Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

PIRANDELLO-VENTAGLINO... SUPER URGENTEEE!!!?

Ragazzi ho bisogno dell' analisi del Ventaglino:

DEVO INDIVIDUARE:

-L' ARGOMENTO DI CU PARLL' OPERARA

-INTRODUZIONE

-SE E' UNA FABULA O UN INTRECCIO

-SC'È'E' UN PROLOGO

L' ESORDIOIO

-LO SCIOGLIMENTO

-LA TRAMA

-SPANNUNG

Questi sono gli elementi da individuare VI PREGOO!!!

Il giardinetto pubblico, meschino e polveroso, in quel torrido pomeriggio d'agosto era quasi deserto, in mezzo alla vasta piazza cinta tutt'intorno da alte case giallicce, assopite nell'afa.

Tuta vi entrò, col bambino in braccio.

Su un sedile in ombra, un vecchietto magro, perduto in un abito grigio d'alpagà, teneva in capo un fazzoletto. Sul fazzoletto, il cappelluccio di paglia ingiallito. Aveva rimboccato diligentemente le maniche sui polsi e leggeva un giornale.

Accanto, sullo stesso sedile, un operajo disoccupato dormiva con la testa tra le braccia, appoggiato di traverso.

Di tanto in tanto, il vecchietto interrompeva la lettura e si voltava a osservare con una certa ambascia il suo vicino, a cui stava per cader dal capo il cappellaccio unto, ingessato. Evidentemente quel cappellaccio, chi sa da quanto tempo così in bilico, cado e non cado, cominciava a esasperarlo: avrebbe voluto rassettarglielo sul capo o buttarglielo giù con una ditata. Sbuffava; poi volgeva un'occhiata ai sedili intorno, chi sa gli avvenisse di scoprirne qualche altro in ombra. Ce n'era uno solo poco discosto; ma vi stava seduta una vecchia grassa, cenciosa, la quale, ogni volta che lui si voltava a guardare, spalancava la bocca sdentata a un formidabile sbadiglio.

Tuta s'appressò sorridente, pian pianino, in punta di piedi. Si pose un dito su le labbra, per segno di far silenzio; poi, adagio adagio, prese con due dita il cappellaccio al dormente e glielo rimise a posto sul capo.

Il vecchio stette a seguir con gli occhi tutti quei movimenti, prima sorpreso, poi aggrondato.

- Co' la bona grazia, signo', - gli disse Tuta, ancora sorridente e inchinandosi, come se il servizio lo avesse reso a lui e non all'operajo che dormiva. - Da' 'n sordo a sta pôra creatura.

- No! - rimbeccò subito il vecchietto con stizza (chi sa perché), e abbassò gli occhi sul giornale.

- Tiramo a campà! - sospirò Tuta. - Dio pruvede.

E andò a sedere di là, su l'altro sedile, accanto alla vecchia cenciosa, con la quale attaccò subito discorso.

Aveva appena vent'anni; bassotta, formosa, bianchissima di carnagione, coi capelli lucidi, neri, spartiti sul capo, stirati sulla fronte e annodati in fitte treccioline dietro la nuca. Gli occhi furbi le brillavano, quasi aggressivi. Si mordeva di tanto in tanto le labbra. E il nasino all'insù, un po' storto, le fremeva.

Raccontava alla vecchia la sua sventura. Il marito...

Fin da principio la vecchia le rivolse un'occhiata, che poneva i patti della conversazione, cioè: uno sfogo, sì, era disposta a offrirglielo; ma ingannata, no, non voleva essere, ecco.

- Marito vero?

- Semo sposati co' la chiesa.

- Ah, be', co' la chiesa.

- E ched'è? nun è marito?

- No, fija: nun serve.

- Come nun serve?

- Lo sai, nun serve.

Eh sì, difatti, la vecchia aveva ragione. Non serviva. Da un pezzo, difatti, quell'uomo voleva liberarsi di lei, e per forza l'aveva mandata a Roma, perché cercasse di allogarsi per balia. Ella non voleva venire; capiva ch'era troppo tardi, poiché il bambino aveva già circa sette mesi. Era stata quindici giorni in casa d'un sensale, la cui moglie, per rifarsi delle spese e per aver pagato l'alloggio, aveva osato alla fine di proporle...

- Capischi? A me!

Dalla «collera» le era andato addietro il latte. E ora non ne aveva più, neanche per la sua creatura. La moglie del sensale le aveva preso gli orecchini e s'era tenuto anche il fagottello con cui era venuta dal paese. Da quella mattina era in mezzo alla strada.

- Pe' davero, sa'!

Tornare al paese non poteva e non voleva: il marito non se la sarebbe ripresa. Che fare, intanto, con quel bambino che le legava le braccia? Certo, non avrebbe trovato neppure da mettersi per serva.

La vecchia l'ascoltava con diffidenza, perché ella diceva quelle cose, come se non ne fosse affatto disperata; anzi, ripetendo spesso quel suo: - Pe' davero, sa'! - sorrideva.

- Di dove sei? - le domandò la vecchia.

- De Core.

E restò un pezzo come se rivedesse col pensiero il paesello lontano. Poi si scosse; guardò il piccino e disse:

- Addo' lo lascio? Qua pe' tera? Pôro cocco mio saporito!

Lo sollevò su le braccia e lo baciò forte forte, più volte.

La vecchia disse:

- L'hai fatto? Te lo piagni.

- Io l'ho fatto? - si rivoltò la giovane. - Be', l'ho fatto e Dio m'ha castigato. Ma patisce pure lui, pôro innocente! E c'ha fatto, lui? Va', Dio nun fa le cose giuste. E si nun le fa lui, figùrete noi. Tiramo a campà!

- Mondo, mondo! - sospirò la vecchia, levandosi in piedi a stento.

- È 'n gran penà! - aggiunse, scrollando il capo, un'altra vecchia asmatica, corpulenta, che passava di lì, appoggiandosi a un bas

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Non so se questa è la novella intera; ma per quanto hai scritto posso provare a rispondere .

    L' argomento è la miseria, morale ed economica, che in alcuni inacidisce l' animo, in altri non impedisce di mantenere l' allegria ed una sorta di fatalismo.

    L' introduzione descrive un paesaggio umanizzato (giardinetto meschino, case assopite), squallido e misero quanto i personaggi che in esso sono collocati.

    La narrazione delle vicende non segue l' ordine cronologico naturale (= intreccio), ma è interrotta da una analessi che narra del marito di Tuta che l'ha convinta a venire a Roma da Core, di quanto le è accaduto nella casa in cui era ospite, del suo trovarsi attualmente senza ricovero. Questa analessi costituisce anche il prologo della vicenda, in quanto questi fatti sono accaduti prima della scena del giardinetto.

    L'esordio si configura come un simpatico tentativo da parte di Tuta di raddrizzare il cappello sul capo dell'operaio dormiente sulla panchina.

    Lo scioglimento, se la novella si conclude qui, è la sostanziale indifferenza di quel micromondo dei giardinetti per i problemi di Tuta.

    La trama, ricostruendo la fabula, è la storia di una giovane di 20 anni che si trova ad avere un bambino che non sa come mantenere; indotta dal marito che vuole disfarsi di lei, va a Roma per fare la balia, ma la donna che la ospita le propone di fare la prostituta. Per lo shoc perde il latte e viene cacciata dalla famiglia ospite. Ora non sa come cavarsela, chiede la carità,ma, nonostante non trovi tra i frequentatori del giardinetto alcuna solidarietà, non ha perso la sua giovanile freschezza ed allegria.

    Il momento di massima tensione (spannung) si ha quando il lettore si rende conto che dietro l'apparente allegria della ragazza si cela il suo dramma di moglie abbandonata, costretta a chiedere la carità per poter tenere con sé il bambino.

    Spero di esserti stata utile.

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