AuroraSogna ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

saggio breve sos la traccia della scorsa maturità?

per favore aiutatemi per domani ho 2 interrogazioni e tra 50 minuti devo anche andare a lezione di musica.....Allora devo svolgere il saggio sul "La percezione dello staniero nella letteratura e nell'arte"

Spero che qualcuno mi possa aiutare.............grazie

Aggiornamento:

li conosco bene i documenti,a me serve lo svolgimento!

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    ARGOMENTO: La percezione dello straniero nella letteratura e nell’arte.

    DOCUMENTI

    “Non lederai il diritto dello straniero o dell’orfano e non prenderai in pegno la veste dalla vedova; ma ti ricorderai che sei

    stato schiavo in Egitto e che di là ti ha redento l’Eterno, il tuo Dio; perciò ti comandò di fare questo. Quando fai la

    mietitura nel tuo campo e dimentichi nel campo un covone, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per lo straniero, per

    l’orfano e per la vedova, affinché l’Eterno, il tuo Dio, ti benedica in tutta l’opera delle tue mani. Quando bacchierai i tuoi

    ulivi, non tornerai a ripassare sui rami; le olive rimaste saranno per lo straniero, per l’orfano e per la vedova. Quando

    vendemmierai la tua vigna, non ripasserai una seconda volta; i grappoli rimasti saranno per lo straniero, per l’orfano e

    per la vedova. E ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese d’Egitto; perciò ti comando di fare questo.”

    DEUTERONOMIO, 24, 17-22

    “Così Odisseo stava per venire in mezzo a fanciulle dalle belle chiome, pur nudo com’era: la dura necessità lo spingeva.

    Terribile apparve loro, era tutto imbrattato di salsedine. E fuggirono via, chi qua chi là, sulle spiagge dove più

    sporgevano dentro il mare. Sola restava la figlia di Alcinoo: Atena le mise in cuore ardimento e tolse dalle membra la

    paura. Rimase ferma di fronte a lui, si tratteneva. Ed egli fu incerto, Odisseo, se supplicare la bella fanciulla e

    abbracciarle le ginocchia, oppure così di lontano pregarla, con dolci parole, che gl’indicasse la città e gli desse vesti.

    Questa gli parve, a pensarci, la cosa migliore, pregarla con dolci parole di lontano. Temeva che a toccarle i ginocchi si

    sdegnasse, la fanciulla. Subito le rivolse la parola:…E a lui rispondeva Nausicaa dalle bianche braccia: «Straniero, non

    sembri uomo stolto o malvagio, ma Zeus Olimpio, che divide la fortuna tra gli uomini, buoni e cattivi, a ciascuno come

    lui vuole, a te diede questa sorte, e tu la devi ad ogni modo sopportare.»…Così disse, e diede ordini alle ancelle dalle

    belle chiome: «Fermatevi, ancelle, per favore. Dove fuggite al veder un uomo? Pensate forse che sia un nemico? Non c’è

    tra i mortali viventi, né mai ci sarà, un uomo che venga alla terra dei Feaci a portar la guerra: perché noi siamo molto cari

    agli dei. Abitiamo in disparte, tra le onde del mare, al confine del mondo: e nessun altro dei mortali viene a contatto con

    Pag. 3/9 Sessione ordinaria 2008

    Prima prova scritta

    noi. Ma questi è un infelice, giunge qui ramingo. Bisogna prendersi cura di lui, ora: ché vengono tutti da Zeus, forestieri

    e mendichi, e un dono anche piccolo è caro. Su, ancelle, date all’ospite da mangiare e da bere, e lavatelo prima nel fiume,

    dove c’è un riparo dal vento.»

    OMERO, Odissea, VI, vv. 135-148 e vv. 186-209

    “Afflitto della nuova, e arrabbiato della maniera, Renzo afferrò ancora il martello, e, così appoggiato alla porta, andava

    stringendolo e storcendolo, l’alzava per picchiar di nuovo alla disperata, poi lo teneva sospeso. In quest’agitazione, si

    voltò per vedere se mai ci fosse d’intorno qualche vicino, da cui potesse forse aver qualche informazione più precisa,

    qualche indizio, qualche lume. Ma la prima, l’unica persona che vide, fu un’altra donna, distante forse un venti passi; la

    quale, con un viso ch’esprimeva terrore, odio, impazienza e malizia, con cert’occhi stravolti che volevano insieme

    guardar lui, e guardar lontano, spalancando la bocca come in atto di gridare a più non posso, ma rattenendo anche il

    respiro, alzando due braccia scarne, allungando e ritirando due mani grinzose e piegate a guisa d’artigli, come se cercasse

    d’acchiappar qualcosa, si vedeva che voleva chiamar gente, in modo che qualcheduno non se n’accorgesse. Quando

    s’incontrarono a guardarsi, colei, fattasi ancor più brutta, si riscosse come persona sorpresa…lasciò scappare il grido che

    aveva rattenuto fin allora: «l’untore, dagli! dagli! dagli all’untore!» Allo strillar della vecchia, accorreva gente di qua e di

    là;…abbastanza per poter fare d’un uomo solo quel che volessero.”

    A. MANZONI, I Promessi Sposi, XXXIV, 1842

    Lo straniero

    “A chi vuoi più bene, enigmatico uomo, di? A tuo

    padre, a tua madre, a tua sorella o a tuo fratello?”

    “Non ho né padre, né madre, né sorella, né

    fratello.”

    “Ai tuoi amici?”

    “Adoperate una parola di cui fino a oggi ho

    ignorato il senso.”

    “Alla tua patria?”

    “Non so sotto quale latitudine si trovi.”

    “Alla bellezza?”

    “L’amerei volentieri, ma dea e immortale.”

    “All’oro?”

    “Lo odio come voi odiate Dio.”

    “Ma allora che cosa ami, straordinario uomo?”

    “Amo le nuvole…le nuvole che vanno…laggiù,

    laggiù…le meravigliose nuvole!”

    C. BAUDELAIRE, Poemetti in prosa, 1869

    “L’infermo teneva gli occhi chiusi: pareva un Cristo di cera, deposto dalla croce. Dormiva o era morto? Si fecero un po’

    più avanti; ma al lieve rumore, l’infermo schiuse gli occhi, quei grandi occhi celesti, attoniti. Le due donne si strinsero

    vieppiù tra loro; poi, vedendogl

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