Carnevale di Ivrea..infooo?

Qualcuno per favore potrebbe darmi informazioni sul Carnevale di Ivrea,il perchè di questo evento e informazioni generali..Grazie a tutti

2 risposte

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  • fio_21
    Lv 5
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il carnevale di Ivrea è nato nel 1808 sulla base di antiche feste rionali e che da allora si svolge pressoché ininterrottamente nell'omonima città piemontese. In relazione alla sua tradizione ed agli accadimenti celebrati nel corso della festa, mescolando riferimenti all'esercito napoleonico ed alle rivolte popolari (dalle lotte contro l'odiato marchese del Monferrato, all'eco delle rivolte popolari dei tuchini, sino ai simboli della rivolta giacobina i "berretti frigi", gli "scarli"ed alle divise dell’esercito napoleonico) che ebbero luogo in Canavese in epoca medievale, la sua denominazione ufficiale è di "Storico Carnevale di Ivrea".

    La leggenda vuole che, il giorno delle sue nozze, Violetta (era questa nome della ragazza popolana, figlia di un mugnaio di Ivrea) fosse stata trascinata nel "Castellazzo" dal perfido tiranno deciso a reclamare lo Ius primae noctis; ma Violetta, novella Giuditta, riuscì a far ubriacare il tiranno, per poi tagliargli nel sonno la testa, dando così inizio – come recitano le parole della "Canzone del Carnevale" - alla sollevazione popolare e all'abbattimento del maniero del tiranno.

    Nessuna vicenda storica suffraga puntualmente la leggenda, dal momento che i marchesi del Monferrato, pur tentando nel corso del XII secolo di signoreggiare su Ivrea, non riuscirono mai a stabilirvi durevolmente il proprio dominio.

    La battaglia delle arance rappresenta il momento più spettacolare del carnevale, motivo di richiamo turistico annuale per migliaia di visitatori.

    Le origini della battaglia sono incerte, ma risalgono verosimilmente ad anni intorno alla metà dell'Ottocento quando presero ad essere praticate scherzose schermaglie tra le carrozze e la gente sui balconi.

    La battaglia condotta con le modalità attuali nacque nel XX secolo, e precisamente nell'immediato dopoguerra, quando si formarono le prime squadre a piedi di aranceri e si allestirono i primi carri da getto. L'iniziativa sorta "anarchicamente" al di fuori della ufficialità delle celebrazioni carnevalesche, fu subito riportata al contesto storico-leggendario del carnevale, stabilendo che i carri dovessero rappresentare i ben armati manipoli di sgherri agli ordini del tiranno e che le squadre a piedi dovessero essere intese come bande popolane in rivolta. La battaglia diventò così anch'essa simbolo delle lotte del popolo contro la nobiltà.

    La battaglia ha per teatro le principali piazze della città; essa si svolge, come detto, tra i carri che passano al seguito del corteo e le squadre che presidiano la piazza.

    I carri, pittorescamente bardati, sono trainati da pariglie o quadriglie di cavalli; ciascuno di essi trasporta un gruppo formato da non più di una decina di "aranceri", protetti da costumi con vistose imbottiture e da terrificanti maschere di cuoio con grate di ferro per riparare il viso: sono aranceri abituati a lanciare con entrambe le braccia in modo da aumentare la "potenza di fuoco". Ogni banda a piedi è formata da molte decine di aranceri - uomini e donne - che vanno all'assalto del carro che transita dalla piazza cercando di colpire soprattutto gli avversari sulla maschera protettiva, in modo che il succo delle arance entri loro negli occhi. Indossano colorati costumi con campanelli alle caviglie e con casacche legate in vita, semiaperte sul davanti in modo da contenervi una buona provvista di arance; non dispongono di alcuna protezione che li ripari dai colpi nemici.

    Con la popolarità assunta – anche in virtù dei mass media – dalla battaglia delle arance il numero di squadre a piedi e di aranceri che in esse militano è andato vistosamente accrescendosi nel tempo. Si sono costituite associazioni di aranceri, dai nomi pittoreschi, che si occupano di organizzare la partecipazione al carnevale La sfilata del sabato sera, un tempo prerogativa della goliardia degli universitari, è diventata la festa degli aranceri che provvedono, con le loro associazioni, ad addobbare strade e piazza con striscioni e stendardi che espongono i loro simboli, colori e slogan di battaglia.

    Ad Ivrea la battaglia delle arance ha, da sempre, dato luogo a polemiche, per i supposti sprechi (in realtà le arance che, al termine di ogni giorno di battaglia, ricoprono interamente, con i loro sfasciumi, le strade e le piazze della città, sono quasi prive di valore commerciale), per il "bollettino dei feriti" che ogni anno debbono ricorrere al pronto soccorso ospedaliero, per gli episodi individuali di intemperanza e malcostume (che sono peraltro il poco edificante risvolto di ogni festa popolare).

    Il programma della manifestazione carnevalesca va al di là della sfilata del corteo storico e della battaglia delle arance; esso si svolge seguendo un cerimoniale articolato e complesso, disciplinato da un ben preciso copione, su di un arco temporale che si estende ben oltre i tre canonici giorni della festa.

    Ad Ivrea il carnevale inizia già il giorno dell'Epifania, quando viene presentato alla città il nuovo Generale e quan

    Fonte/i: wikipedia (sono indigena ma è così complessa la storia del carnevale che ho preferito appoggiarmi a qualcosa di sicuro)
  • 6 anni fa

    E la storia di re arduino che andava a letto con tutte quelle del paese e una mugniaia andò a letto con lui e gli taglio la testa, LE ARANCE RAPPRESENTANO IL TUCHINAGGIO (infatti nel gruppo di arancieri c'è una squadra chiamata i tuchini del borghetto) e gli scarli sono una cosa di buon augurio.

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