Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

TEMA: Confronto tra idea di conoscenza Socratica medievale e rinascimentale?

Mi servirebbe entro stasera..grazie!

2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Umanesimo e rinascimento

    Questo periodo storico e filosofico che inizia nel '400 per proseguire nel '500, si apre con il tramontare definitivo delle istituzioni universalistiche del Papato e dell'Impero. Sul piano sociale ed economico, vi è il fenomeno della civiltà urbana e l'affermazione di un economia aperta in contrapposizione con quella chiusa del Medioevo. Tale economia è incarnata da una borghesia attiva e industriosa, impegnata nei traffici e tesa al guadagno. Culturalmente, la Chiesa perde il predominio nell'organizzazione e nella direzione, che passa ai laici, ovvero alla stessa borghesia sopra citata.

    Il Rinascimento viene inteso come ritorno al principio, ovvero un ritorno ai classici. L'uomo nel Rinascimento: il nucleo dell'antropologia rinascimentale risiede nell'affermazione "homo faber ipsius fortunae", seconda la quale la prerogativa specifica dell'uomo risiede nel forgiare se medesimo e il proprio destino nel mondo. Ma tutto sommato, i rinascimentali, pur concependo l'uomo come il forgiatore di sé stesso tramite la virtù, appaiono tutti consapevoli del fatto che gli individui sono condizionati da una serie di forze reali, casuali e soprannaturali, che se non annullano la libertà, quantomeno la circoscrivono. L'uomo e Dio, questa è la posizione filosofica dei rinascimentali nei confronti della religione, che quindi si differenziano da un umanesimo ateo (il mondo senza Dio) e dalla religiosità ascetica medievale (Dio senza il mondo). Per cui, ecco come l'uomo viene inteso microcosmo, copula dell'universo e per questo sintesi vivente del Tutto e centro del mondo, cioè la creatura in cui si concentrano le varie caratteristiche degli enti del mondo. Per i rinascimentali, l'uomo non è un ospite di passaggio, ma un essere profondamente radicato sulla terra, destinato in primo luogo a giocarsi la propria sorte nel mondo. Da ciò l'elogio di ciò che è utile e della vita attiva nei confronti di quella speculativa. Il naturalismo rinascimentale: - l'uomo non è un ospite provvisorio della natura, ma un essere naturale lui stesso; - la natura non è un ombra sbiadita di un mondo ideale, ma una realtà piena, costituita da un insieme di forze vitali, di cui l'uomo è partecipe; - l'uomo, come essere naturale, ha sia l'interesse, sia la capacità di studiare la natura. Divario tra Medioevo e Rinascimento: tratto saliente della civiltà medievale era stato l'universalismo, poiché in esso unitaria era la lingua, unitario l'Impero, unitaria la Chiesa e la visione del mondo. Di conseguenza aveva realizzato lo scibile intorno alla teologia, concependo le varie discipline come ancillae theolagiae (= ancelle della teologia) e realizzando un'enciclopedia del sapere di tipo piramidale, con la teologia in cima.

    Il Rinascimento, invece, rifiuta tale enciclopedia. Si ha infatti una laicizzazione del sapere, in virtù della quale le varie attività e discipline umane cominciano a rivendicare ognuna la propria libertà operativa. Questo processo di laicizzazione ed autonomizzazione del sapere affonda le sue radici nella mentalità di intellettuali che non essendo ecclesiastici sono maggiormente portati a riconoscere le varie autonomie.

    Un altro dibattito si sviluppa nell'affrontare le relazioni che sussistono tra questi periodi. Da una parte vi è la teoria della frattura, sostenuta da Burckhardt: secondo lui vi è una serie di opposizioni nette tra religiosità-irreligiosità, spiritualismo-sensitismo, astrattezza-realismo, dogmatismo-scetticismo che giustificano la tesi di un Medioevo trascendentista, teocentrico e universalista, al contrario di un Rinascimento immanentista, antropocentrico ed individualista. Dall'altra parte vi è la teoria della continuità, sostenuta da Burdach. Alla fine si è finito per sostenere una specie di via di mezzo tra le due tesi con la cosiddetta originalità della continuità.

    Rinascimento e Platonismo: in questo periodo si ha una vera e propria riscoperta di Platone, che prende corpo nel cosiddetto platonismo rinascimentale. I motivi per cui si amò tale autore furono molteplici; probabilmente perché lo si considerò come il filosofo più vicino allo spirito religioso del Cristianesimo e come il più consono ad esprimere il rapporto tra Dio e il mondo.

    Uno dei massimi esponenti di tale movimento fu… Niccolò Cusano: il punto di partenza della sua filosofia è una precisa determinazione della conoscenza. La possibilità della conoscenza risiede nella proporzione tra l'ignoto e il noto. Si può giudicare ciò che non si conosce solo in relazione con ciò che si conosce; ma questo è possibile solo se ciò che non si conosce possiede una certa proporzionalità con ciò che si conosce. Da qui, Cusano giunge ad enunciare la teoria della dotta ignoranza, basata sul principio socratico del sapere di non sapere. ...

  • 1 decennio fa

    prendi in mano il libro di storia. o sdei veramente cósí pigro

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