andreaqi ha chiesto in Notizie ed eventiGiornalismo e media · 1 decennio fa

La censura può, a lungo termine e involontariamente, favorire lo sviluppo di uno spirito critico? ?

Parlavo con amici cinesi di Yahoo Answers e di come molte risposte fossero date qui (con assoluta certezza) da persone completamente disinformate dei fatti, ma condizionate fortemente da un unico punto di vista (assorbito via media o in un processo di auto massificazione: tutti la pensano cosi, si sa, tutti sanno che, la gente è stufa...).

La sensazione conseguente è stata spesso quella di aver a che fare con persone che avevano subito un serio lavaggio del cervello: credo religiosi usati come corazze, fanatismo, razzismo, una disperata identificazione di nemici esterni e un disperato tentativo di identificarsi in un “noi” spesso inesistente, spesso artificioso

Nonostante la Cina sia un paese governato in modo dittatoriale e dove la censura impera, e nonostante il Far East in se, per retaggio Confuciano, sia un luogo dove le persone sono più portate a considerare l'individualismo un disvalore e a misurare se stessi come parti (molecole?) di un tessuto sociale, NON trovo qui lo stesso fenomeno.

Ho sempre trovato in Cina posizioni più razionali e ragionate, spesso più aperte alla diversità (una volta superata la prima barriera linguistico culturale: non voglio affermare che queste siano culture e società aperte).

La cosa mi stupisce perché ritenevo che, anche in periodo di crisi, fosse più logico trovare un vitale spirito critico laddove ci fosse più libertà e minore controllo.

La risposta degli amici cinesi è stata più o meno

“Sbagliato: perché qui da noi nessuno si fida delle notizie che appaiono sul giornale/TG della sua parte. Ce ne è di un tipo solo.

Nessuno si fida delle fonti ufficiali. Ci si è abituati a interpretare criticamente i segnali che provengono dal potere (capire le frasi non dette, le notizie dietro alle mezze verità) ; a controllare e ricontrollare le fonti.

Quando un sito è oscurato o non funziona, o un termine non si trova in rete, a cercarlo attraverso proxy e altri sistemi; a creare bulletin boards e blogs d'informazione anonimizzati.

In fondo la censura ci ha obbligati allo spirito critico e alla democratizzazione dal basso dell'informazione.

Da voi, dove la censura è spesso più di tipo economico (in mano a poteri economici) che ideologico, e quindi presenta spesso una bella faccia, certi della vostra democrazia, avete lasciato addormentare lo spirito critico, non pensando che i nemici della libertà e libera informazione sono sempre presenti, ovunque.”

Mi scuso per la lunghezza ma:

Cosa ne pensate?

Aggiornamento:

Mediterranights: non c'e' problema, qui e' la tarda mattinata del vostro lunedi

Odisseus: non puo' esistere l'assenza assoluta di informazione (e infatti non esiste). Se e' vero che non esiste un'informazione oggettiva e comunque che l'informazione reale "separata dalle opinioni" non esiste, e' vero che qualunque descrizione soggettiva anche la piu' distante da me, contiene elementi fattuali che mi permettono di fare collegamenti con l'accadimento fisico, raccogliere diverse interpretazioni soggettive e formare la mia soggettivita'

La benda sugli occhi, ti assicuro, non esiste, se non nella tua posizione basata su un pregiudizio (acquisito da terze parti) sulla Cina o i cinesi e del quale (per quanto non esista l'informazione oggettiva) ti sei fidato

Aggiornamento 2:

Odyxeus: in Cina vivo da 10 anni, non "ci sono stato". Quello della Cina era, infatti, l'esempio di uno stato dove la censura esiste. Tutti poi sanno che alcuni "fornitori " di blog, come blogger sono stati bloccati per un po' di tempo. Tutti. E tutti sanno come si possono aggirare i blocchi: ma questi sono fatti dal potere centrale, mica dai singoli. E aggirarli e' pericoloso: perche' rischiare per te e il tuo blogghino italico? Non hai capito nulla della mia domanda, ma rispondi convinto (come nell'esempio da me fatto). Ti prego, se vuoi continuare una conversazione, di farlo via e-mail per le regole di yahoo. Grazie

Aggiornamento 3:

Stairway to heaven & ρяσχιмα: la domanda era in effetti provocatoria e la penso come voi. In particolare il commento di ρяσχιмα e' assolutamente congruente con la situazione cinese. Infatti non concordo con il discorso dell'amico cinese che mi sembra elitario ed elitista (vero per una piccola minoranza). Ma lo spunto era interessante e la situazione italiana deprimente. Mi interessava sottolineare come la censura fosse presente ovunque. El vecio Luis dice che e' una posizione interessante e credo ne abbia ben capito il senso. (Spero: apprezzo sempre le sue risposte)

Stairway to heaven: sono abbastanza stagionato e temprato per sapere gia' quanto mi dici.;-) Da piccolo (ma proprio piccolo) ho sentito dal vivo la canzone del tuo nickname a Milano.

La mia reazione alla

Aggiornamento 4:

risposta di Odyxeus era una reazione alla posizione un po' saccente ( citare Derrida...sul suo lavoro la penso come Chomsky) e solipsista dell' io ci sono stato e non mi hanno aiutato mi irritava, e io sono un po' str..zo (termine di origini longobarde, indicava, in origine, una stalla)

6 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    lo spirito critico non si favorisce con la censura.

    in nessun caso.

    anche involontariamente.

    lo spirito critico nasce quando vuoi conoscere i fatti per quello che sono senza le opinioni di colui che li espone.

    la censura mette un muro fra noi e i fatti e di divulgatori sempre ce ne sono stati e sempre ce ne saranno.

    a noi sta quindi di cercare e saper farsi un'idea di quel che è una verità e sottolineo UNA verità in quanto la verità non esiste.

    se c'è chi te la spiega è in errore.

    se gli credi sei in errore.

    se cerchi seriamente trovi.

    è la conoscenza...è la voglia di sapere che favorisce questo spirito critico perchè ti sposta continuamente da posizioni "fisse" in favore di un alone quanto più vicino possibile alle presunte verità che cerchi.

    tieni conto che siamo diversi e abbiamo pensieri differenti.

    quel che conta non è trovare io le mie verità e tu le tue.

    queste saranno sempre diverse.

    quello che conta è che tu raggiunga le tue verità ed io le mie.

    il confronto non è scontro e deve arricchirci e unirci. contro la verità o la censura.

    mi farebbe piacere credere che berlusconi sia un ladro.

    la verità che cercherò sarà in direzioni di fonti che unanimemente lo condannano.

    ma questa non è la verità.

    la censura non ha nulla a che vedere con tutto questo.

    è solo un potere nelle mani dei politici che guardacaso sono sempre detentori dei media.

    senza libertà di informazione le menti degli utenti di tv giornali blog siti internet non sarà mai libera...e neppure quella degli informatori.

    prima di essere di sinistra o di destra siamo tutti umani.

    speciali e diversi per questo.

    è l'unità che temono e vogliono contrastare i politici!

    vogliono un popolo diviso.

    questo è il terreno fertile per la propaganda del potere e l'esercizio di questo potere con i metodi classici: problema-reazione-soluzione, e quello del tip tap toe (piccoli passi) per governare in modo assolutista.

    Fonte/i: parlando di cina il lavoro della propaganda e della censura è doppiamente dificile anche se non troppo vano. così come da noi. sempre così è stato per tutti i tipi di regime e sempre così sarà l'altalena dei poteri forti sui deboli e deboli coi forti. proxima lo supponevo di trovarti da qualche domanda a questa parte! ...era il varco che non conoscevo...:D:P mi fa piacere sia questo...
  • Liana
    Lv 7
    1 decennio fa

    Replico brevissimamente a Elvecio Luis dicendo che non mi aspettavo di trovare in lui così tanto ottimismo.

    La tua premessa, Andrea, è veramente interessante, anche se credo che possa essere viziata dal contesto in cui ti trovi, in quanto probabilmente, su argomenti tanto delicati, avrai modo di raccogliere opinioni e confidenze di persone appartenenti al tuo stesso status socioeconomico.

    Io credo che, sempre ed ovunque, questa categoria di persone abbia una sufficiente cultura, intelligenza ed apertura mentale per valutare serenamente ed autonomamente le situazioni, scremando le notizie, leggendo tra le righe, o addirittura attingendo a fonti inaccessibili ai più.

    Questo vale in Oriente, così come in medio Oriente e anche in Italia, dove tra l'altro , secondo Reporters Sans Frontières, siamo ultimi tra i paesi dell'Europa Occidentali (all'incirca al 40° posto, precedendo di poco gli U.S.A.) nella classifica dei paesi con libertà di stampa.

    E la cosa ti assicuro che si nota molto semplicemente guardando i TG e gli 'Speciali' che mette in onda la TV Svizzera, ad esempio, senza voler andare sul difficile.

    La stessa percezione della situazione che hai tu, l'avevo già colta in una conversazone con un cinese residente in Italia, ma anche in questo caso la sua situazione è anomala rispetto a quella dei milioni di cinesi residenti nelle campagne o anche nelle metropoli alveare

    (così come, riallacciandomi a Elvecio Luis, in Italia avviene per la grande maggioranza della gente che a stento vede un TG ...e non chiediamole di comparare due o tre fonti di informazione perchè equivarrebbe ad un overdose).

    Concordo quindi con te, ma mi chiedo, e soprattutto ti chiedo, ritieni realmente che il tuo discorso sia valido a 360 gradi all'interno della società cinese?

    Per quanto riguarda quella italiana, è purtroppo vero che essendo la censura in mano alla plutocrazia, troppo spesso il ceto medio-alto, che dovrebbe anche essere culturalmente e socialmente attivo, sveglio e trainante, si addormenta sugli allori, cullato da dolci parole troppo ben studiate per essere facilmente riconoscibili quando lo spirito critico è sopito dal benessere.

    _____________

    Ahahahah, Stairway,

    mi pareva quasi strano non ritrovarti in una domanda così, e poi invece stavamo rispondendo in contemporanea.

    Ma tu mi hai battuta....per questa volta ;-D

    _____________

    Hey, ragazzi, in questo consesso di Longobardi, a cui pur appartengo per retaggio culturale, permettetemi di chiamarmi fuori dalla 'stalla'...preferirei il percorso inverso, verso le stelle, "col tremulo sguardo cercando il ciel". XD

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Interessante punto di vista cinese....ma anche qui nessuno si fida delle notizie date dai telegiornali...o almeno spero che siano pochi creduloni a cascarci....

  • 3 anni fa

    CREDO CHE DA UN CERTO PUNTO DI VISTA SI FANNO BENE, PERCHE PURTROPPO AL GIORNO DI OGGI I MEDIA NON DANNO INFORMAZIONI CORRETTE; BASTA PRENDERE COME PUNTO DI RIFERIMENTO APPUNTO I MEDIA; COSA CREDI CHE NEL MONDO ESISTA IL TERRORISMO, O CI CREDI SOLO PERCHE' TE LO HANNO DETTO I TELEGIORNALI??? VAI A BAGHDAD A VEDERE COSA STANNO FACENDO I SOLDATI AMERICANI, POI VEDI CHI SONO I VERI TERRORISTI

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Esiste una differenza tra informazione "di parte" e censura.

    La prima racconta le cose da un punto di vista particolare, come succede del resto in qualsiasi processo comunicativo: a ben vedere - come diceva derrida - l'informazione non funziona nel senso di "informare" la gente sui fatti, ma di "mettere in forma" i fatti stessi, interpretandoli e rendendoli comprensibili, dal momento che di per sè un fatto non ha alcun significato indipendente dalla nostra intenzione di riconoscervelo, di contestualizzarlo, nemmeno quello che sembrebbe più scontato. Siamo noi a creare la realtà nel momento in cui le attribuiamo un significato. L'idea di un'informazione "oggettiva" è un'ingenuità o un tentativo disonesto di mistificare l'idea di qualcun altro.

    La censura invece impedisce di raccontare. Nega che ci sia un punto di vista, pretende che le cose siano "oggettive" quando invece non lo sono mai, facendo violenza al diritto di raccontare degli altri.

    Vorrei sapere in che modo un cinese sia libero di esercitare il proprio giudizio critico, se i fatti stessi su cui dovrebbe giudicare sono scomparsi del tutto, dal momento che non c'è nessuno a raccontarli.

    Ora tu mi dirai: non è che non ci sono, ci sono per i pochi che sanno trovare fonti di informazione alternative. Ma quelli ci sono ovunque, non certo in soltanto in Cina, solo che da noi hanno quanto meno il diritto di mettersi sul mercato e vedere se riescono a convincere qualcuno, mentre in Cina no perchè persino quello è regolamentato.

    Libertà economica e libertà di pensiero sono strettamente imparentate (è la storia dell'Europa che ce lo dimostra). E allora - in un mondo in cui qualsiasi cosa per essere credibile deve diventare un bene di consumo di massa - come contrastare in Cina la tendenza al monopolio statale della verità?

    Non sei l'unico a essere stato in Cina, e le mie opinioni non sono acquisite da terzi.

    per quanto mi riguarda quando ci sono stato ho avuto problemi nel mettere online persino un innocentissimo blog di viaggio scritto in italiano. E non ho trovato nessuno, tra i giovani e la gente comune, che fosse interessato a darmi una mano. Una tendenza al giudizio critico secondo te può esistere in un paese in cui persino l'espressione pubblica di un sentimento è fatta oggetto di intimidazioni? in cui la gente - persino l'uomo comune - ha paura di aiutare qualcuno a permettergli di dire quello che gli passa per la testa?

    Mi dispiace che tu risponda ad un parere diverso dal tuo cercando di squalificarmi dicendo che non ho nemmeno capito la tua domanda. Quello che dici - cioè che la censura stessa stimoli un processo di democratizzazione dell'informazione dal basso, spingendo i singoli a rintracciare le informazioni in modo indipendente cercando di aggirare la censura - ha qualche elemento di verità, ma come ti ho detto, e come sembri affermare tu stesso nelle ultime precisazioni che hai fatto, questo processo è ad appannaggio di una minoranza elitaria, che c'è sempre in tutti i paesi e non soltanto in Cina, e quindi non vedo cos'abbia di speciale nè in definitiva perchè si dovrebbe considerare "democratico".

    Il mio blogghino italico sono riuscito a metterlo online nel giro di poco con l'aiuto di un francese conosciuto in ostello che mi ha fornito un link da cui accedervi aggirando la censura.

    Non è che ci voglia molto, ma perchè devo sentirmi intimidito se voglio farlo? La paura non è mai l'humus adeguato per esprimere pareri indipendenti.

    Sicuramente ho voluto fare il saccente, e allora siccome stron.zo lo sono anch'io, e per giunta pedante, ti ricordo che in origine il termine longobardo "strunz" definiva lo sterco, e non la stalla.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    hanno ragione siamo molto comodi crediamo di vivere nei cartoni animati i ''grandi'' ci vogliono bene e pensano sempre solo al nostro vantaggio...

    siamo sicuri di questo e non ci poniamo piu domande..i cinesi fanno bene non bisogna dormire contro i fatti ''X''..

    ma poi tanto siamo tutti burattini ipnotizzati andiamo nelle direzioni gia pianificate..un esempio?

    i cartoni animati:i puffi..come sono teneri vero?ma ci vogliono incidere nel nostro subconscio il comunismo..gargamel e il prete ma e cattivo e vuole mangiare i puffi(il popolo)..

    lascia stare storia lunga avrai anche sonno..

    baci

    LA TUA TARDA MATTINATA DEL TUO LUNEDI HAI VOLUTO DIRE VERO?PERCHE DA ME ERA GIORNO QUANDO SCRIVEVO

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