la nostra marcia..............?

Battete in piazza il calpestio delle rivolte!

In alto, catena di teste superbe!

Con la piena d' un nuovo diluvio

laveremo le città dei mondi.

Il toro dei giorni è pezzato.

Il carro degli anni è lento.

Il nostro dio è la corsa.

Il cuore è il nostro tamburo.

Che c' è di più celeste del nostro oro?

Ci pungerà la vespa d' un proiettile?

Nostre armi sono le nostre canzoni.

Nostro oro le voci squillanti.

Prato, distenditi verde,

copri il fondo dei giorni.

Arcobaleno, da' un arco

ai cavalli veloci degli anni.

Vedete, il cielo s' annoia delle stelle!

Senza di lui intrecciamo i nostri canti.

Ehi, Orsa Maggiore, esigi

che ci assumano in cielo da vivi!

Bevi le gioie! Canta!

Nelle vene la primavera è diffusa.

Cuore, batti la battaglia!

Il nostro petto è rame di timballi.

quanto sono ancora attuali secondo voi queste parole del compagno majakovskij???

6 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Facendo incontrare ironia, sarcasmo, passione e sentimento ma anche durezza e asprezza nei suoi scritti Majakovskij rimarrà per sempre tra i più grandi.

    Ha tutto il mio rispetto perchè oltre all' indubbia bravura ha saputo esprimere il proprio pensiero anche a costo della vita, ha saputo dire "no" di fronte al regime aberrante di Stalin. Non crederai, spero, che si sia veramente ucciso?!

    E si, è maledettamente attuale, basta sorpassare quella sorta di velo con cui ha rivestito le sue opere.

    1) (...)

    Muscoli e nervi sono più sicuri di tutte le preghiere.

    Dovremmo impetrare le grazie del tempo?

    Ciascuno di noi

    tiene nelle sue cinque dita

    le ginghie motrici dei mondi

    (...)

    2) "Davanti a un tornio ti vorremmo vedere!

    Cosa sono i versi? Parole inutili!

    Certo che per lavorare fai il sordo".

    A noi, forse, il lavoro

    più d'ogni altra occupazione sta a cuore.

    Sono anch'io una fabbrica.

    E se mi mancano le ciminiere,

    forse, senza di esse,

    ci vuole ancor più coraggio.

    Lo so: voi non amate le frasi oziose.

    Quando tagliate del legno, è per farne dei ciocchi.

    E noi, non siamo forse degli ebanisti?

    Il legno delle teste dure noi intagliamo.

    Certo, la pesca è cosa rispettabile.

    Tirare le reti, e nelle reti storioni, forse!

    Ma il lavoro del poeta non è da meno:

    è pesca d'uomini, non di pesci.

    Fatica enorme è bruciare agli altiforni,

    temprare i metalli sibilanti.

    Ma chi oserà chiamarci pigri?

    Noi limiamo i cervelli

    con la nostra lingua affilata.

    Chi è superiore: il poeta o il tecnico

    che porta gli uomini a vantaggi pratici?

    Sono uguali. I cuori sono anche motori.

    L'anima è un'abile forza motrice.

    Siamo uguali. Compagni d'una massa operaia.

    Proletari di corpo e di spirito.

    Soltanto uniti abbelliremo l'universo,

    l'avvieremo a tempo di marcia.

    Contro la marea di parole innalziamo una diga.

    All'opera! Al lavoro nuovo e vivo!

    E gli oziosi oratori, al mulino! Ai mugnai!

    Che l'acqua dei loro discorsi

    faccia girare le macine.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    e come si intitola? La marcia funebre?

  • Anonimo
    1 decennio fa

    che insulse parole

  • 1 decennio fa

    e per joker Eja Eja

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  • meglio questa........ durante la marcia...

    come una volta....

    "Giovinezza"

    Salve o popolo di eroi,

    salve o Patria immortale,

    son rinati i figli tuoi

    con la fede e l'ideale.

    Il valor dei tuoi guerrieri

    la vision dei tuoi pionieri

    la vision dell'Alighieri

    oggi brilla in tutti i cuor.

    Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza

    nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.

    E per Benito Mussolini, eja eja alalà.

    E per la nostra Patria bella, eja eja alalà.

    Dell'Italia nei confini

    son rifatti gli Italiani,

    li ha rifatti Mussolini

    per la guerra di domani

    Per la gioia del lavoro

    per la pace e per l'alloro

    per la gogna di coloro

    che la Patria rinnegar.

    Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza

    nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.

    E per Benito Mussolini, eja eja alalà.

    E per la nostra Patria bella, eja eja alalà.

    I poeti e gli artigiani

    i signori e i contadini,

    con orgoglio di Italiani

    giuran fede a Mussolini.

    Non v'è povero quartiere

    che non mandi le sue schiere,

    che non spieghi le bandiere

    del fascismo redentor.

    Giovinezza, Giovinezza, primavera di bellezza

    nella vita e nell'asprezza, il tuo canto squilla e va.

    E per Benito Mussolini, eja eja alalà.

    E per la nostra Patria bella, eja eja alalà.

  • 1 decennio fa

    Ma tu sei un compagno?

    Te lo chiedo per sapere....

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