temi sul bullismo.........?

mi servono anche altre idee quindi rifaccio la domanda...

Tema d'italiano sul bullismo?

allora ho da fare 2 temi sul bullismo..queste sono le tracce:

1)Immagina di trovarti nella seguente situazione:scopri che un tuo amico è un bullo.Che cosa ha fatto di grave?per mesi ha tormentato un compagno di classe,prendendolo in giro in modo pesante.Tu conosci questo ragazzo:è timido e sai che non può difendersi.Scrivi una lettera al tuo amico,cercando di fargli capire la gravità dell'azione comessa.

2)Immagina di essere un insegnante di scuola emedia che viene a conoscienza di un episodio di bullismo verificatosi all'interno della sua classe:un gruppo di ragazzini/ragazze prendono in giro un compagno perchè non è bravo in educazione fisica. Ogni volta che, durante la lezione di ginnastica bisogna fare le squadre di pallavolo, lui non viene mai scelto. Il prof.,di conseguenza, lo colloca di forza in un gruppo e ...succede di tutto. Quando sbaglia, tuttigli fischiano contro e gli dicono: "Sei scarso! Sei scarso!". Un giorno questo ragazzino non ce la fa più e scoppia a iangere. Da quel momento i compagni si accaniscono ulteriormente contro di lui. Appena lo vedono gli rivolgono frasi del tipo: "Hai bisogno di un fazzoletto, femminuccia?". Da qualche giorno il ragazzino non viene più a scuola proprio a causa di questa situazione. Che fai?Pensi di parlare ai tuoi alunni?Se sì,quale parole efficaci intendi usare?Oppure pensi di adoptare altre strategie?

Queste sono le tracce che la prof mi ha dato...mi potete dare qualcosa?senza link scrivetelo nella risposta..almeno una.

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Sono sempre più numerosi gli episodi di bullismo nella cronaca che ci portano a riflettere su questo fenomeno collettivo.

    Oltre ad un “bullo dominante” è spesso protagonista di episodi di violenza che coinvolgono bambini e adolescenti, un “bullo gregario”

    Mentre il primo agisce direttamente sulla vittima con atteggiamenti aggressivi e prepotenti e con l’obiettivo di dominare chi è più debole (e spesso non è in grado di difendersi), il “bullo gregario”, più ansioso e insicuro, aiuta e sostiene il bullo dominante, alla ricerca della propria identità e auto-affermazione all’interno del gruppo

    Quanto alla “vittime”, esse presentano in genere tratti caratteristici quali scarsa autostima e fiducia in sé; sono spesso ansiosi e insicuri, mostrano difficoltà nell’esprimere la rabbia.

    Mentre i bulli hanno quindi più probabilità da adulti di manifestare comportamenti antisociali, chi assume il ruolo di vittima rischia di sviluppare, a lungo andare, livelli di autostima sempre più bassi, crisi di ansia e forme di depressione che possono condurre fino a comportamenti di autolesionismo e gesti suicidari.

    Per inquadrare il fenomeno del bullismo occorre prendere in considerazione diversi aspetti:

    il primo aspetto riguarda il ruolo delle famiglie (e in particolare degli stili educativi parentali) quali contesti di apprendimento di regole e valori .

    Ovviamente non è possibile stabilire un nesso di tipo causale tra il modello educativo fornito dai genitori e la manifestazione di comportamenti violenti e coercitivi da parte del bullo.

    Tuttavia il bambino potrebbe aver interiorizzato schemi di comportamento di-sfunzionali e socialmente inadeguati (gli atteggiamenti da bullo), all’interno di un contesto familiare in cui gli stili educativi sono fondati sulla violenza coercitiva, prevaricazione e tendenza al controllo-sottomissione dell’altro.

    In questa ottica il “bullismo” troverebbe la sua principale motivazione nell’affermazione della dominanza e del controllo interpersonale.

    Il secondo aspetto riguarda il ruolo del contesto socio culturale: il “bullo” è frutto di una società fondata sulla sopraffazione, che persegue modelli di forza e potere e distingue gli individui in forti e deboli, vincenti e perdenti.

    L’affermazione di sé all’interno del gruppo attraverso l’uso della forza non assume solo una connotazione negativa, ma rappresenta spesso un modello “positivo” e “vincente” da emulare. Questo avviene soprattutto all’interno del contesto degli adolescenti, dove l’uso della violenza rappresenta un comportamento a servizio dell’autorealizzazione e dell’affermazione di sé all’interno del gruppo dei pari e il bisogno di assertività si confonde con aggressività e prevaricazione.

    Cosa fare? Sicuramente la famiglia e la scuola assumono un ruolo determinante nel fornire al bambino-adolescente un modello educativo autorevole piuttosto che autoritario e punitivo o permissivo e senza limiti.

    E’ all’interno di questi contesti che il bambino può sviluppare competenze pro-sociali quali assertività e capacità di gestire l’aggressività in modo efficace; fiducia in sé e tolleranza alle frustrazioni, all’interno di un clima di valorizzazione delle qualità personali piuttosto che di svalutazione e punizione.

    Fonte/i: google
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