Quanto mi deprime leggere queste cose...?

Studiare il diritto internazionale privato e leggere le argomentazioni che hanno portato altri stati (in questo caso europei) ad ammettere e quindi a riconoscere e permettere il matrimonio omosessuale, mi ha per qualche momento convinto che quegli argomenti fossero così giusti e così convincenti, che nulla si... visualizza altro Studiare il diritto internazionale privato e leggere le argomentazioni che hanno portato altri stati (in questo caso europei) ad ammettere e quindi a riconoscere e permettere il matrimonio omosessuale, mi ha per qualche momento convinto che quegli argomenti fossero così giusti e così convincenti, che nulla si sarebbe potuto obiettare..
E invece poche pagine dopo arriva il capitolo del matrimonio in Italia.. di cui purtroppo tutti sappiamo. A parte le ovvie (e a mio avviso erronee) considerazioni sull'impossibilità di celebrare il matrimonio fra persone dello stesso sesso, mi ha particolarmente colpita una questione relativa al riconoscimento delle unioni omosessuali contratte all'estero.
Dunque, pare assodato che lo status di coniuge non può essere riconosciuto in via diretta (sentite un po'.. per ragioni di contrarietà all'ORDINE PUBBLICO)! E il matrimonio omosessuale viene paragonato e trattato dal nostro ordinamento alla stregua di quello poligamico, perché in entrambi i casi l'istituto non è riconosciuto e si pone in contrasto con i "valori basilari della civiltà". Ma un parziale riconoscimento in via incidentale potrebbe essere previsto, in taluni casi, per esempio per le successioni ereditarie o per obblighi di alimenti fra coniugi..
Così, solo in parte rincuorata dall'ultima notizia, continuo a leggere.. Insomma, in breve un riconoscimento della qualità di coniuge potrebbe essere ammesso nel caso di matrimonio poligamico, mentre (cito testualmente) "lo stesso ragionamento non può essere svolte per le unioni omosessuali, perché la coscienza sociale sembra ancora considerare incompatibile con la natura del matrimonio un'unione tra persone dello stesso sesso".

E a questo punto sono veramente senza parole. Avevo già ben chiaro che con le ingerenze che subiamo, potersi sposare nel nostro paese sia un sogno, o un'utopia.. Ma che addirittura un'unione celebrata all'estero (quindi secondo il diritto di uno stato che riconosce quell'unione) non abbia alcuna speranza di essere riconosciuta.. Beh questo mi pare francamente TROPPO! Anzi,per dirla tutta mi pare che si tratti di una discriminazione bella e buona..

O no?


Non ditemi che sono cose risapute, perché anche se le so già, mi riempiono di tristezza ogni volta che le leggo..
Aggiorna: @Annabel: figurati, nessun problema, anche il mio alla fine era uno sfogo! Grazie comunque x quello che hai scritto!
Direi che è interessante riflettere sul fatto che siamo rimasti praticamente al medioevo!
Aggiorna 2: @Moreno: a prescindere dal nome che vogliamo dargli, il nocciolo della questione è che il nostro ordinamento non riconosce nessun tipo di unione (con qualsiasi nome la vuoi chiamare), anche se legittimata dallo Stato che l'ha riconosciuta. E in più viene negato ogni riconoscimento di diritti sottesi, sia pure... visualizza altro @Moreno: a prescindere dal nome che vogliamo dargli, il nocciolo della questione è che il nostro ordinamento non riconosce nessun tipo di unione (con qualsiasi nome la vuoi chiamare), anche se legittimata dallo Stato che l'ha riconosciuta. E in più viene negato ogni riconoscimento di diritti sottesi, sia pure di natura economica!
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