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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

notizie sulla moda degli anni '20 grazieeeeeeeeeeeeeee?

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il secondo decennio del XX secolo è caratterizzato da una grande semplicità nell’abbigliamento femminile: scompaiono le imbottiture e i posticci a favore di una linea più sobria, meno ricca di fronzoli e drappeggi vari. Anche se gli abiti da sera continuano ad essere confezionati in tessuti pregiati come il pizzo, si va affermando il gusto per stoffe dai colori forti.

    L’esibizione del collo diviene sempre più importante. All’alto colletto di pizzo che arriva fin sotto il mento e che era stato d’obbligo fino a poco tempo prima si preferisce ora un collo più basso, chiamato gretchen, perché simile alla scollatura della blusa della contadina tedesca. Questa tendenza si accompagna alla moda di portare una collana di perle per coprire la pelle, ora esposta agli sguardi di tutti. Per evitare che la pelle lasciata in mostra riveli di essere stata esposta all’aria e alla luce, gli esperti di bellezza consigliano impacchi di succo di limone per garantirne il candore.

    I boa di piume, così comuni da non essere più eleganti, vengono sostituiti da lunghe stole di stoffa o pelliccia, ermellino o lontra.

    Abiti dalla linea dritta ed essenziale. Le gonne sono più corte: arrivano poco sotto il ginocchio, svasate sul fondo. (Archivio IGDA)

    Con lo scoppio della guerra le donne vengono coinvolte come infermiere o guidatrici di ambulanze. Per recarsi sul campo di battaglia, devono ovviamente indossare abiti adatti, tra cui una rédingote scura simile al cappotto di un ufficiale. Durante gli anni della guerra la moda subisce un repentino cambiamento e i soldati che tornano in licenza trovano le loro mogli non più fasciate da gonne lunghe e diritte, ma avvolte in gonne la cui lunghezza raramente sfiora la punta degli stivaletti. Come conseguenza della minore lunghezza delle gonne, si verifica un aumento nella richiesta di calze di seta, ancora articolo di lusso, per lo più di colore nero, anche se con baguettes ricamate sul collo del piede, invece dei soliti inserti di pizzo e disegni stravaganti.

    Solo per l’equitazione la gonna inizia a scomparire sostituita dai pantaloni da cavallerizza, leggermente larghi sulle cosce e chiusi al ginocchio. Lentamente vengono aboliti busti, corpetti rigidi e sottogonne, giudicati inadatti per una vita più attiva.

    Dopo la guerra, le donne tendono ad indossare abiti dai tessuti morbidi e dalle linee fluide, assumendo un aspetto quasi infantile. (Archivio IGDA)

    Le occasioni per indossare gli abiti attillati diminuiscono notevolmente.

    Gli abiti da sera sono confezionati in tulle o chiffon, con maniche leggermente a sbuffo, spalline strette e scollature generose, quadrate oppure ovali.

    Gli abiti da giorno vengono invece realizzati con tessuti leggeri, tipo crepe o chiffon e arricchiti da pannelli svolazzanti. Le maniche diventano lunghe e ampie, i corpini sblusati sulla vita bassa. Spesso una lunga e fluttuante sciarpa viene gettata sulle spalle.

    Per quanto riguarda gli accessori, oltre alle perle - quelle vere perdono prestigio in seguito alla produzione di perle coltivate, chiamate tecla, accessibili anche per le donne appartenenti alle classi medie - ci sono le pochette, lunghe file di perline e braccialetti sottili e flessibili di diamanti, chiamati service stripes (strisce di servizio).

    Punto di forza del maquillage sono gli occhi, sottolineati da una linea scura, le ciglia vengono curvate e allungate dal mascara, le sopracciglia sempre più sottili o addirittura eliminate. Per nascondere le sopracciglia si utilizzano anche dei cappelli, ora sempre più calcati sul capo, mentre prima erano lievemente appoggiati sulla sommità della testa. Apparentemente all’acconciatura veniva data poca importanza: inizialmente la pettinatura ha la scriminatura centrale con le chiome che scendono ondulate lungo i lati del viso; poi, per l’eccessiva cura che richiedevano, i capelli morbidamente ondulati scompaiono, facendo posto ad acconciature con i capelli piuttosto corti e diritti.

    Si moltiplicano le sale da tè, si aprono night clubs, dove gli uomini appena congedati trascorrono buona parte del loro tempo. Loro rivali sono i cosiddetti "gigolòs", giovanotti bruni di origine sudamericana, perfetti ballerini di tango, che generalmente indossano tight immacolati e pantaloni sempre ben stirati. Questi uomini vengono presto soppiantati da un nuovo tipo di uomo che si distingue per la sua apparenza informale. La caratteristica più evidente del suo stile è l’ampiezza dei pantaloni, chiamati "Oxford bags", perché lanciati dagli studenti dell’Università di Oxford. Di solito erano confezionati in flanella grigia.

    Un’altra moda di questo periodo e destinata a scomparire presto è quella degli abiti da tè, indossati soprattutto dalla padrona di casa e dalle sue ospiti in campagna o in provincia. Questi negligès, in tessuto pregiato, ampi, voluminosi ed elaborati nei tagli, erano destinati a sostituire l’abito da giorno. Pian piano scompare anche l’abitudine del tè che le nuove generazioni s

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  • 1 decennio fa
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