Anonimo
Anonimo ha chiesto in Politica e governoImmigrazione · 1 decennio fa

Costa d'avorio drammi umani ogni giorno?

Non è una domanda,non sapevo neanche dove postarlo, a me sinceramente questi articoli colpiscono molto,volevo solo che lo leggeste.

Abidjan, settembre 2008. Ogni giorno una storia diversa e di queste mille ne potrei raccontare. Storie che lasciano cicatrici profonde che lentamente ripercorro ogni volta che mi fermo a pensare.

Venerdì pomeriggio, ore quindici e trenta. Termino un cesareo eseguito a causa di un travaglio troppo lungo e senza alcuna speranza. Stanco dopo una lunga settimana di lavoro ripiego i pantaloni bianchi e la maglietta, la mia divisa da ospedale, saluto l’ostetrica e l’anestesista e mi dirigo verso la macchina che, infuocata, mi attende fuori dell’ospedale dopo essere rimasta quasi otto ore sotto il sole. Mi siedo al posto di guida, abbasso immediatamente i vetri degli sportelli anteriori, accendo il climatizzatore, monto le lenti scure sugli occhiali e metto in moto il vecchio e rumoroso motore della Mazda. Dopo una breve marcia indietro volto a destra, percorro la strada sterrata che conduce al centro di Anyama, passo di fronte al municipio e inizio la discesa in direzione di Abidjan.

Improvvisamente sono costretto a rallentare. Sulla mia corsia vedo a terra una forma immobile, qualcosa dai contorni sfumati che man mano che mi avvicino diviene più chiara. Un uomo accasciato a terra aggrappato alla sua bicicletta. Procedo lentamente e cerco di capire prima che sia troppo tardi. Ho a disposizione una decina di secondi. Un camion carico di grossi tronchi strombazza alle mie spalle e vorrebbe che io accelerassi. L’uomo è accasciato a terra rovesciato sulla spalla sinistra, le sue mani stringono ancora il manubrio della bicicletta e le sue cosce sono serrate intorno alla canna. E’ come se avesse sperato di poter controllare la caduta o di potersi almeno rialzare. Attorno a lui un gruppo di bambini lo fissano ammutoliti. L’uomo riposa a terra con la testa appena graffiata dall’asfalto, gli occhi socchiusi e la bocca serrata. Sembra come se dormisse nel suo letto. Dimostra una sessantina d’anni, ma ne avrà sicuramente quindici di meno. Forse neanche lui conosce esattamente la sua età. Indossa un pantalone e una casacca di colore verde scuro consumata dal tempo, come quelle utilizzate in Cina qualche hanno fa dai quadri del partito dirigente. Dietro la bicicletta, sul portapacchi, è legato con una corda di caucciù un vecchio e affilato macete di ferro. I piedi dell’uomo ancora ben posizionati sui pedali per compiere l’ultimo sforzo, calzano un paio di sandali di plastica blu. Quasi certamente é un contadino che stava ritornando a casa dopo una giornata di duro lavoro. Ho ancora un paio di secondi prima che il camion che mi tallona entra nel portabagagli della mia vettura. In quei due secondi comprendo con certezza che l’uomo é senza vita, stroncato forse da un infarto. Un colpo di acceleratore mi allontana dalla scena e un brivido mi scuote il corpo.

Sono oramai decine i corpi senza vita che ogni giorno incontro sulle strade. Vittime di incidenti, bambini investiti dalle macchine, pazzi abbandonati, donne violentate, banditi uccisi da qualcuno e poveri derelitti. Ma il brivido che mi percorre è sempre lo stesso, anzi sempre più forte. Teste fracassate, teli che coprono vite insanguinate, alberi spaccati in due, carcasse di auto carbonizzate, sirene della polizia, nugoli di gente curiosa, traffico bloccato per ore e alla fine sempre la stessa conclusione. Una povera vita che violentemente ha cessato di vivere e probabilmente di soffrire. E sono tante queste vite, tante storie diverse, ma tutte accomunate da una costante.LA SFORTUNA DI ESSERE NATI NEL POSTO SBAGLIATO, LA MALEDIZIONE DI DOVER ESSERE DALL’ALTRA PARTE, OLTRE IL CONFINE DEI DIRITTI E DELLA LEGALITÀ, AL DI LÀ DELLA VITA. E SONO TANTE QUESTE STORIE, MILIONI DI DONNE E UOMINI CHE QUOTIDIANAMENTE CI PASSANO ACCANTO E CHE VORREBBERO TANTO ESSERE DALLA NOSTRA PARTE, MA DEI QUALI NESSUNO SI ACCORGE NON OFFRENDO LORO ALCUNA POSSIBILITÀ.

Aggiornamento:

Mi domando continuamente e se ci fossi nato io dall'altra parte?!

Se dovessi perdere un famigliare? una persona importante così facilmente?

Mai poste queste domande

Aggiornamento 2:

SCUSATE ERA:

MAI POSTE QUESTE DOMANDE?

Aggiornamento 3:

Alice: dici bene

Aggiornamento 4:

Come dice DARIO, finale delle veline,audience di canale 5: 10 MILIONI DI PERSONE DAVANTI ALLA TV!

Aggiornamento 5:

FABI: Purtroppo molti non lo capiscono

Aggiornamento 6:

ELVIRA: Temo di non aver capito la tua rispost! :-/

Aggiornamento 7:

ELVIRA: ecco,scusami ma stamattina sto proprio messo male

Aggiornamento 8:

Spartacus: bravo,ora si che ho letto una risposta intelligente, cmq io non sono di sinistra,tanti saluti

Aggiornamento 9:

PER L'ULTIMO CONTATTO,CHE DIRE,TI COMMENTI DA SOLA...

Aggiornamento 10:

PER L'ULTIMO CONTATTO,CHE DIRE,TI COMMENTI DA SOLA...

11 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Io non potrei mai essere dall'altra parte per il semplice fatto che i miei genitori non erano dall'altra parte ne' i miei nonni ne' i loro nonni e cosi' via.

    Curioso dove sia arrivato il nichilismo sinistroide, noi non siamo il frutto della nostra ascendenza ma prima di nascere c'e' una tombola e a chi va di sfiga viene messo nel corpo di un neonato del Burundi, a chi va bene invece nasce in una famiglia agiata europea.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    sono articoli che colpiscono molto.

    Io ho ancora impresse le scene del film Hotel Rwanda

    @ non molti si pongono la domanda, se fossi io dall'altra parte?

  • NIKITA
    Lv 6
    1 decennio fa

    nascere in un luogo fortunato, dove vige la democrazia e il rispetto dei diritti umani, dove procurarsi il cibo non è un dramma, non è questione di merito ma solo tanta tanta fortuna

    e mi fanno rabbia quelli che pontificano e si sentono superiori in virtù di inesistenti meriti

  • 1 decennio fa

    e la cosa più incredibile è che nessuno parla di queste cose, quelli sono morti di serie B, che ci vuoi fare... i telegiornali piuttosto che dedicare un servizio a questi fatti preferiscono dedicarlo alle veline, o alle ultime imprese amorose dei concorrenti del grande fratello...

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  • 1 decennio fa

    sai perchè esiste questa realtà?perchè fa comodo a qualcuno.perchè il popolo cresciuto nella sottomissione e nell'ignoranza non può sapere cosa vuol dire vivere.non è la stessa cosa ma ti faccio un piccolo esempio,sono stata per un pò a cuba,i miei amici cubani non potevano stare nei luoghi per turisti,io potevo loro no,a loro non erano cancesse tantissime cose che per noi sono ovvie.ho ospitato una di loro e per lei assaporare uno stato di libertà era incredibile.ti dico questo perchè finchè non si conosce non si sà com'è.la storia che tu hai letto certo che ci fà ragionare,ma finchè regna l'ignoranza del popolo bue non potrà mai cambiare nulla...io a questo punto penserei al nostro di stato,apparentemente stiamo bene,ma fino a quando?

  • Anonimo
    1 decennio fa

    l' inferno è già qui sulla terra..non c'è bisogno di cercare chissà dove...

    @ che l'inferno Lo crea l'uomo qui sulla terra ,non un mostro cornuto e alato...

    @spartacus:.a te la tombola non t' ha detto bene ,per niente ,eh !

    mente piccola piccola e pure cinico..stai messo proprio a m.....a!

  • .
    Lv 6
    1 decennio fa

    me le pongo in continuazione...

    un'altra domanda che mi pongo spesso è.. come possiamo dormire serenamente la notte, sapendo che nulla di ciò che abbiamo è un merito, ma pura fortuna? sapendo che siamo così privilegiati, mentre la maggior parte della popolazione mondiale soffre pene per noi inimmaginabili.. e come possiamo rimanere impassibili di fronte a tali verità?

    ...buona giornata..

  • Anonimo
    1 decennio fa

    agli italiani importa solo di avere la loro casetta, quattro cellulari, due auto e chissenefrega del resto del mondo

  • Anonimo
    1 decennio fa

    articoli come questi mi fanno capire di quanto sono fortunata

  • 1 decennio fa

    concordo con rieducational channel

  • Anonimo
    1 decennio fa

    bè la tua più che una domanda è una triste realtà che, e qui devo fare un appunto a ciò che dici, purtroppo queste cose non sono appannaggio della Costa D'Avorio, da noi capitano quotidianamente e chi viaggia sulle nostre autostrade ne sa qualcosa. Le statistiche di questi ultimi giorni danno i brividi, sono centinaia i morti sulle strade italiane dai primi di giugno fino a pochi giorni fa, come vedi il mondo si è ristretto.

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