clapunk ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Tema,RiFlessione..10 Puntiiiiii!!!! Urge?

questa è la Traccia:

l'educazione è fondamento della società civile ma ne resta un valore anche se le manifestazioni di essa subiscono cambiamenti che sn però soltanto esteriori.Che Significa? rifletti su questo concetto dicendo le tue consirazioni e riflessioni.

Grz in anticipo a tt

10 punti sn diosperataaa :( :S

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    ciaooo... sxo riceverò 10 punti!!!

    Ambienti di vita e scuola

    L'educazione formale di cui la massima espressione è la scuola in quanto apparato educativo

    strutturato nella sue diverse componenti, come si pone rispetto all'educazione informale? Se

    l'educazione formale, e quindi tutto il sistema scolastico, nei contenuti, nei programmi, nei rapporti

    intersoggettivi, nelle procedure didattiche, non tiene presente le modalita di sviluppo

    dell'educazione informale, corre il rischio di procedere parallelamente a questa e di incidere molto

    poco nello sviluppo della personalità del ragazzo, è il caso di sottolineare che la dispersione e la

    mortalità scolastica derivano in buona parte da questa incapacità della scuola a collegarsi con i

    processi dell'educazione informale, cioè con i processi reali dell'apprendimento: il ragazzo lascia la

    scuola perchè non riesce a stabilire un ponte tra il suo processo di apprendimento individuale,

    sociale, culturale e le cose che la scuola gli vuole comunicare. Questo ragazzo automaticamente

    viene isolato, censurato ed espulso dal sistema scolastico. E qui che si innesta il problema del

    rapporto con il territorio, cioè di un'educazione scolastica che si lega all'educazione informale, la

    quale si costruisce sul processo di apprendimento così come si sviluppa nell'espressione individuale,

    sociale e culturale del ragazzo, la recepisce e la utilizza nella didattica.

    La risposta della scuola che si apre all'ambiente deve prendere in considerazione il processo di

    apprendimento del ragazzo così come si presenta nel suo legame con l'ambiente sociale e culturale

    e svilupparlo ulteriormente. Cosa devo fare dunque in pratica come docente? Tutti gli insegnamenti

    della pedagogia innovativa restano validi: la non direttività, la didattica come ricerca, il partire dal

    ragazzo secondo la migliore tradizione dell"attivismo, il non trascurare il mondo esterno del ragazzo

    come hanno sottolineato le scuole aperte. Ma occorre anche andare oltre, stabilendo un miglior

    rapporto tra competenze e contenuti disciplinari da una parte e processo reale dell'apprendimento

    dall'altra: in termini di programmazione didattica, gli obiettivi e le procedure disciplinari sono

    costruite a partire dalla situazione d'ingresso degli apprendimenti psicologici e socio-culturali del

    ragazzo. C'è tutta una metodologia di lavoro al riguardo, messa a punto nella letteratura sulla base

    delle verifiche sul campo a cui si può attingere a piene mani compresi i lavori del gruppo

    pedagogico napoletano riferiti alla ricerca partecipativa mo.ter. (modello territoriale di

    programmazione educativa).

    Il criterio metodologico di base può essere riassunto nel mondo seguente: gli obiettivi didattici

    disciplinari in termini di "competenze" che il ragazzo deve raggiungere - nell'acquisire, ad esempio,

    il ragionamento storico, il ragionamento matematico -, devono essere posti "in situazione",

    agganciandoli ai saperi di ingresso con cui i ragazzi entrano nel curricolo, saperi che sono espressi

    dalle diverse forme di apprendimento che il ragazzo ha maturato nella sua storia individuale,

    sociale e culturale. Il programma non è dunque il punto di partenza, ma il percorso su cui portare

    gli apprendimenti pregressi del ragazzo per arricchirli. Pertanto, una didattica, che si basa sul

    principio della ricerca e non su quello della pura e semplice trasmissione, si muove inizialmente

    sulle forme di apprendimento del ragazzo, accettando il suo mondo percettivo, emotivo, volitivo,

    intellettivo per quello che è e che il ragazzo porta con sé in classe dall'ambiente in cui il processo di

    apprendimento è nato e si è sviluppato. Utilizzando le indicazioni e le possibilità di tale processo,

    attraverso opportune procedure metodologiche e tecniche, che vengono riprese più avanti, il

    docente costituisce il curriculum disciplinare: le risposte delle diverse ma terie si inseriscono così

    sulle risposte d'apprendimento preesistenti. Si potrebbe pensare che in tal modo si rischia di

    compromettere gli obiettivi formativi di base della scuola, ma l'alternativa è questa: o si offrono ai

    ragazzi dei contenuti disciplinari, i migliori possibili, senza preoccuparsi di legarli al vissuto del loro

    apprendimento ed allora si ha l'illusione di avere realizzato il programma scolastico, ma di fatto i

    contenuti didattici restano esterni al mondo del ragazzo e quindi a lui estranei: anche se il ragazzo

    impara a ripetere la lezione, le conoscenze che egli ha in classe non diventano apprendimento, nel

    senso che non vengono metabolizzate, ma risultano una serie di contenuti che il ragazzo

    giustappone e che è pronto a dimenticare perchè la sua esperienza apprenditiva va in un'altra

    direzione. Se invece la programmazione didattica parte dalla situazione d'ingresso, cioè dagli

    apprendimenti individuali e socioculturali dei ragazzi ed accompagna il processo di apprendimento

    verso il superamento dei condizionamenti dell'ambiente, la scuol

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