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_Dany_ ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

filosofia: passaggio da filosofia ellenistica a quella cristiana?

raga, qualcuno riesce a farmi una piccola relazione che parli del passaggio tra la filosofia ellenistica a quella cristiana??? grazie mille, sono disperato

1 risposta

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  • 1 decennio fa
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    Cristo e la filosofia CRISTIANESIMO E FILOSOFIA I concetti - chiave della tradizione ebraico - cristiana Prima ancora di affrontare il rapporto tra cristianesimo e filosofia, è necessario aver presenti le differenze più importanti che vi sono tra la tradizione culturale greca ed ellenistico - romana, da una parte, e quella ebraico - cristiana, dall'altra. 1. In primo luogo, come sappiamo, il libro sacro occupa il posto centrale nella cultura e nella religione ebraica, ed è il principale medium del rapporto tra Dio e gli uomini, mentre nel mondo “pagano” ci sono sì poemi antichi ed autorevoli, fonte della tradizione successiva, ispirati, se non dall'unico Dio, dagli dei o dalle muse, ma essi non hanno alcun carattere vincolante, né esiste alcuna questione o disputa sull'interpretazione di essi, né sull'ortodossa o l'eresia delle credenze religiose. Quanto al cristianesimo, esso considera la Bibbia ebraica come libro sacro, ed aggiunge ad esso i libri del “Nuovo Testamento” (o “Nuovo Patto” o “Nuova Alleanza” - beninteso, con Dio), mentre quelli tramandati dagli ebrei sono da esso chiamati “Antico Testamento” (cioè: patto valido in precedenza - a cui subentra ora quello nuovo). Ma l'idea stessa che ci sia un patto tra Dio e certi uomini (il popolo eletto), o tra Dio e tutti gli uomini, risale comunque alla Bibbia ebraica: la creazione del mondo e dell'umanità, il peccato originale e la cacciata dal paradiso terrestre, l'intervento di Dio nel mondo e nella storia, la promessa di una riconciliazione finale dell'uomo con Dio sono tutte idee di origine ebraica. 2. Nel libro della Genesi si narra la creazione del mondo ad opera dell'unico Dio. Diversamente dalle narrazioni mitiche dei greci e di molti altri popoli, l'ordine del mondo in questo caso è il frutto dell'azione coerente di una divinità giusta e paterna, non il risultato di una serie di avventure e di lotte di un coacervo di divinità e di eroi. Dio crea l'uomo e prepara per lui una dimora accogliente, il cosiddetto Paradiso Terrestre, ma esso non se ne mostra degno, perché disobbedisce agli ordini del Dio Padre. Il peccato originale e la cacciata dal paradiso terrestre nel mondo ordinario, in cui l'uomo dovrà guadagnarsi il suo pane con il sudore della fronte, resteranno momenti costitutivi anche del pensiero cristiano, e rappresenteranno lo sfondo ed il punto di partenza anche per il pensiero laico moderno del mondo occidentale. Anche se i poeti greci e latini parlavano dell'antico regno di Cronos, in cui dei e uomini, belve e animali indifesi, vivevano felicemente insieme, è in essi assente l'idea che di una paternità divina: il destino dell'uomo resta sempre lo stesso ed è determinato non dalla caduta e dal peccato (benché non manchino numerose narrazioni di ribellioni degli uomini all'ordine divino) ma dai limiti della stessa natura umana. Gli uomini sono e restano, per i poeti classici, i “mortali”,

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