni preunitari avevano notevoli attività: perfino ed anzi soprattutto il Regno delle 2 Sicilie, che appunto per questo, in un momento di decadenza politica alla metà dell'800, fu aggredito e depredato dal Piemonte. In Lombardia e Veneto gli austriaci avevano impiantato floride aziende, e si consideri che la Lombardia era attivissima fin dall'epoca dei Comuni, anzi proprio questo attivismo aveva fatto nascere una forte classe borghese che si battè contro l'Impero nel medioevo. Con l'azione di Maria Teresa d'Austria e dei suoi successori, questo fenomeno di crescita abbe maggiore impulso anche per le riforme fiscali operate dal governo austriaco dopo il 1730 nel Nord. Stessa via più o meno presero i governi di mezza penisola Borboni compresi (sebbene in maniera altalenante in quanto le innovazioni si scontravano col carattere profondamente conservatore ed agrario, feudale, della locale classe dominante). L'Unità in effetti fu un colossale business perchè c'è da credere cinicamente che la forte borghesia nordista avesse già grossomodo tracciato la via di un futuro sviluppo dove il Sud - il Regno duosiculo attraversava un periodo di torbidi politici e di depressione economica, del resto globalizzatasi negli anni 1845/1851,vedi la grande fame in Irlanda, altro paese miserabile soprattutto allora - doveva essere depredato del suo tesoro nazionale e ridotto ad un mero mercato di sbocco e fonte di braccia a basso costo. In effetti l''industria dell'800 nn produceva beni hi-tech, ma una massa di chincaglierie a basso costo e molti filati e tessuti di basso pregio, vendibili anche a persone povere o addirittura fuori europa. Il fatto di essere una nazione nuova, guidata da un Regno ricostituitosi ex novo dopo le vicende napoleoniche e dotato di una borghesia aggressiva e moderna ed avendo annesso un Lombardo Veneto assai simile, senza (o quasi) il peso di pregresse compagini politiche (come la Russia, dominata da nobiltà terriera e clero), dava all'Italia delle chances che in effetti nell'800 la resero anche appetibile agli investimenti stranieri. La Terni nacque come Vickers-Terni, la Ansaldo come Amstrong-Ansaldo, la Italsider di Pozzuoli affonda le sue radici nello stabilimento Armstrong di Pozzuoli: a guidare questo primo boom fu l'industria pesante soprattutto volta a due tipi di commesse, quelle militari e quelle ferroviarie. Boom sì ma non del benessere: anzi se gli inglesi investivano qui è perchè nel misero '800 in Italia si era ancora + miseri, i costi erano zero per l'aggressività del capitalismo italiano nei confronti dell'ambiente, delle città (vennero pesantemente stravolte per far spazio alle fabbriche ed ai nuovi agglomerati popolari Milano, Torino, Genova e molte città minori), del lavoratore. Un pò come accade oggi in Asia. Inglesi francesi e tedeschi, ma soprattutto imprenditori nostrani dato che all'italiano nn manca - avendo i soldi, e le banche nel primo 900 i soldi per investire qui li davano a scatola chiusa, la lira cartacea faceva aggio sull'oro - inventiva e fantasiosità. Una menzione di merito allo Stato che fra gli anni 30 e gli anni 80 gestì e finanziò in prima persona fabbriche ed enti di bonifica e promosse una politica di investimenti pubblici e di promozione dell'occupazione mai vista in nessun Paese nn socialista. In Italia fra l'era fascista e quel tragicomico ribaltone politico detto 2^Repvbblica si ebbe una sinergìa fra pubblico e privato che io metto come principale motore di quel secondo boom, identificato ma nn ristretto al periodo 1955/1965, che fece meritare al Paese di entrare nel novero delle nazioni industrializzate. Esso fu possibile per l'eredità del passato, per la detta politica d'interventismo statale, per il sapiente uso dei risarcimenti di guerra. Imprenditori all'epoca davvero tali

  • Anonimo
    1 decennio fa

    C'è riuscita durante il boom economico, anche detto "miracolo italiano" che viene collocato tra il '58 e il '63. In realtà, dopo una pausa a metà anni '60, l'economia ha continuato a crescere ancora per un po' di tempo a ritmi che ora ci sogniamo.

    Devi anche considerare il clima italiano favorevole all'agricoltura o all'industria. E considera anche che sì, l'Italia era divisa, ma aveva comunque una certa ricchezza. Che per la maggior parte proveniva dal Nord, cara tipa sopra di me, ma dal Nord proveniva anche l'enorme debito pubblico, perché i Borboni a Sud erano despotici, ma i conti li facevano quadrare.

    Da non sottovalutare l'intervento americano dopo la seconda guerra mondiale, con il "piano Marshall" gli statunitensi ci hanno letteralmente dato il pane, aiutandoci a diventare la potenza occidentale che ora siamo.

    Fonte/i: studio queste cose
  • 1 decennio fa

    ke dici cri!l' italia si è vr sta diventando sottosviluppata ma è sl colpa del NORD xk cn tt le industrie le cs rikke k hanno c stnn portando al degrado! noi del sud cerkiamo d nn consumare trp noi si k c teniamo al nostro paese!

    Fonte/i: televisione radio computer
  • 1 decennio fa

    Secondo me non ha eguagliato gli altri Stati Europei. Se si parlasse solo del nord sarei d' accordo con te, ma il sud purtroppo è ben al di sotto della media europea. In Italia ci sono situazioni che in altri Paesi non esistono. La strada è ancora lunga!

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.