Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

scheda libro di "una bambina e basta"?

qualcuno mi aiuta a trovare una scheda libro di "una bambina e basta" completa di commento e riassunto? please...ho letto il libro ma sn nel pallone cn la relazione!!

2 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    questa è molto tecnica come schede xo forse ti va bene

    AUTORE: Levi Lia

    TITOLO: Una bambina e basta

    EDITORE: E/O

    ALUNNO/A: Raimondi Lucia

    CLASSE: 2

    SEZIONE: A

    SCUOLA: Media G. Mameli

    COMUNE: San Giovanni in Persiceto

    DATA: 28/03/96

    RECENSIONE

    Il libro, autobiografico, racconta le vicende di Lia, bambina ebrea, e

    della sua famiglia che deve sfuggire ai rastrellamenti tedeschi.

    Lei, i suoi fratelli e la mamma trovano rifugio in un collegio di

    religiose.

    Lia viveva ogni giorno con il timore crescente di essere presa e

    separata sua famiglia che la terrorizza; questi avvenimenti hanno

    spezzato la sua serena e felice infanzia, vissuta giocando con gli

    amici e la scuola, trasformandola in un incubo. La terribile guerra

    che era in corso l'aveva separata anche dagli amici, con cui aveva

    trascorso i suoi migliori giorni.

    Lia cresceva ogni giorno e con lei cresceva anche la paura di essere

    presa, di non rivedere mai piu' la sua famiglia, i suoi amici.

    La paura l'aveva indotta a dire che si sarebbe convertita al

    cattolicesimo, pur di salvarsi, anche perche' era affascinata dalle

    parole delle religiose del collegio.

    Il fascino di questo libro e' nella delicatezza e semplicita' con cui

    tratta e affronta un argomento drammatico e sconvolgente come la

    guerra e il razzismo.

    Permette di riflettere approfonditamente sulla realta' di quegli anni

    cosi' cruenti.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    ah asp ke ti aiuto io...:

    Questo racconto è un gioiello. Ha vinto nel 1994 il Premio Elsa Morante-Opera Prima ed è molto diffuso anche nelle scuole, dove viene letto con passione. È la storia di una bambina ebrea e del suo rapporto con la madre.

    La piccola viene nascosta in un convento cattolico alle porte di Roma per sfuggire alla deportazione. È attratta dal dio «buono dei cristiani e non da quello sempre arrabbiato degli ebrei», dalla sicurezza di quel mondo cattolico non minacciato, da una lieve vertigine mistica ambiguamente incoraggiata da qualche monaca, dalla speranza d’interpretare la Madonna alla recita di Natale. Ma quando è a un passo dall’abbracciare la nuova fede, interviene la madre, «tigre, leonessa, che ha poco tempo per libri e sinagoghe perché deve difendere le figlie», la loro vita ma anche la loro identità minacciata. Solo a guerra terminata potrà dire alla figlia: tu non sei una bambina ebrea, sei una bambina e basta.

    «In questo libretto di morte si parla appena: non sentiamo il canto delle Parche, o il risuonare feroce di ordini in tedesco: ma è agghiacciante proprio perché è una storia così piana, così semplice, che non pone barriere alla comprensione, e immedesimarsi è così facile. È davvero la storia di una bambina qualsiasi, una storia che potrebbe così facilmente ripetersi».

    (Laura Mincer – Il Manifesto)...leggi anke qst:

    ia Levi

    Lia Levi: il racconto della Storia

    Si chiamava “Scuola ebraica”, ma era tale e quale a quella di prima, con i banchi, i compagni, la maestra e la carta geografica verde e marrone dell’Italia attaccata alla parete.

    di Donatella La Viola

    Spesso per i bambini, la Storia è quella spiegazione degli eventi che ha la misura di un grosso libro didattico, insegnata a scuola e imparata a memoria. Pochi fortunati hanno la possibilità di ascoltarla direttamente dai protagonisti, nonni che hanno visto la guerra con gli stessi occhi di quei nipoti a cui ora la raccontano. Ci sono poi nonni che hanno deciso di riportare per iscritto questi racconti orali, come la scrittrice Lia Levi.

    Il suo avvicinamento alla letteratura per l’infanzia, però, è stato del tutto casuale. Lia Levi inizia a scrivere Una bambina e basta nel 1994, senza volersi indirizzare a un pubblico di ragazzi. Ha solo voglia di raccontare la sua storia, quella di una bambina ebrea che si trova improvvisamente ad affrontare problemi più grandi di lei e molto spesso ingigantiti e resi ancora più difficili dagli adulti. Non a caso l’incipit del libro recita: Non mi piacciono i grandi quando decidono di farti un discorso: si sentono evoluti e magnifici, ti guardano negli occhi, cercano il tono a mezza altezza… ora saprai tutto anche tu, ci penseranno loro a impacchettarti la notizia come una merendina.

    Il suo libro, però, vincitore tra l’altro del “Premio Elsa Morante opera prima”, inizia a circolare nelle scuole e Lia Levi a essere invitata a parlare con i ragazzi, a discutere e raccontare in particolare la storia di cui è stata testimone.

    Da allora l’interesse per la scrittrice verso il mondo della letteratura per ragazzi è aumentato, e anche Lia Levi ha deciso di investire in questo ruolo, rendendo la sua esperienza a misura di bambino.

    “Quando hai a che fare con i bambini piccoli e con la Storia – afferma l’autrice in un’intervista – il pericolo più grande è quello di scrivere qualcosa di didascalico, di esemplare. Inoltre, se ti rivolgi a lettori di quell’età, non puoi assolutamente fare nulla di astratto, quindi devi mettere in gioco piccole storie di vita, problemi piccolini, perché altrimenti il rapporto con la Storia è impossibile. Nello stesso tempo è necessario concentrare al massimo il discorso, tradurre in soldini e non in soldoni, fino ad arrivare a quello che i bambini possono comprendere. E tutto questo, naturalmente, lo fai attingendo anche a spunti di vita vissuta – perché una delle materie fondamentali è quella – a piccole scene d’infanzia che emergono qua e là rielaborate, come l’incontro con il farmacista, o il riferimento alla minestra di pasta e patate” che apre Giovanna e i suoi re, edito da Orecchio Acerbo e scelto dalla Presidenza della Repubblica come regalo ai ragazzi di Scampia in occasione delle celebrazioni per i sessant’anni del referendum che sancì la fine della monarchia in Italia.

    La Storia è il filo conduttore anche del precedente libro, sempre edito da Orecchio Acerbo, La portinaia Apollonia, con cui la scrittrice aveva iniziato il suo percorso di memoria attraverso la storia di un bambino che si ritrova a vivere le persecuzioni contro gli ebrei.

    Lia Levi mette a disposizione i suoi ricordi a la sua fantasia per curare una memoria collettiva che inizia sin dall’infanzia e in Fontane e bugie, edito nella collana “I sassolini” della Mondadori, scherza con i bambini e con l’innocente abitudine di nascondersi dietro a piccole bugie. Sarebbe così bello, sembra dire la Levi, se anche gli adulti si fermassero al naso lungo che avevano da piccoli

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