Mildred ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 1 decennio fa

Siete in lotta contro il vostro nemico...?

Nemico infimo, sadico e tenace.

Nemico reale, o figurato.

Dopo ore di combattimento siete allo stremo delle forze, ma in parità.

Avete l'impressione di lottare contro voi stessi, sembra prevedere ogni vostro movimento e riesce immancabilmente a restituirvi ogni colpo.

Siete alla pari.

Ma ora avete la possibiltà di scegliere.

Prendere una parte di voi e potenziarla, trasformare un pezzo della vostra mente, migliorarla o peggiorarla, renderla vostro scudo e vostra arma.

Quale paricolarità caratteriale siete convinti che possa donarvi l'agognata vittoria?

Quale limite in meno, o quale caratteristica in più, attribuite ad un trionfo?

Aggiornamento:

FDD & his dreams il tutto è condivisibile ma in realtà non risponde alla mia domanda

Aggiornamento 2:

Ahah ma si dai fate come volete, ignorate pure la mia domanda e scrivete quel che vi passa per la testa:)

9 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il mio nemico reale è il Tempo. Sento continuamente il suo pesante fiato sul collo che mi butta giù, poi mi rialzo impacciata e dopo pochi istanti son di nuovo giù. Questa lotta è una condanna all'ergastolo, un teatrino di marionette dentro una cella vuota, manovrate da mani inesperte e la cui unica protagonista sono io. Contro di lui la miglior ambizione a cui posso aspirare è il raggiungimento di un obiettivo, uno qualsiasi, sarebbe una grande vittoria...ma ho le stesse movenze di un'astronauta che si è perso sullo spazio. Non mi dà tregua, non ho possibilità di scelte e appena posso gli strappo qualche attimo di vita vera che tengo stretto dentro i pugni con la spavalda illusione di poterlo sbeffeggiare, ma poi mi tiro indietro ho troppa paura di non riuscire più nel mio furto.Non ho armi, appena ne invento una mi disarma così ho imparato a costruirmi un solo grande scudo: la tenacia. Una parte apparentemente stabile che in realtà rivela una profonda incoscienza ed è questa che mi permette di camminargli sopra, ogni tanto, con l'incertezza che si muove tra i passi, come una trapezista su una corda infinita.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    io sono in lotta alle volte (diciamo spesso per essere onesti) con me stesso. di fronte al nemico mi pongo sempre un gradino più in basso. così riesco a combattere meglio ed in maniera più efficiente. non vengo mai a patti con il nemico perchè cerco sempre di trarre il meglio dai difetti che voglio combattere....se venissi a patti tradirei me stesso e lo scopo della mia lotta. quindi ti capisco. credo che anche in una lotta contro un nemico si è anche in lotta con se stessi in quanto bisogna usare il raziocinio e l'uso delle proprie capacità. è naturale che bisogna saper che cosa fare ed aver dubbio delle proprie azioni. nel gioco si sarà anche probabilmente colpiti e questo un pò causa problemi di ordine psicologico e quantomeno anche problemi di disistima personale. è naturale che a questi colpi di ordine spirituale è difficile reagire e non si sa che cosa fare. credo che si arrivi al punto di un bivio: o chiudersi in se stessi o rafforzare il carattere (pensandoci bene: la prima non esclude di principio la seconda). è naturale che anche ogni nostra arma utilizzata non è perfetta e presenta dei punti di attacco se usata male. se il colpo è giocato magistralmente ne guadagno in termini di esperienza, di stima personale e forse in un certo modo ne perdo dopo se continuassi a ragionare che sono il migliore. dopo aver vinto si presenterà sempre un nuovo avversario che sarà sicuramente in certe cose migliore di me ed in altre peggiore. è una nuova lotta e si ricomincia da capo....si studia la strategia, si pianifica e se il piano nn è buono o non perfetto (e difficilmente lo sarà....man mano che si va avanti con la vita si guadagna in esperienza e saggezza) si cambia in corso della battaglia. se per caso dovessi essere allo stremo delle mie forze, potrei fare come il grande condottiere mongolo gengis khan: andarmene via e far credere al mio nemico che abbia vinto la partita. e dopo ritornare sul campo di battaglia. sarei certamente meno stressato e sarei capace di accerchiarlo senza tante difficoltà. non esistono strade giuste o sbagliate. si va avanti. si sbaglia. si vince. si impara. si disimpara. basta entrare in routine di azioni virtuose e quantomeno contrassegnate da una certa qualità intrinseca. last but not least: good luck!

  • 1 decennio fa

    L'unica speranza di vittoria consiste nel venire a patti. Potenziare una parte di me e renderla un'arma invincibile comporterà una mossa analoga da parte del mio nemico, un odio ancora più implacabile fino all'annientamento di entrambi. Poi so bene che, per quanto mi sforzi di buttarlo fuori, il mio peggior nemico abita sempre in me stesso, è in me quell'essere infimo, sadico e tenace e che armarmi contro di lui non provocherà altro che un'anima sconvolta e desolata da cadaveri smembrati e fumanti rovine.

  • 1 decennio fa

    il Nemico vero sta dentro di me,

    perchè sono io

    (credo)

    la Consapevolezza è l'arma e una volta che mi sarò riconosciuta anche nei sogni saprò passeggiare senza maschere...

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  • 1 decennio fa

    Nasce in un villaggio della taiga mongola,non lontano da Ulaangom nella provincia di Uvs nel 1908 da padre Russo - Timofej Alexandrovic Onoprjenko pastore e allevatore di renne - e madre mongola - Sogee Khudulmur.

    Michail Timofeevic Onoprjenko è noto a tutti,oramai,come "Verme della Morte Mongolo" (Russia:Монгольский червь смерти,Ucraina: Монгольська черв'як смерті,Cina: 蒙古死亡蠕虫,Germania: Mongolisch Tod Wurm,UK:

    Mongolian death worm) che per comodità chiameremo VMM...egli è il mio nemico.

    A 15 anni si trasferisce con i genitori a Rostov sul Don e lì vive. Si laurea in Fisica e Matematica all'università di Rostov nel 1933,ragazzo con la testa sulle spalle ( per quanto testa e spalle non si distinguano gran che in un verme) si distingue per il colore rosso vivo della pelle e si iscrive molto presto al Komsomol (Kommunisticeskij Sojuz Molodezei ovvero l'Unione comunista della gioventù),è un fervente comunista e nel 1940 parte per il fronte,combatte contro i nazisti, ottiene il grado di tenente dell'armata rossa e viene decorato per aver sterminato un intero battaglione della Wermacht inducendolo al suicidio con le sue noiosissime e fantasiose storielle di avventure erotiche con le bellissime donne del Kazachstan (dove non era mai stato in vita sua) e le trite e ritrite barzellette apprese per corrispondenza da un lontano amico di penna della Jakutia; ma commette un grave errore: critica aspramente Stalin (Ioseb Besarionis Dze Jughashvili,in georgiano: იოსებ ბესარიონის ძე ჯუღაშვილი,in russo: Иосиф Виссарионович Джугашвили)e lo schernisce pesantemente in alcune lettere private intercettate dalla polizia segreta.Così il "Grande Cazzàro dell'Armata rossa" com'era noto ormai tanto nella medesima che nelle fila della Wermacht viene condannato a scontare 25 anni di Lager nei pressi di Norilsk in Siberia.

    Picchiato a sangue dai guardiani,crivellato dai proiettili,sfiancato dalle 14 ore di lavoro in miniera quotidiane a 40° sotto zero e nutrito solo con 400 grammi di pane malcotto e mezzo litro di sbobba di buccia di patate al giorno riesce a sopravvivere ( egli è il Verme della Morte,non muore,puoi massacrarlo e sopravvive,puoi farlo a pezzi e si rigenererà,puoi bruciarlo ma basta una cellula sana a riformarne l'organismo intero,soffre e patisce il dolore della tortura ma non muore e soprattutto: non tace mai,logorroico,invadente,mendace e supponente,vanaglorioso e vaniloquente,si crede ironico e spiritoso,si crede colto ed intelligente,non sa cos'è il silenzio,non conosce la discrezione,è privo di tatto come una trave di cemento,ha sempre qualcosa da dire su tutto e tutti e sempre a sproposito) e dopo soli 10 anni viene trasferito in una Sharashka ( lager speciali in cui gli scienziati venivano obbligati a mettere al servizio dello Stato le proprie conoscenze) a causa della sua laurea in fisica e lavora ad invenzioni prive di qualsiasi utilità o possibilità di realizzazione quali ad esempio: il simulatore di starnuti per trarre in inganno le sentinelle nemiche, l'ombrello a pedali capovolto (nel caso in cui un giorno dovesse cominciare a piovere dal basso verso l'alto) il Tamagotchi (progetto poi rubato da un ingegnere Giapponese) l'unguento quantistico per l'invisibilità e tante altre.

    Riesce ad evadere nel 1953,annoiando a morte le sentinelle sulle torrette e riesce a nascondersi in un Kolchoz,ma gli altri Kolchoziani non riuscendo a sopportarlo lo denunciano,ma Chruščёv (Никита Сергеевич Хрущёв) successore del defunto Stalin,non potendone piu' delle sue lunghissime missive che riceve non si sa come,lo grazia e lo espelle a vita dall'U.R.S.S.

    Il VMM risiede attualmente a Battipaglia (Salerno) e vive scrivendo i testi delle canzoni di Gigi D'Alessio,ma riesce al contempo ad essere ovunque,nei mezzi pubblici,nei bar,negli stadi,ai congressi,non c'è luogo in cui non riesca ad arrivare...egli è il mio nemico e non solo il mio,non riusciremo mai a liberarci di lui,possiamo solo farlo soffrire in tutti i modi possibili ma servirà solo a fiaccare noi stessi,attualmente un collettivo di scienziati finanziato da 47 nazioni sta studiando un sistema per eliminarlo.

    Curiosità:

    Ha querelato Hernest Hemingway accusandolo di plagio,sostiene di aver scritto lui "Il Vecchio e il mare" e "Verdi colline d'Africa".

    Ha querelato Meliconi,lo accusa di avergli rubato l'idea del salvatelecomando.

    Ha cantato per due mesi nella band dei Metallica,ma è stato mandato via perchè i Metallica avevano bisogno di un chitarrista e lui,privo di braccia in quanto verme,non era in grado,ma si tratta di una scusa,poco tempo fa James Hetfield ha commentato: "Mustayne era quello che era,ma in confronto al VMM era la manna dal cielo".Ha fatto causa anche ai Metallica,attribuendosi la scrittura dell'intero album "And Justice for all".

    Fonte/i: Michail Timofeevic Onoprienko,il Verme della Morte mongolo - 1253 pagine - 48 euro - Chalazion editore. Ci ha fatto causa sostenendo che nel libro viene calunniato e diffamato dall'inizio alla fine.
  • 1 decennio fa

    lo sdoppiamento di personalità

    lo (mi) frego sicuro:-)

    per trionfare, oltre alle capacità per arrivarci, occorre una qualità che a volte anche a coloro che avrebbero la vittoria li a un centimetro manca, la forza di volontà e la fiducia nei propri mezzi

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Mi ha colpito in pieno volto, perdo sangue dal naso e mi rialzo lentamente, fisicamente sono esattamente il suo doppio e solo con uno schiaffo potrei fargli molto male, non sono un vile e coraggio ne ho da vendere ma non reagisco lo guardo fisso negli occhi e vado via lasciando che rida di me, ho vinto !!!

    Un istintivo è sempre dominato da una mente razionale e lucida, controllare le proprie naturali reazioni e al contempo studiare le opportune contromosse determina sempre una schiacciante e soddisfacente vittoria ... il controllo è l'arma vincente !!!

  • Erika
    Lv 4
    4 anni fa

    Come commendatore storico non te la cavi molto bene, trovami un rigo dove è citata Israele che tu infili come cavolo a merenda in un discorso sull'Africa che il Duce voleva ricolonizzare mentre rifiutava la colonizzazione dell'Europa da parte della Britannia. Un pò di coerenza manca in questo discorso ma mi sa che il Mussolini del '40 3 ormai era stanco e rassegnato a meno che il discorso non glielo aveva scritto qualche ambasciatore tedesco. la CDL esiste ed è l'unico polo di aggregazione anti sinistra attuale piaccia o non piaccia a certi nostalgici ridotti a prefissi telefonici. Lo stesso Rauti lo ha ammesso. Anche se si uniscono tutti i partitrelli ex-nostalgici del MSI non si arriva advert un risicato 2 %, ma mi rifiuto di votare e ascoltare gente che continua a menare il can in line with l'aia contro Israele o più in generale contro gli ebrei come se siano il male assoluto di tutte le cose che non vanno sulla terra. Hitler è morto 60 anni fa e ancora devo sentire sti discorsi stupidi contro gli ebrei.

  • 1 decennio fa

    bella domanda (è un complimento)

    e

    bella domanda! (nel senso che non è facile risponderti)

    il mio nemico è dentro di me, anzi è l'altra me

    è un nemico infimo sadico e tenace, è un nemico reale perchè con lui devo fare i conti tutti i giorni o per una buona parte del mese...

    quando affronto una lotta con l'altra me, per quanto la ragione sia dalla mia, l'istinto, dalla sua, ha sempre il sopravvento

    la particolarità che può darmi la tanto agognata vittoria è la capacità di ironizzare, saper sdrammatizzare e scherzare;

    il limite in meno sarebbe una drastica riduzione della durata dell'arrabbiattura e del nervosismo che mi fanno dimenticare la vantaggiosa peculiarità sopra citata;

    la caratteristica in più sarebbe costantemente ricordare di avere come cavallo di battaglia la stessa caratteristica vincente e magari anche l'uso di questa consapevolezza, in campo, gioverebbe ;)

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