avete visto il film Zathura?

un film del 2006 ,se l'avete visto potete farmi un riassunto non breve x piacere

5 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Danny (Jonah Bobo), che viene trascurato dal fratello Walter (Josh Hutcherson), trova in cantina un gioco da tavolo chiamato "Zathura - Un'avventura spaziale", che lo incuriosisce molto. Azionandolo, arriva a ritrovarsi catapultato nel cosmo con tutta la casa, in prossimità degli anelli di Saturno. Insieme al fratello, capisce che per rimettere tutto a posto deve riuscire ad arrivare alla fine del gioco, se non che lungo il percorso si trovano ad affrontare diversi pericoli. Incontrano persino un astronauta (Dax Shepard) che è rimasto intrappolato nel gioco per anni, avendoci a sua volta giocato con suo fratello. Tutti e tre, insieme anche alla sorella maggiore Lisa (Kristen Stewart), si aiuteranno a vicenda sia per sconfiggere i nemici sia per vincere il gioco e tornare sulla Terra. Una volta tornati, Walter smetterà anche di trascurare suo fratello.

  • 1 decennio fa

    Quel film fa schifo

  • si è un film tipo jumanji solo che la cosa e tipo stellare cosi un bel film

  • Anonimo
    1 decennio fa

    film respira l'atmosfera delle storie fantastiche che si raccontano ai bambini prima di spegnere la lampadina sul comodino.

    Trama:

    Tratto da un popolare romanzo per ragazzi, che vede una casa proiettata nella galassia con i suoi due giovani occupanti che si trovano alla prese con incredibili avventure causate da un'innocente gioco da tavolo.

    Dopo che il loro li padre li lascia da soli a casa con la sorella più grande, Danny, un bambino di sei anni, e suo fratello Walter, di dieci, cominciano a litigare fra loro. Per ripicca il fratello più grande spedisce quello più piccolo in cantina. Danny, in quel luogo buio, trova un vecchio gioco da tavolo, "Zathura". Una volta portato al fratello, questo non ne vuole sapere di giocare. Danny allora comincia da solo, non sapendo che sarà l'inizio di un incredibile avventura.

    Recensione del film: Zathura: Un'Avventura Spaziale

    Una decina di anni fa uscì sugli schermi Jumanji, film fantasy tratto da un romanzo di Chris Van Allsburgh. Lo scrittore ed illustratore nato nel Michigan, narrava di due bambini che si trastullavano con un assurdo gioco da tavolo trovato per caso in soffitta, appunto “Jumanji”. La coppia d'infanti non sapeva che quel giocattolo l'avrebbe scaraventati in un mondo parallelo completamente folle, popolato da animali giganteschi ed altre bestialità.

    Nel 2006 esce un altro film sempre tratto da un romanzo dello stesso scrittore, questa volta con il titolo Zathura. La storia narra di due bambini che, una volta rimasti da soli in casa, trovano in cantina uno strampalato gioco d'altri tempi, appunto “Zathura”. A parte il luogo in cui viene trovato il giocherello, se si fa uno più uno, e con la memoria a quel film girato qualche anno prima, potremmo tranquillamente immaginare il resto del racconto.

    In questo caso un procedimento del genere come si chiamarebbe? Sequel, prequel, capitolo due? Tutte queste sembrano definizioni fuori luogo per un processo che ha del magnifico: dopo le sante pecore siamo riusciti a clonare anche i film.

    Il risultato di questa evoluzione ha avuto però l'effetto opposto. Cioè, quando si clona qualcosa o qualcuno il doppione di solito viene fuori più stupido dell'originale. Partorito senza quella rotella fondamentale che serve a far funzionare in maniera ben oliata il proprio ingranaggio.

    Zathura, al contrario di Jumanji, è uscito fuori meglio. Grazie allo stile asciutto, l'ironia tagliente e lontano dai fronzoli del cinema fiabesco insiti nell'originale, il film respira l'atmosfera delle storie fantastiche che si raccontano ai bambini prima di spegnere la lampadina sul comodino, accanto al letto.

    A differenza di Joe Johnston, il regista di Jumanji, Jon Favreau maneggia il racconto con più eleganza, dirigendo i due piccoli attori, Jonah Bobo e Josh Huthcherson, con mano ferma, senza fargli uscire quei piccoli manierismi tipici della loro giovane età.

    Mantenendo questo stile asciutto, il cineasta riesce così a far diventare il gioco paradossale in cui i due ragazzini si buttano non solo un contenitore pieno di colpi di scena sempre più grotteschi e sorprendenti, ma anche un riscoprire il loro rapporto frantumato dal divorzio dei genitori. Avvenimento di cui i fratellini si addossano la colpa a vicenda.

    Turno dopo turno, passando da un asteroide infuocato all'altro e combattendo lucertoloni assassini, il regista compie così l'ultima mossa per concludere l'intricato gioco. Ma, oltre ai due ragazzini, che alla fine ripescano la loro serenità, vincente ne potrebbe uscire anche lo spettatore, appagato dalla visione di uno spettacolo mirabolante ed eccentrico

    Curiosità:

    Durante le riprese del film il giovane Jonah Bobo ha perso 4 dei suoi denti da latte e sono state realizzate della apposite protesi per nasconderlo.

    Originariamente era stato concepito come ilsequel di Jumanji tanto che era stato scritturato lo stesso responsabile per gli effetti speciali: ken Ralston

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  • 1 decennio fa

    Due fratelli vengono catapultati in un'avventura intergalattica dopo aver dato inizio a un gioco da tavola. Se pensate a "Jumanji" avete ragione ma il film è comunque piacevole. Danny e Walter, due fratelli rispettivamente di sei e dieci anni, trovano un vecchio gioco da tavolo nello scantinato di casa. Danny decide di cominciare a giocare. Così lui e il fratello si trovano all'improvviso proiettati nello spazio profondo. Tratto da un romanzo dell'autore di "Jumanji" e simile a quel libro e a quel film come impianto narrativo, Zathura riesce però ad essere un film che può piacere sia ai ragazzi (per la sua struttura avventuroso-fantascientifica) sia agli adulti che ancora ricordano i buoni vecchi film degli anni Cinquanta. Non perché gli effetti speciali qui adottati siano risibili ma proprio perché si vuol ricreare un clima alla Ai confini della realtà con quel po' d'ingenuità d'altri tempi che ogni tanto non ci farebbe male in un cinema in cui la perfezione degli effetti spesso raggela la voglia di raccontare.

    Fonte/i: memoria ciao
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