L'attuale crisi finanziaria che effetto avrà sulla gente comune?

Quali saranno gli effetti tangibili dell'attuale crisi finanziaria sulla gente comune? Cosa cambierà, per intenderci, alla signora Maria che va a fare la spesa, o all'impiegato Mario Rossi? che effetti tangibili riscontreranno, che non siano noti solo agli "addetti ai lavori"? Grazie a tutti!

18 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    finalmentre due giorni fa ho ascoltato una frase in un tg che diceva più o meno qualcosa che si avvicini alla realtà.

    non tutta.

    ma solo un pò.

    15 milioni di nuovi poveri. ma solo dopo questa crisi non prima...il che ancora mi dimostra che siamo lontani dalla realtà. (già ce ne sono adesso di milioni di nuovi poveri ormai vecchi poveri)

    poveri che lavorano e pagano pagano e lavorano e mangiano ***** per risparmiare. ma tant'è devi campare i figli...

    ora con questa crisi nei suoi effetti e cioè secondo loro fra un paio di anni mostrerà risultati catastrofici proprio per le famiglie. non per le imprese salvate con tutti quei miliardi. (per meglio dire rifinanziate visto che i soldi vanno via ma tornano solo per gli imprenditori del malaffare)

    ebbene 15 milioni di persone a rischio povertà.

    gente che percepisce 500 euro/mese e campa di speranza ed aria pura...

    le imprese e le banche devono mettersi daccordo solo in una cosa.

    non rompere più cogliòni alla gente.

    perchè hanno già dato.

    hanno dato tutto.

    ora se loro vanno in crisi non capisco che c'entri il lavoratore che pure gli ha fornito il suo apporto già dietro un compenso sproporzionato in negativo.

    che costi hanno le banche sul tuo conto corrente?

    che fanno al tuo conto?

    lo lucidano tutte le mattine?

    lo abbelliscono coi merletti? che fanno per dover essere pagati profumatamente?

    le banche sono SOLO deposito dei nostri risparmi.

    finchè se ne fa un uso diverso per profitto noi pagheremo sempre il prezzo. anche le imprese. ma a rimetterci sarà sempre il cittadino comune.

    lo sfruttamento della forza lavoro significa pagarlo di meno in virtù del prodotto lavoro.

    e questa è solo la prima speculazione che l'impresa applica sulle sue spalle.

    la seconda è che facendolo lavorare quindi di più di quel che percepisce sotto forma di salario c'è un plus di prodotto. monetizzalo e vedrai quanto altro si aggiunge alla prima speculazione.

    non bastasse evade il fisco chiede finanziamenti allo stato e alle banche...insomma che c'entra il cittadino comune in tutto questo? o il lavoratore? eppure qualcuno deve pagare se in borsa i soldi si "volatilizzano" perchè si moltiplicano solo per magia e non per lavoro reale.

    per non parlare di chi si approfitta con liquidazioni da capogiro.

    i manager a capo di un sistema come alitalia se ne escono in buona sorte con 2.5 mld di euro...tanto per gradire il "contentino"...miliardi ho detto non milioni. ma di esempi così te ne potrei fare 100mila!

    e io pago...diceva totò...

    gli unici effetti di questa crisi economico-finanziaria che apparentemente non ha nulla a che vedere col cittadino comune o l'impiegato li pagherà proprio il cittadino comune e l'impiegato. inutile girarci troppo intorno a menar torrone!

  • 1 decennio fa

    La crisi può spostarsi sul piano reale. Le banche potrebbero essere costrette a chiedere il rientro degli scoperti delle imprese. Qualcuna ce la farà a rimborsare i prestiti, qualcun'altra non, qualcuna scaricherà, se potrà, momentaneamente, sui fornitori e sui clienti chiedendo dilazioni dei pagamenti. Fatto sta che la chiusura di molte imprese determinerebbe una riduzione dell'offerta dei prodotti ed un aumento dei prezzi, ma anche un calo dell'occupazione, con la conseguente riduzione dei consumi e della produzione, cosa che potrebbe determinare una riduzione dei prezzi. E' ipotizzabile che almeno inizialmente la crisi colpirà le imprese e successivamente i consumatori comuni, colpiti dalla diminuzione del loro reddito spendibile in beni di consumo. La signora Maria rischia di non avere più i soldi per andare a fare la spesa e il signor Rossi rischia di trovare la propria azienda chiusa.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Chiuderanno diverse aziende che non potranno accedere al credito e ci saranno diversi disoccupati in più.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    le crisi finanziarie hanno sempre riflessi negativi sulla popolazione, è vero che i costi dei generi alimentari e di consumo diminuiscono, ma diminuisce anche l'occupazione e il reddito disponibile.altrimenti non la chiamerebbero crisi.

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  • 1 decennio fa

    gli economisti che oggi sputano sentenze sono gli stessi che a suo tempo rassicuravano sull'esito dell'intera vicenda subprime.

    Aspetterei per vedere gli effetti della crisi. Inutile fare paragoni con il 29, siamo nel mercato globale e forse la Cina ci darà una bella mano per uscirne fuori.

    Potremmo anche rivedere, sulla vita della gente comune, una crisi come quella del 1992. Tutto sommato, si sopravvive anche se forse qualche ragazzino non potrà piu avere 30 euro a settimana dal padre per il cellulare.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Temo grandi risparmi e grande fatica ad andare avanti

    ciao

  • 1 decennio fa

    In primis, il nostro problema è l'economia reale già in recessione da tempo, ma guai se i media vengono a dircelo.

    La crisi finanziaria getta sale sulla ferita, peggiorandola: chiuderanno imprese, molta gente perderà lavoro, caleranno i consumi (ulteriormente), ma aumenterà l'inflazione a causa del continuo pompare denaro per salvare le banche e le imprese più grosse.

    L'aumento dell'inflazione causerà un aumento dei prezzi, ma i salari non saranno allineati (come se ora lo fossero), quindi per mangiare spenderemo di più di adesso.

    In ultima analisi: lacrime e sangue dovute da povertà, delinquenza, malattie che si diffonderanno a causa della povertà.

    L'ignoranza derivata favorirà lo sviluppo di ideologie fanatiche e rischiamo di sfociare in un'"allegra" dittatura.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    L'effetto si sta facendo già sentire. Il problema è che la Sig.ra Maria non è scema come pensa il governo. Non basta più dire "l'Italia non subirà conseguenze", perchè basta guardare fuori dalla propria porta per sentire la crisi.

    E così la Sig.ra Maria non comprerà troppo, il Sig. Rossi non porterà fuori la famiglia a mangiare e il Dr. Brambilla non regalerà a sua figlia l'ultima Winx.

    Insomma.... l'economia non gira più...

  • Roger
    Lv 4
    1 decennio fa

    Voglio rispondere a questa domanda...tu parli di gente comune,di Maria,del sig, Rossi...secondo me,bisognerebbe guardare questa crisi in modo diverso,non per quello che stiamo soffrendo,ma per tutto quello che abbiamo passato e continueremo a passare.Sono ormai troppi anni che la sofferenza,per i comuni mortali, è lo specchio di una situazione critica irrisolvibile...penso che le ragioni vadano cercate in noi stessi,l'uomo è sempre più avido,arrivista,menefreghista e soprattutto un ipocrita,non ci si accontenta più di vivere la vita,si vuole di più,si cerca quello che gli altri non hanno,si calpestano i veri valori che ci fanno convivere,cosa mai saremmo se non ci fossero? Tutti vogliono comparire più belli e più ricchi,macchine lussuose,ville,case in montagna,barche...come sarebbe bello realizzare quei sogni,ma come diceva Totò,la morte è una "livella",c'è bisogno di più comprensione,di realismo,guardare alla vita come un dono da condividere.

    Cosa centra questo che stò dicendo,con la crisi finanziaria? C'entra,eccome,se l'economia del mondo fosse gestita in modo corretto,senza troppe speculazioni,dagli "addetti ai lavori",se la ripartizioni dei beni e delle risorse che ci offre il nostro bel "PAESE",fossero gestite in modo corretto,non ci sarebbero crisi.

    E' un utopia,lo sò,ma lasciami almeno sognare.

    Ciao Roger

  • 1 decennio fa

    io non ci capisco una mazza.

    Chiedi al Capo del Governo, che forse, visto che sa tutto, ed è capace di risolvere tutto, ti può dare delle spiegazioni plausibili.

    (@giacomo)

    mi auguro che la tua sia solo ironia !

  • 4 anni fa

    Sto leggendo un libricino sull' economia medievale, Lettere di credito, banche, futures sui carichi delle navi, riassicurazioni sui viaggi, Investitori istituzionali. sistema bancario internazionale. Un capitalismo talmente rampante da far sembrare pivelli gli squali di wall street. In un atto notarile genovese del XV secolo perfino le corna del marito venivano assicurate presso il banco di san Giorgio. Se la promessa sposa fosse arrivata non troppo vergine al matrimonio questo non avrebbe annullato gli impegni presi ma avrebbe comportato il pagamento di un assicurazione versata annualmente dal padre della fanciulla al suddetto banco. Per molti versi la situazione di oggi non e' diversa, solo che le banche attuali hanno accettato di garantire la verginità di Cicciolina pretendendo come garanzia il tesoro di capitan Findus. Cose per cui un notaio genovese del XV secolo ti avrebbe fatto appendere al pennone di una galea Dopo il disastro tutti stanno ripescando i concetti di etica del capitalismo keynesiani, tutti parlano di fiducia Nel XIII secolo l'etica era quella cattolica,pur con tutti i suoi limiti esisteva, era condivisa e soprattutto era presa estremamente sul serio. Credo che sia corretto parlare di fine del capitalismo e credo che dalle sue ceneri sorgera' di nuovo un capitalismo di forma diversa se effettivamente si riuscira' a definire un etica comune nuova . Tremonti parla di tornare a Patria Famiglia Chiesa, di fatto a quello che era il capitalismo medievale io sinceramente non vedo ad oggi grandi alternative anche se non condivido molto la sua posizione

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