Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

perfavore la parafrasi di virgilio la tempesta da eneide dal verso 80 all vv 125...al 1 10 pnt?

Appena detto ciò, capovolta la lancia, percosse

il cavo monte nel fianco: e i venti, quasi schierati,

per dove s’apre un varco, si slanciano e spazzano la terra

in un turbine. Irrompono sul mare e tutto dalle sedi profonde

insieme l’Euro e il Noto lo sconvolgono e l’Africo denso

di bufere, e rovesciano vasti flutti sulle rive.

Segue un clamore di uomini e uno stridore di funi.

Le nubi d’improvviso strappano alla vista dei Téucri

il cielo e il giorno; grava una nera notte sul mare.

Tuona la volta del cielo e l’etere balena di fitte

folgori, e tutto minaccia agli uomini una morte imminente.

Subito ad Enea le membra si sciolgono con un brivido;

geme, e tendendo alle stelle le mani giunte,

dice così: O tre e quattro volte beati

quelli che incontrarono la morte davanti allo sguardo

dei padri sotto le alte mura di *****! o fortissimo

della stirpe dei Danai, Tidide!, non avrei potuto anch’io

cadere sui campi iliaci, e spirare per tua mano,

dove il terribile Ettore giace per il colpo dell’Eacide,

e il grande Sarpedone, e ghermiti sottacqua, il Simoenta

trascina tanti scudi e elmi e forti corpi di guerrieri!?

A lui che gridava così, una stridula raffica d’Aquilone

squarcia la vela di fronte, e solleva i flutti alle stelle.

S’infrangono i remi, la prua si rigira ed espone

il fianco alle onde: incalza un monte d’acqua scosceso.

Alcune navi pendono sulla cresta del flutto; a quelle l’onda

spalanca la terra tra i flutti; infuria un ribollire di sabbia.

Il Noto afferra e travolge tre navi su scogli

nascosti - rocce tra i flutti, che gli Italici chiamano Are,

immane dorso a fior d’acqua -; tre l’Euro sospinge

dal largo nelle secche delle dune, miserevole vista,

e caccia nei bassifondi e cinge d’un argine di sabbia.

Una, che trasportava i Lici e il fido Oronte,

davanti ai suoi occhi un enorme maroso colpisce

piombando a poppa: il nocchiero è sbalzato e precipita

a capofitto; L’ondata la fa mulinare tre volte

nel medesimo luogo, e un rapido vortice la inghiotte

nel mare. Appaiono pochi naufraghi che nuotano sul vasto gorgo,

e armi di guerrieri, e tavole, e i tesori troiani sulle onde.

Già la tempesta soverchia la robusta nave di Ilioneo,

e quella del forte Acate, e quella che portava Abante,

e quella del vecchio Alete; tutte, sconnesse le giunture

dei fianchi, imbarcano acqua nemica, e si schiudono in fessure.

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    ecco:

    Appena detto ciò, capovolta la lancia, percosse

    il cavo monte nel fianco: e i venti, quasi schierati,

    per dove s’apre un varco, si slanciano e spazzano la terra

    in un turbine. Irrompono sul mare e tutto dalle sedi profonde

    insieme l’Euro e il Noto lo sconvolgono e l’Africo denso

    di bufere, e rovesciano vasti flutti sulle rive.

    Segue un clamore di uomini e uno stridore di funi.

    Le nubi d’improvviso strappano alla vista dei Téucri

    il cielo e il giorno; grava una nera notte sul mare.

    Tuona la volta del cielo e l’etere balena di fitte

    folgori, e tutto minaccia agli uomini una morte imminente.

    Subito ad Enea le membra si sciolgono con un brivido;

    geme, e tendendo alle stelle le mani giunte,

    dice così: O tre e quattro volte beati

    quelli che incontrarono la morte davanti allo sguardo

    dei padri sotto le alte mura di *****! o fortissimo

    della stirpe dei Danai, Tidide!, non avrei potuto anch’io

    cadere sui campi iliaci, e spirare per tua mano,

    dove il terribile Ettore giace per il colpo dell’Eacide,

    e il grande Sarpedone, e ghermiti sottacqua, il Simoenta

    trascina tanti scudi e elmi e forti corpi di guerrieri!?

    A lui che gridava così, una stridula raffica d’Aquilone

    squarcia la vela di fronte, e solleva i flutti alle stelle.

    S’infrangono i remi, la prua si rigira ed espone

    il fianco alle onde: incalza un monte d’acqua scosceso.

    Alcune navi pendono sulla cresta del flutto; a quelle l’onda

    spalanca la terra tra i flutti; infuria un ribollire di sabbia.

    Il Noto afferra e travolge tre navi su scogli

    nascosti - rocce tra i flutti, che gli Italici chiamano Are,

    immane dorso a fior d’acqua -; tre l’Euro sospinge

    dal largo nelle secche delle dune, miserevole vista,

    e caccia nei bassifondi e cinge d’un argine di sabbia.

    Una, che trasportava i Lici e il fido Oronte,

    davanti ai suoi occhi un enorme maroso colpisce

    piombando a poppa: il nocchiero è sbalzato e precipita

    a capofitto; L’ondata la fa mulinare tre volte

    nel medesimo luogo, e un rapido vortice la inghiotte

    nel mare. Appaiono pochi naufraghi che nuotano sul vasto gorgo,

    e armi di guerrieri, e tavole, e i tesori troiani sulle onde.

    Già la tempesta soverchia la robusta nave di Ilioneo,

    e quella del forte Acate, e quella che portava Abante,

    e quella del vecchio Alete; tutte, sconnesse le giunture

    dei fianchi, imbarcano acqua nemica, e si schiudono in fessure.

    grazie per i 10 punti!!

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