Anonimo
Anonimo ha chiesto in Musica e intrattenimentoMusicaTesti · 1 decennio fa

sapete dirmi che canzone è?? 10 punti al migliore! anzi 20! 30!?

è italiana, è cantata in duetto, sono un uomo e una donna, nella canzone lui fai il figlio e lei la mamma, lui dice che vorrebbe fare il pompiere, il berzagliere, il poeta,il padre confessore, ma alla fine si ritrova a suonare il violino nel tetto!

ragazzi se lo sapete siete dei grandi!!!

Aggiornamento:

ragazzi ma siete dei grandi!!

12 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    il violinista sul tetto di vecchioni

    Io da grande partirò soldato con la giacca nuova e col fucile, con la giacca che tu m’hai cucito servirò la patria, a costo di morire. Mamma, oppure no, farò il pompiere che si getta impavido nel fuoco, salverò la vita del mio amore, brucerà il mio cuore di ben altro fuoco. Mamma dammi centomila lire che domani parto, vado a ddà il pompiere mamma dammi centomila lire che domani voglio fare il bersagliere. Ecco qua le centomila lire per l’eroico piccolo pompiere, ecco qua le centomila lire per le piume al vento del mio bersagliere, ecco qua le centomila lire te le darò quando ti vedrò partire. Mamma, sento che sarò poeta, già mi vedo scrivere “Alla luna”, “L’infinito”, “A Silvia”, la vicina che è la nipotina della sora Bruna, o mi faccio frate confessore, pè sentì i peccati della gente, soprattutto quelle delle suore che se fanno fare, ma non se sà niente. Mamma dammi centomila lire che mi fo poeta pè

    ; ccantà l’amore, mamma dammi centomila lire che sarò domani frate confessore. Figlio figlio che tu sia poeta, o soldato o frate confessore, o il pompiere che non teme niente, se ne accorgeranno tutta quela gente: dormi adesso ninno, nella sera tu sarai l’orgoglio d’ogni tuo parente. Mi dicevo quando sarò grande sceglierò tra vivere e capire, se dovrò cambiare le mutande se dovrò restare, se dovrò partire: mamma sono diventato uomo, e mi hai dato centomila lire, ma non sò né frate, né pompiere nianca sò poeta, nianca bersagliere. Sai dov’è finito il tuo bambino? solo sopra il tetto a sonà il violino, a sonà il violino sopra il tetto con un muro bianco proprio dirimpetto. Figlio, figlio, se nessuno ascolta, la tua mamma ti farà una torta, sono sona figlio tutta notte, non ti disperare, tanto che ce fotte? Mamma, mamma, forse il mio destino era lì sul tetto a sonà il violino, che mme freg

    a se nessuno sente, tanto non lo suono mica per la gente. Sona, sona, figlio, figlio bello mamma tua ti porta il limoncello, e ti porta pane e pecorino se ti viene fame prima del mattino. Mamma, mamma, questo è il mio destino stare sopra il tetto a sonà il violino, dillo a babbo, dillo alle sorelle se nessuno sente, sòno per le stelle; dillo a babbo, dillo alle sorelle sòno per me solo, sòno per le stelle.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Il violinista sul tetto di roberto vecchioni

    Io da grande partirò soldato con la giacca nuova e col fucile, con la giacca che tu m’hai cucito servirò la patria, a costo di morire. Mamma, oppure no, farò il pompiere che si getta impavido nel fuoco, salverò la vita del mio amore, brucerà il mio cuore di ben altro fuoco. Mamma dammi centomila lire che domani parto, vado a ddà il pompiere mamma dammi centomila lire che domani voglio fare il bersagliere. Ecco qua le centomila lire per l’eroico piccolo pompiere, ecco qua le centomila lire per le piume al vento del mio bersagliere, ecco qua le centomila lire te le darò quando ti vedrò partire. Mamma, sento che sarò poeta, già mi vedo scrivere “Alla luna”, “L’infinito”, “A Silvia”, la vicina che è la nipotina della sora Bruna, o mi faccio frate confessore, pè sentì i peccati della gente, soprattutto quelle delle suore che se fanno fare, ma non se sà niente. Mamma dammi centomila lire che mi fo poeta pè

    ; ccantà l’amore, mamma dammi centomila lire che sarò domani frate confessore. Figlio figlio che tu sia poeta, o soldato o frate confessore, o il pompiere che non teme niente, se ne accorgeranno tutta quela gente: dormi adesso ninno, nella sera tu sarai l’orgoglio d’ogni tuo parente. Mi dicevo quando sarò grande sceglierò tra vivere e capire, se dovrò cambiare le mutande se dovrò restare, se dovrò partire: mamma sono diventato uomo, e mi hai dato centomila lire, ma non sò né frate, né pompiere nianca sò poeta, nianca bersagliere. Sai dov’è finito il tuo bambino? solo sopra il tetto a sonà il violino, a sonà il violino sopra il tetto con un muro bianco proprio dirimpetto. Figlio, figlio, se nessuno ascolta, la tua mamma ti farà una torta, sono sona figlio tutta notte, non ti disperare, tanto che ce fotte? Mamma, mamma, forse il mio destino era lì sul tetto a sonà il violino, che mme freg

    a se nessuno sente, tanto non lo suono mica per la gente. Sona, sona, figlio, figlio bello mamma tua ti porta il limoncello, e ti porta pane e pecorino se ti viene fame prima del mattino. Mamma, mamma, questo è il mio destino stare sopra il tetto a sonà il violino, dillo a babbo, dillo alle sorelle se nessuno sente, sòno per le stelle; dillo a babbo, dillo alle sorelle sòno per me solo, sòno per le stelle.

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  • 1 decennio fa

    ma 1a canzone più semplice....nn esiste...

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  • 1 decennio fa

    il violinista sul tetto di roberto vecchioni

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Il violinista sul tetto di roberto vekkioni

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Il violinistta sul tetto di Roberto Vecchioni, canzone che conclude il cd "Di rabbia e di stelle".

    La voce femminile è Teresa De Sio

    Bacio

    Silvano

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  • 1 decennio fa

    boooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

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  • 1 decennio fa

    Roberto vecchioni: il violinista sul tetto

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    una pubblicita contro il fumo????!!!! ka..o ne so!!!!

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  • 1 decennio fa

    boh !!

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