Chi conosce la vera storia di Berlusconi?

L'attività imprenditoriale di Silvio Berlusconi ha inizio intorno ai primi anni ‘60, grazie ad una fideiussione della Banca Rasini di Milano, implicata nel riciclaggio di denaro sporco proveniente dai traffici illeciti di Cosa nostra siciliana: questo, secondo un rapporto della Criminalpol di quegli anni, successivamente confermato dalla testimonianza del faccendiere mafioso Michele Sindona!! Vittorio Mangano, assunto in seguito da Berlusconi in qualità di custode e stalliere della sua villa di Arcore, avrebbe fatto da tramite tra l’Istituto di credito e il capo della cupola di allora, Stefano Bontade.

L’impero berlusconiano, comunque, ha preso avvio a Roma, in Salita San Nicola da Tolentino l/B, il 16 settembre 1974, con la costituzione della società immobiliare "San Martino s.p.a", con amministratore unico Marcello Dell'Utri.

La romana Immobiliare San Martino, trasformatasi in seguito nella milanese "Milano 2 s.p.a.", ebbe un ruolo essenziale nella costruzione della omonima "città satellite".

Le compravendite di terreni e immobili si articolano in atti notarili tra soggetti diversi, ma gli interessi sottostanti hanno una medesima matrice e regia: infatti, la società "Milano 2 s.p.a" è controllata dalla "Fininvest", e la Fininvest è una società costituita dalle società fiduciarie "Servizio Italia" e "Saf"(Società azionaria fiduciaria).

"Servizio Italia" e "Saf" sono società fiduciarie, e dunque agiscono su mandato di terzi coperti dall’anonimato (la formula utilizzata nelle operazioni è " Per conto di società enti o persone da dichiarare").

La neocostituita società Immobiliare San Martino rimase inattiva fino alla metà del 1977, quando elevò il proprio capitale sociale, dall’originario un milione, a mezzo miliardo, e trasferì la propria sede a Milano. Poco dopo, nel settembre 1977, mutò la propria denominazione in "Milano 2 spa".

Il singolare schema operativo - costituzione, sensibile aumento di capitale, trasferimento della sede a Milano, e mutamento della ragione sociale - si ripeterà come una costante per tutte le società del gruppo Fininvest, promosse dal parabancario Bnl. Nel costituire la Immobiliare San Martino, dunque, le due fiduciarie si muovevano in nome e per conto di altri, così come Dell’Utri (attraverso Rapisarda in contatto col boss Ciancimino) si muoveva in nome e per conto di altri.

La sua stessa uscita di scena (Dell’Utri il 13 settembre 1977 si dimette dall’incarico di amministratore unico) risultava analogamente ambigua, quasi che "il siciliano" avesse condotto in porto un’operazione e quindi avesse così concluso il proprio compito.

Quando nel settembre 1977 Marcello Dell’Utri cessò dalla carica di amministratore unico, gli subentrò Giovanni Dal Santo, commercialista, nato a Caltanissetta, ma attivo a Milano, dove curava interessi vicini alla Banca Nazionale del Lavoro, (Bnl)Holding.

Secondo l’avvocato Giovanni Maria De Mola, in un memoriale del costruttore Filippo Alberto Rapisarda (consegnato al giudice Della Lucia, del Tribunale di Milano), lo stesso Rapisarda sostiene di avere associato Dell’Utri nelle proprie attività edilizie, in seguito alla pressante "raccomandazione" in tal senso rivoltagli dal boss mafioso Stefano Bontade.

L’atto costitutivo della società immobiliare San Martino venne sottoscritto dal banchiere piduista Gianfranco Graziadei, per conto della fiduciaria Servizio Italia spa, e da Federico Pollak (87 anni, dirigente della Bnl fin dalla fondazione) per la Saf, Società azionaria fiduciaria spa. Entrambe le fiduciarie sono società della Bnl Holding (il parabancario del grande Istituto di Credito), il cui centro di potere direzionale era assolutamente condizionato da Licio Gelli e dalla sua Loggia P2.

Era presente alla costituzione della Immobiliare San Martino anche Marcello Dell’Utri, il quale venne nominato, come abbiamo visto in precedenza, amministratore unico della neocostituita società.

Costui diventerà uno dei più stretti collaboratori di Berlusconi e amministratore delegato di Pubblitalia 80, la potente concessionaria di pubblicità delle reti televisive Fininvest.

Questo Marcello Dell’Utri è un personaggio in odore di mafia, come rivela un rapporto della Criminalpol, datato 13 aprile 1981: "L’aver accertato attraverso la citata intercettazione telefonica il contatto tra Mangano Vittorio, di cui è bene ricordare sempre la sua particolare pericolosità criminale, e Dell’Utri Marcello ne consegue necessariamente che anche la Inim spa e la Raca spa, (società per le quali il Dell‘Utri svolge la propria attività), operanti in Milano, sono società commerciali gestite anch’esse dalla mafia e di cui la mafia si serve per riciclare il denaro sporco, provento di illeciti."

Il palermitano Marcello Dell’Utri, transitato per primo, nel 1974, in Salita San Nicola da Tolentino l/B, all’epoca gravitava nel giro degli amici di Vito Ciancimino, e il suo trasferimento dalla Sicilia a Milano non era certo il viaggio dell’emigrante in cerca di f

Aggiornamento:

Interrogativi e perplessità circa la reale proprietà della Fininvest emergono periodicamente sulla stampa e vengono puntualmente e laconicamente smentite da fonti berlusconiane. Così, quando Marco Borsa, ex direttore di "Italia Oggi" scrive: "La Fininvest è teoricamente di proprietà della famiglia Berlusconi, ma nessuno lo sa con precisione", gli replica Fedele Confalonieri, nella sua veste di amministratore delegato della Fininvest Comunicazioni: "La Fininvest appartiene alla famiglia Berlusconi in modo effettivo e totale" - un’affermazione tanto perentoria quanto accuratamente priva di riscontri.

Aggiornamento 2:

La questione della villa purtroppo non entrava..troppi caratteri questo racconto!!!

19 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Sì, la conosco.

    Purtroppo, la maggioranza degli italiani, o l' ignora del tutto, oppure liquida la faccenda considerando le indagini, le sentenze dei giudici e i fatti assodati una persecuzione politica ai danni di quel "galantuomo che s' è fatto da sè".

    Qualche rara trasmissione televisiva come "Blu notte" di Lucarelli (in particolare quella di domenica scorsa) si occupa di questi argomenti ma ciò nonostante il grande pubblico resta impermeabile ad ogni tentativo di informazione obiettiva e seria accontentandosi così di versioni edulcorate e compiacenti che da anni gli vengono propinate.

    Per completezza aggiungo soltanto il modo in cui il "galantuomo" di cui sopra nel 1973 acquista da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera minorenne della nota famiglia nobiliare lombarda rimasta orfana nel 1970, la settecentesca Villa San Martino ad Arcore, di 3 mila 500 metri quadri, completa di arredi e tele del Quattrocento e del Cinquecento, di biblioteca con diecimila volumi antichi e di un parco immenso di un milione di metri quadrati, campi da tennis, maneggio, scuderie, due piscine, centinaia di ettari di terreni. La Casati è assistita da un altro noto "galantuomo", un pro-tutore, l'avvocato Cesare Previti. Previti, evidentemente, si dimostra molto più amico di Berlusconi. Grazie alla fortunata coincidenza, la favolosa villa con annessi e connessi viene pagata circa 500 milioni dell'epoca: un prezzo irrisorio. E, per giunta, non in denaro frusciante, ma in azioni di alcune società immobiliari non quotate in borsa.

    Non è un aneddoto da poco considerando che il valore dichiarato nel 1971 nella denuncia di successione, compresi liquidi, titoli azionari, mobili e gioielli, era di 2 miliardi 403 milioni ridotti poi a 1 miliardo 965 milioni tolti i debiti e le tasse e imposte da pagare.

    E soprattutto considerando il raggiro ai danni della Casati che aveva dato l' incarico a Previti di vendere “con espressa esclusione degli arredi, della pinacoteca, della biblioteca e delle circostanti proprietà terriere”. Tanto più che Berlusconi dilazionerà il pagamento negli anni, e le tasse continuerà a pagarle Annamaria Casati Stampa di Soncino.

    ACCIDENTI E' QUASI UN' ORA CHE HO SCRITTO LA RISPOSTA MA NON RIESCO AD INVIARLA PERCHE' ANSWER e' IN PAUSA!!!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    di sicuro chi l'ha votato non la conosce!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Sapevo già tutto dai libri di Travaglio, compreso il ciulamento della villa casati stampa in combutta con Previti...

  • 1 decennio fa

    ciao la cosa che mi fà ridere è che quelli della sua coalizione vanno in televisione a dire che lui è stato assolto sempre vorrei rispondergli:nè strunz ma come l'ha fatto facendosi le leggi ad personam. e le gente gli crede povera italia.difatti all'estero ci pigliano per il **** perchè l'informazione cè qui invece no purtroppo.ciao

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Io la conosco, la storia del berlusca, per questo mi dico, i berlusconiani, non sanno, non sanno... non c'è altra spiegazione, o non sanno chi è davvero il berlusca, oppure sono dei mafiosi pure loro.

  • 1 decennio fa

    @Overdrive: la tua presenza in discussioni come queste è completamente inutile. Che vuoi fà? Ripeti a pappagallo quello che dicono quelli coi quali non concordi, beh? Pensi che così riuscirai a convincere gli altri che quello che dicono è sbagliato? Il tuo tempo su answers è completamente perso, tanto varrebbe che te ne andassi a farti un giro e mettessi un bot a comandare il tuo account e a rispondere per te, tanto la qualità delle tue risposte è uguale a quella del bot Doretta che gira su MSN. Impostalo in modo da cercare "berlusconi", prendere uno stralcio della domanda in questione e inviarla come risposta. E' la gente come te che porta gli altri a schifare ancor più il partito per cui tieni, proprio a causa della spocchiosità e senso di superiorità che aleggia nelle quattro patetiche righe che sei in grado di macinare col tuo cervello. E io dovrei fidarmi di gente che ha una base elettorale composta da gente come te che ha una capacità di astrazione pari a quella di un carciofo, e che invece di impegnarsi a spiegare le proprie ragioni e a cercare di spiegare ai poveracci che stanno in errore il perché ciò che dici tu è giusto, se ne stà a insultare e a ridere, cioè esprimersi attraverso la più bassa forma di comunicazione possibile, la presa in giro? Hai paura che addentrandoti in discussioni più concrete, qualcuno possa disintegrare i tuoi poveri idealucci da pappocapitalista in carriera? Mamma mia che pena che fai.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    un altro buon libro sulla storia e le imprese del Berlusca è:

    "B. Tutte le carte del Presidente", di Gianni Barbacetto, Marco Tropea Editore.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    il problema dei berluscones è questo, dicessero io sò ma con lui evado le tasse ho più soldi e quindi lo voto mi starebbe bene ma la cosa più disgustosa e che non sanno o se sanno lo difendono

  • 1 decennio fa

    Certo che la conosco, ho appreso la sua storia proprio su answer e informandomi sul web...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    OverDrive: ma vieni pagato da berlusconi per leccargli i piedi?

  • 1 decennio fa

    Niente di nuovo sotto il sole.

    Il problema è che per le attività illecite nel corso della storia sono state fatte un sacco di leggi ad personam, e i reati sono caduti in prescrizione

    Ma naturalmente questo è dovuto al fatto che la magistratura è di parte !!!

    E Mafiusconi su questa cosa ha convinto il 64% degli italiani.

    N.B.

    La più bella parte non l' hai menzionata, ed è quella della Marchesina Casati di Arcore, che era propietaria della Villa attuale residenza di Mafiusconi.

    Tutore della Marchesina, allora minorenne, un certo Previti, che riuscì a svendere la villa con l' intero parco e l' intera mobilia per l' irrisoria cifra di 1,5 miliardi di lire.

    All' interno della villa fu rinvenuto un quadro del Tintoretto, che da solo valeva 1 miliardo !

    Ciao

    Povera Italia

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