Milly ha chiesto in SaluteMalattie e disfunzioniAllergie · 1 decennio fa

Domanda sull' allergie!?

Ho fatto l' esame del sangue ed è risultato molto alto l' indicatore delle allergie. Ho fatto il test allergologico ma è risultato tutto negativo. Cosa si fa in questi casi?

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Purtroppo le allergie sono molto difficili da diagnosticare, il campo da esplorare è molto vasto, bisogna partire da qualche sintomo, per esempio, soffri di raffreddore stagionale?, oppure hai problemi con la bigiotteria?, altrimenti si può andare a esplorare il campo alimentare che è difficilissimo da individuare perchè gli alimenti sono tantissimi.

    Rivolgiti ad un allergologo che sicuramente ti farà fare i test di cutireazione La diagnosi dei disturbi alimentari non è immediata: anzichè seguire diete approssimative e dannose, è necessario sottoporsi a test piuttosto complessi, in grado di individuare con certezza gli allergeni "nemici".

    In primo luogo bisogna svolgere un’anamnesi, cioè una raccolta e interpretazione da parte del medico dei dati emersi durante il colloquio con il paziente. In questo modo è possibile raccogliere dettagli preziosi sulla sintomatologia, soprattutto se la reazione sospetta si verifica dopo pochi minuti dall’assunzione dell’alimento sospetto

    Dopodiché, si dà il via ai test diagnostici.

    1. CUTIREAZIONE o Prick-test consiste nell’applicare una goccia di estratto allergenico sulla cute dell’avambraccio, facendola penetrare negli strati superficiali della pelle tramite la punta di una minuscola lancetta sterile. Le reazioni si manifestano entro 15-20 minuti dall’esecuzione del test, e sono caratterizzate dalla comparsa di un ponfo, simile alla puntura di una zanzara.

    2. DOSAGGIO IgE TOTALI (PRIST): il rilevamento di alti IgE totali indica uno stato allergico (dopo aver escluso infezioni da parassiti, cause anch’esse di aumento di tali livelli), ma non può essere usato nella diagnosi di specifiche allergie. Inoltre, un riscontro di valori normali non esclude la diagnosi di allergia.

    3. RICERCA DI IgE SPECIFICHE (RAST): viene eseguita lasciando reagire in provetta estratti di alimenti sospetti con il plasma del paziente. In presenza di allergia, gli anticorpi presenti, specifici per quell’alimento, reagiscono producendo una reazione misurabile precisamente con strumenti di laboratorio.

    4. TEST DI PROVOCAZIONE ORALE IN DOPPIO CECO CONTRO PLACEBO (DBPCFC): è l’arma migliore per una corretta diagnosi. Questo test, effettuato in strutture protette per poter far fronte a eventuali reazioni avverse, consiste nel somministrare al paziente l’alimento sospetto sotto forma di budino, insieme a un altro budino privo della sostanza. Nemmeno il medico sa dove si trovi il potenziale allergene, in modo da evitare l’effetto-suggestione.

    Va sottolineato che i test andrebbero effettuati nell’ordine in cui sono scritti, per raggiungere via via una maggiore sicurezza nell’individuazione dell’allergene. Nel caso il sospetto sia per latte, uova o cereali, la certezza diagnostica data dal DBPCFC è obbligatoria prima di procedere all’eliminazione di uno di questi alimenti.

    Per i pazienti con sintomi persistenti, possono essere utili le diete diagnostiche di eliminazione.

    Il loro funzionamento è semplice: vengono esclusi dalla dieta gli alimenti fortemente sospettati, o quelli risultati positivi in altri test diagnostici. La dieta viene condotta per tre settimane, e se non si registra alcun miglioramento deve essere abbandonata.

    Poi c'è il chePatch-test è un diagnostico realizzato per consentire v di diagnosticare le allergie a sostanze che possono provocare dermatiti da contatto.

    E' indolore, di facile e semplice esecuzione ambulatoriale.

    Consiste nell'applicare sulla pelle della schiena del paziente alcuni dischetti di alluminio contenenti ciascuno una particolare sostanza (allergene) potenzialmente responsabile della dermatite.

    Tra i gruppi di sostanze che vengono testate ricordiamo: alcuni metalli (cromo, nichel, cobalto), farmaci (antibiotici, anestetici, antiistaminici) conservanti per prodotto di igiene personale, profumi, resine, sostanze della gomma, tensioattivi contenuti in detergenti e coloranti.

    Tali dischetti vengono mantenuti sulla cute per 48 ore grazie a particolari cerotti anallergici.

    Una volta tolti, una eventuale risposta allergica a qualcuna delle sostanze applicate sarà individuata per la presenza di arrossamento, prurito e piccole vescicole localizzate alla sede di contatto.

    Scusa se mi sono dilungata ma è un campo troppo complicato

    Fonte/i: Fonte: IAL - Istituto Allergologico Lombardo I.C.L.I.D.
  • Anonimo
    1 decennio fa

    mi disp ma non ne ho proprio idea...

    però visto che tu hai già fatto i test allergici magari puoi aiutarmi con la mia domanda:

    http://it.answers.yahoo.com/question/index;_ylt=At...

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.