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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Musica e intrattenimentoMusicaMusica - Altro · 1 decennio fa

qualke frase celebre di kurt cobain..?

6 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    "In Utero avrei voluto intitolarlo Mi odio e mi voglio suicidare, perché volevo fare un sarcastico autoritratto di quando vivevo il mio "periodo nero", e mi sentivo uno schizofrenico capriccioso e ossessionato dall'idea del suicidio..." (new!)

    · "Sono anni che lotto contro un dolore allo stomaco così lancinante che mi toglie la voglia di vivere; è come se avessi dentro lo stomaco un cane famelico che mi sbrana lentamente, giorno dopo giorno... È un terribile tormento che mi porta a essere schizofrenico, e mi sento impazzire... L'eroina è il solo "medicinale" che riesce a calmare un po' questo dolore tremendo, continuo, distruttivo..."

    · "Quando Pavitt & Poneman ci ingaggiarono per la Sub Pop, noi eravamo in preda all'emozione: stavamo per pubblicare il nostro primo disco!... Ma da quel momento, il tempo aveva cominciato a passare senza che della realizzazione del disco ci fosse notizia... Il problema era che la Sub Pop doveva prima riuscire a raggranellare i soldi necessari alla pubblicazione, e se noi non ci fossimo dati una mossa staremmo ancora aspettando... Dopo quasi un anno di attesa, il disco ce lo siamo pagati di tasca nostra: 606 dollari in tutto una cifra ridicola, in assoluto, ma per noi era stato un vero salasso!"

    · "Riceviamo sempre quintali di posta dai fan, ma da quando abbiamo firmato un contratto con una major discografica sono aumentate in misura impressionante quelle di minacce e insulti, e che grondano indignazione definendoci "venduti"... L'assurdo è che ci scrivono lettere del genere anche i fan di band al cui confronto se i Nirvana sono dei "venduti" quelle sono delle vere ******* del rock..."

    · "Il nostro principale obiettivo è quello di salvaguardare la nostra indipendenza. Quanto ai "sogni nel cassetto", l'unico che davvero ci piacerebbe realizzare sarebbe un film dei Nirvana sulla storia dei Nirvana... Nei miei panni ci vedrei bene Ernest Borgnine;per la parte di Chris, invece, ci vorrebbe qualcuno alto, molto alto, che so, magari Kareem Abdul Jabbar..."

    · "La cosa migliore del nostro primo periodo è stata l'accoglienza da superstar che ci hanno riservato in Inghilterra. Ma la verità è che quel primo tour è stato anche un vero inferno: il rimborso-spese della Sub

    Pop bastava appena per la benzina e per un pasto scarso al giorno; inoltre, eravamo in tour insieme ai Tad, tutti sullo stesso furgone-noi, loro, e in più tre tecnici-roadies: undici persone in tutto... Un fottuto

    tour che ci ha spremuti fino alla fine come dei limoni:avevamo soltanto tre serate libere ogni dieci giorni, lavoravamo come cammelli, e mangiavamo meno di un colibrì..."

    · "I miei libri preferiti sono quelli scritti da coloro che per me sono dei filosofi... Bukowski, Beckett... insomma, tutti quelli che hanno il cognome in "B"...Nietzsche, infatti, non mi riesce di digerirlo: una volta ho provato a leggerlo, ma per quanto mi sia sforzato non sono riuscito a capire una sola parola...Del resto, anche i Nirvana sono in fondo una filosofia-di periferia, magari, ma di certo non di seconda scelta..."

    · "Certo che i Nirvana sono cambiati, col passare degli anni... Se prima eravamo dei "fottimadre, fumatori di crack e adoratori di Satana", adesso siamo dei 'baciabambini, sniffafiori e prostituti dell'industria rock'..."

    · "Sto vivendo un ottimo periodo. Non è per il grande successo di Nevermind, non è perche sto diventando ricco & famoso, e nemmeno perché ci sono milioni di giovani che ci applaudono e ci leccano il ****, no: è un buon periodo perché il mio stomaco mi lascia in pace, non mi tormenta più come prima... E se questo benessere fisico mi impedirà di comporre nuove canzoni, non me ne frega un *****: basta la salute, no?"

    · "Dopo il successo, suonare per me è diventato come un lavoro, e non mi diverto più come prima. È difficile far coincidere l'estro con gli impegni, le date di un tour con le mie personali voglie... È come se all'ispirazione si dovesse sostituire la professione. All'inizio era un'elettrizzante avventura, e adesso tutto sembra essere diventato un circo grottesco."

    · "Il successo di Nevermind sta rischiando di farci diventare come tutte le altre band di successo... Tutti gli impegni che ci aspettano fanno tramontare il progetto di una fanzine tutta nostra con la quale vorremmo dare ai nostri fan la vera, autentica dimensione umana e creativa dei Nirvana, combattendo

    tutte le stronzate che la stampa va scrivendo sul nostro conto-e su di me in particolare... Non riesco nemmeno a leggere le migliaia di lettere che ricevo, non riesco a preparare nuovo materiale per un futuro album... Non abbiamo più contatti col mondo esterno, siamo finiti sotto la cappa del Successo col rischio di soffocare."

    ·

    "Del successo, in realt� non ce ne frega niente. In fondo, nel giro di un paio d'anni potremmo dimostrare di essere un completo fiasco, e allora torneremmo senza problemi a produrci artigianalmente i nostri dischi. Per noi questo non sarebbe un grosso proprio un grosso dramma, perch� non facciamo tutto questo per il successo - non ce ne frega assolutamente niente dei soldi e della vita da star, il nostro obbiettivo � solo quello di far arrivare al pubblico la nostra musica."

    "A quindici anni ero molto bello, e mi sentivo gay. Le ragazze volevano "redimermi", e i ragazzi cercavano di fare amicizia con me per arrivare alle ragazze alle quali io piacevo - un groviglio di sessismo..."

    A Aberdeen mi avevano appiccicato l'etichetta di "finocchio". Ma mi consideravo un finocchio strano, diverso dai due gay che c'erano in citt�. Questa mia reputazione mi ha anche procurato qualche brutta esperienza, nei vicoli di Aberdeen..."

    "Da ragazzo mi sentivo confuso, alienato, smarrito. Ero introversissimo, e non mi interessava passare del tempo con i miei coetanei. Nemmeno le ragazze mi interessavano: erano tutte aspiranti "pon pon", si pettinavano in modo orribile, e parevano gallinelle in perenne attesa di farsi sbattere da qualche studente sportivone..."

    "Vivere a Aberdeen � stato per me come se fossi rinchiuso in un grande carcere... Ho desiderato per anni di scapparmene a Seattle, vendermi il **** e diventare un punk-rocker... ma avevo paura, e ho aspettato troppo tempo..."

    "nel periodo in cui mi "facevo" tutti i giorni i rapporti all'interno dei Nirvana erano pessimi. Chris e Dave non mi capivano, non mi approvavano, non mi sopportavano: loro non hanno mai avuto a che fare con l'eroina, � un problema che non li ha mai riguardati... Loro mi consideravano un fottuto *******, anche se non me lo dicevano apertamente."

    "E' escluso che tra dieci anni i Nirvana siano ancora sulla scena: la nostra � unn'avventura a tempo determinato. Non riesco proprio a immaginare di fare le cose che faccio adesso tra dieci anni."

    "Finiti i Nirvana, finito Kurt Cobain. Non credo che affronter� mai la strada solista. Piuttosto mi piacerebbe lavorare con altri musicisti, o percorrere strade artistiche totalmente differenti dall'ambito musicale."

    "Dopo In Utero, i Nirvana si sono praticamente esauriti. Siamo arrivati in prossimit� del punto in cui ci pu� essere solo la routine. Non non ci sono in vista nuovi obbiettivi, nuove aspirazioni, nuove strade da battere. Mi dispiace dirlo, ma penso che nel nostro futuro ci possano essere ancora uno o due album al massimo... I nostri fan invecchiano con noi, e tra un po' diranno che dei Nirvana non gliene frega pi� un ***** - e a quel punto io gli dir�: andate pure a farvi *******..."

    "I Nirvana non si rivolgono alla gente di plastica che vive a Beverly Hills, o al gregge di giovani pecore che pascola nei McDonalds: noi vogliamo parlare a persone vere e vive, vogliamo avere per interlocutori autentici alle prese con la realt� quotidiana. Per qui, � ovvio che nelle nostre canzoni sono presenti tematiche vicine al vissuto, come ad esempio l'uso degli stupefacenti, cos� come i problemi delle donne o la questione-gay: cio� i veri problemi della gente vera, i problemi che noi stessi abbiamo, le questioni che noi stessi viviamo..."

    Kurt Cobain

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Preferisco essere odiato per ciò che sono piutosto che essere amato per ciò che non sono!

    Incertezza: come spalancare gli occhi al buio e poi chiuderli forte forte e poi aprirli e restare accecati dai puntini d'argento creati dalla pressione sulle cornee, strizzarli, farli roteare, mettere a fuoco e accecarsi di nuovo, ma almeno in qualche modo hai visto la luce.

    Voi mi odiate... e io per dispetto vi amo tutti!

    Non apprezzi mai le cose che hai finchè non le perdi.

    Un vero amico è chi sa tutto di te e continua ad esserti amico.

    È meglio bruciare in una fiammata che spegnersi lentamente.

  • ?
    Lv 5
    1 decennio fa

    - è meglio bruciare che appassire.

    - è divertente combattere, ti da qualcosa da fare, mitiga la noia.

    - Ho perso la gioia di vivere. Meglio andarsene con una vampata, che morire giorno dopo giorno. A volte mi sembra di timbrare il cartellino, quando sto per salire sul palco. Da anni ho perso il gusto della vita e non posso continuare ad ingannare tutti. Il peggior crimine è l' inganno. Ho bisogno di staccarmi dalla realtà per ritrovare l' entusiasmo che avevo da bambino. Sono anni che non provo niente. Ho perso tutto l' entusiasmo. Anche la musica non è più sincera.

    - " Del successo in realtà non ce ne frega niente.

    In fondo, nel giro di un paio d' anni potremmo dimostrare di essere un comleto fiasco, e allora torneremmo senza problemi a produrci i nostri dischi artigianalmente. Per noi questo non sarebbe proprio un dramma, perchè non facciamo tutto questo per il successo, non ce ne frega assolutamente dei soldi e della Vita da Star, il nostro obbiettivo è solo quello di far arrivare al pubblico la nostra musica".

    - http://www.divini.net/~comenius/4g/musica/italiano...

    ciauuuu!!

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  • 1 decennio fa

    Eccone un pò...

    - È meglio ardere in un'unica fiamma piuttosto che spegnersi lentamente.

    - Penso di essere stupido, o forse solo felice.

    - Preferisco essere odiato per ciò che sono, piuttosto che essere amato per ciò che non sono.

    - Il mio modo di cantare si concentra maggiormente nella parte superiore dell'addome: è da lì che urlo, è li che sento, è li che ogni cosa esce da me.

    - C'è gente che fa del male ad altra gente senza motivo e io vorrei massacrarla. Ma l'unica cosa che riesco a fare è urlare in un microfono.

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