tema:che cos'è la fede?

scrivete anke le vostre opinioni al riguardo please

9 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Svolgimendo:

    La fede è l'anello nunziele che i promessi sposi si scambiano all'altere convindi di amere il consorte e di onorerlo, rispetterlo per tutta la vita.

    Normalmende è di oro, con forma circolere

    al sud le fanno di molti gremmi, di cheratura, al nord specialmende a Genova le fenno più sottili.

    Dopo la fede si va al ristorande a mangiere e dopo il ristorande si consuma la prima notte di nozze sperendo che la consorta sia illibeta. Nascerà un bambino dopo nove mesi a cui bisogna insegnere a fere i combiti da solo.

    Hai capito, raghezzo?

    Ci hai presi mica tutti per stronzoli su questo sito?

  • 1 decennio fa

    La fede e fiducia in Colui che opera e mantiene le sue promesse. ( Gesù Cristo )

    Credere ad una parola, data da Dio o per bocca di qualcuno.

  • 1 decennio fa

    Spero di poterti rispondere in maniera chiara e concisa.

    Io sono buddista,e pratico il buddismo di nichiren daishonin, quindi recitando Nam myoho renge kyo e facendo gongyo che è la preghiera buddista. Ti posso solo rispondere che la fede è un concetto molto profondo che ogni religione cerca di spiegare in maniera diversa e dunque io ti dico come la vivo io e come la interpreta l'insegnamento e la religione di Nichiren. avere fede significa prendere coscienza di noi stessi, capire di poter essere felice anche nella sofferenza, convincersi che siamo in grado di fare quello che vogliamo perchè abbiamo in noi tutte le potenzialità per farlo. Avere fede significa essere come l'acqua e non come il fuoco. L'acqua scorre sempre mentre il fuoco può esaurirsi. Si tratta semplicemente di provarlo giornalmente, rinnovando la certezza che esistono altre vite dopo la morte ma che dobbiamo vivere intensamente questa vita, quella che ci è stata data, in maniera forte e decisa. concludo citando proprio una frase di Nichiren: "morire felici è quindi estremamente difficile. E poichè la morte è il rendiconto finale, essa è anche il momento in cui il nostro vero io viene alla luce. Noi coltiviamo la nostra fede per vivere felici e anche per morire felici. Chi ha fede nella Legge mistica non morirà infelice"

  • Anonimo
    1 decennio fa

    La fede è un qualcosa che dicono di avere in molti, la VERA FEDE è un qualcosa che hanno solo in pochi....

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    La fede è un meraviglioso dono che inizia col brivido di un salto nel buio.

  • Silvia
    Lv 7
    1 decennio fa

    Credo quia absurdum

    Credo perchè assurdo...

    In un qualcosa che è dimostrato, non puoi credere (aver fede)....è così, c'è poco da dubitare...però non tutto è dimostrato o dimostrabile...ecco Dio. Dunque puoi avere fede che esista o meno...è una cosa completamente soggettiva, che nasce dall'intimo...avere fede, o anche fiducia, significa credere senza bisogno di dimostrazioni e di prove.

    Io personalmente non credo quia absurdum....son come Tommaso, ho bisogno di mettere personalmente le dita nelle ferite...e poi andrei a fare una visita dallo psicologo, per essere sicura di non aver fatto come il genio schizofrenico Nash che vedeva persone inesistenti...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ognuno di noi vive tantissimi momenti al giorno in cui sperimenta la FEDE. Esempio: io prendendo l'autobus per andare a scuola mi fido dell'autista; chi lo sa se magari è ubriaco e faremo un incidente? Oppure: io mi fido ciò che mia madre mi dà da mangiare: chi lo sa se magari mi vuole avvelenare?

    Io penso che la fede sia il culmine della ragione. infatti la ragione si può dire essere composta da una parte dimostrabile, una logica [ma bisogna ricordare che la logica non è sempre ragionevole] e il resto? Come faccio a dire quanto un mio caro mi vuole bene? Come faccio a misurare il coraggio, la paura, ecc..? E se non sono mai stata in America, come faccio a dire che esiste veramente? E poi, chi mi dice che esite un Dio? Perciò alle domande della parte "mancante" si può rispondere con la fede.

  • 1 decennio fa

    La fede è, a mio parere, un valore che costruisce gran parte della sua fortuna sulla tradizione, quantomeno per quanto riguarda l’Italia. Infatti, il fatto che da ormai duemila anni l’Europa sia cristiana, influisce molto sull’accettazione di questa dottrina da parte dei più. Pochi, secondo me, in particolar modo tra i giovani, si sono posti seriamente il problema di cosa significhi credere in Dio, del perché lo si faccia e di cosa, o chi, sia Dio stesso. Con ciò non voglio dire che nessuno lo faccia, ma molti, piuttosto che interrogarsi su un argomento complicato come questo, preferiscono accettarlo come dogma, oppure infischiarsene. C’è tuttavia qualcuno, pochi, purtroppo, ma sempre un certo numero, che, arrivato di fronte al bivio tra “credere” e “non credere”, non ha imboccato la via più battuta, per comodità, o quella che lo è di meno, per trasgressione, ma si è fermato per un certo periodo a riflettere su quale ritenesse la migliore. Solitamente, per quanto ne so io, chi compie questa pausa, il più delle volte si risolve per la va del “non credere”, magari sbagliando, non scegliendo cioè ciò che veramente sarebbe meglio per lui. Molto rare sono, a mio avviso, quelle fedi genuine, che possano portare un ragazzo della mia età, dopo averci riflettuto, a fare la scelta consapevole di credere in Dio. Più frequentemente accade invece che, non riuscendo a trovare una spiegazione certa dell’esistenza di Dio, e non essendo disposto con la sola fede a colmare questo “vuoto di ragione”, ci si convinca dell’infondatezza di tutte le verità su cui si basa la religione e la si abbandoni.

    Per quanto riguarda, invece, la stragrande maggioranza dei giovani, esaminare ogni singolo tipo di fede sarebbe impossibile; quindi, anche se un po’ inadeguatamente, sono costretto a generalizzare. La categoria che, secondo me, va per la maggiore, è quella di coloro che dicono «Io credo, ma non vado mai in chiesa». Il mio giudizio sarà condizionato dal mio punto di vista sull’argomento, ma io non riesco a sopportare questo tipo di persone. Ho profondo rispetto per coloro che, avendo idee differenti dalle mie, sono ben saldi su di esse, ma un po’ meno verso quelli che “ballano nel manico”, che sono, in questo caso, lì a metà tra credere e non credere, che non vogliono fare lo sforzo di prendere parte alle funzioni, ma che non osano, forse per paura di ritorsioni nel caso esistesse, negare l’esistenza di Dio. Ho fatto l’esempio della partecipazione alle funzioni religiose per la sua semplicità, ma non considero questo fatto, di per sé, sintomo di fede profonda, anche perché, nella mia mente, c’è una netta frattura tra religione e Chiesa, o, che dir si voglia, tra fede e Chiesa, comunque tra quel sentimento intimo che porta a credere e ad affidarsi interamente a qualcosa di superiore e lo sfruttamento dello stesso da parte di quella multinazionale…ma lasciamo perdere. Sta di fatto che, tra coloro che si dicono credenti, tolti quelli citati all’inizio, rimane una miriade di giovani che della religione non sa assolutamente nulla, che non si è mai posta problemi in merito, che conosce a malapena due preghiere da sfoderare a Natale o a Pasqua, ma che, nonostante tutto questo, si dice anche credente. E poi sgranano tanto d’occhi quando, casualmente giunti sull’argomento, li si informa del fatto che non si crede; ma quando si domanda perché invece loro lo facciano, spiazzati, non potendo dire «perché mi è stato insegnato così», non vanno oltre il «perché mi aiuta», «perché non penso che siamo soli», «perché credo che con la morte non possa finire tutto» e via di questo passo. Questa è, secondo me, una fede di convenienza: nessuno crede veramente e sacrifica magari una parte di sé per la fede, ma si crede in virtù di potenziali benefici, che siano quelli immediati del conforto nelle difficoltà o quello, più a lungo termine, della vita dopo la morte.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    per me è credere in un qualcosa che non esiste...è una cosa infantile,come credere in babbo natale o nella befana!

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