Perchè e Quale cultura vi affascina di più tra quella Greca e quella Romana ?

a livello letterario e di tradizioni.

Un Grazie particolare a chi vorrà elencarne le differenze sostanziali

Aggiornamento:

****Vi ringrazio molto per le risposte particolareggiate :

Entrambe meravigliose cività e culture ,

personale il giudizio , enorme il loro fascino .

Forse è giusta la frase di Rose:

che la cultura Greca ...

"raggiunti tutti i limiti dell'esplorabile sia sia chiusa su se stessa al contrario di quella romana che si è saputa trasformare ed adattare alle sfide del tempo"

e la puntualizzazione di Rap

per cui " ...i romani, in definitiva, erano un popolo concreto, con i piedi per terra, che ha saputo con l'intelligenza, lasciare un segno nella storia così profondo ..." con il suo accenno alla schiavitù ed alla libertà ....

Tutte risposte interessantissime che raccoglierò nel mio word !

9 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Quella greca. La cultura greca ha per me, senza dubbio, più fascino. Prima di tutto perchè è una madre. Una grande madre di lingua, tradizioni, usi e costumi che conosciamo e pratichiamo ancora ora. Sotto forme diverse, ma li pratichiamo.

    E dunque ha il fascino di una madre. Ha fatto nascere l'epica. Potrei soffermarmi su Omero delle ore. La guerra, e il ritorno. L'Iliade e l'Odissea. È racchiusa, in questi due libri, la storia di un uomo, nelle sue sofferenze, nelle sue gioie, e nelle difficoltà di una lotta contro la vita che è continua, e inesauribile. Contro la vita per la vita.

    Ha iniziato il pensiero filosofico, e il "Panta Rei" euclideo è uno dei fondamenti della mia vita. Il genio platonico, e aristotelico, sono la base della nostra cultura.

    Ma la cosa più affascinante di tutti è forse il teatro: in particolare Sofocle. Il massimo della grecità nel teatro.

    Ma al di là di questi aspetti particolari, la Grecia a differenza della Roma prima borgo, poi città, diventata regno, repubblica e impero, ha il fascino della passione con sè. Manca di prassi spesso, ed è trascinata dall'irrazionalità del sentimento. Scrive poesia con regole metriche che sono accompagnamento della musicalità poetica, e non supporto a essa necessaria.

    Non che Roma non abbia prodotto eccellenze poetiche, e culturali (penso a Lucrezio, a Virgilio, a Plauto) ma rimane inquadrata in una mentalità dell'utile che spesso la condiziona in negativo. Ma Roma è ugualmente affascinante e forse la naturale prosecuzione del pensiero greco. Io sono un grecista, ma amo comunque Roma.

  • 1 decennio fa

    Quella greca, perché è all'origine di tutto il sapere del mondo occidentale. La letteratura latina nasce imitando il modello greco, ed è per questo che nasce già dotta con la traduzione dell'Odissea fatta da Livio Andronico nel 240 a.C. Pensa poi a tutti i generi letterari latini: nella quasi totalità hanno la propria radice in Grecia: la commedia, ad esempio, prende spunto dagli autori alessandrini, come Menandro, e ha ambientazione greca, tranne in pochi casi; lo stesso per la tragedia (anche se gli autori latini che scrivono tragedie sono pochi) e l'oratoria: gli oratori latini come ad esempio Cicerone vanno a fare un viaggio di apprendistato in Grecia per conoscere i fondamenti della retorica. E la poesia? Senza Saffo non ci sarebbe stato Catullo con la sua bellissima traduzione dell'ode saffica dedicata a Lesbia ("Ille mi par esse..."). E la filosofia? Senza la speculazione greca, il più debole pensiero latino da dove avrebbe attinto? Cicerone è un grande eclettico che prende un po' qua un po' là, in particolare dallo stoicismo e poi lo stesso Seneca riadatta il pensiero stoico greco alla mentalità romana. Sono sufficienti questi esempi? Solo la satira in pratica è un genere del tutto autoctono: "Satura tota nostra est".

    Fonte/i: Io
  • 1 decennio fa

    Senza alcun dubbio quella romana. I romani erano un popolo incredibile, in principio poco più che pastori, hanno creato il primo stato moderno in senso stretto (occidentale intendo). Inizialmente la loro forza stava nella capacità militare. Ma anche qui, il loro esercito divenne invincibile, perchè da un lato era costituto da romani, e non da mercenari come quello di popoli più evoluti i cui cittadini non andavano in guerra (come cartagine) ma allo stesso tempo faceva dell'organizzazione il proprio punto di forza, mentre quello di popoli meno sviluppati, come i celti, era spesso disorganizzato e basato solo sull'assalto frontale. Inizialmente però, ad esempio, i romani ripudiavano la tattica militare, perchè lo consideravano un modo di "barare" sul campo di battaglia. Poi però, impararono, e questo è il tratto più importante della loro cultura, dai cartaginesi la tattica da guerra. Restando nell'ambito bellico, i romani erano perfetti guerrieri sulla terra, ma erano dei pessimi marinai e non riuscivano quindi a tenere testa alla flotta cartaginese. Così si inventarono una specie di ponte che calavano dalla loro nave su quella cartaginese e con il quale potevano di fatto attaccare i nemici, quasi come sulla terra.

    Oppure, dagli etruschi appresero l'uso dell'arco e lo utilizzarono per costruire gli acquedotti, per portare l'acqua alle città.

    Oppure ancora, per mantenere l'impero, i romani costruirono un'enorme rete di strade. Ecco, parliamo del modo in cui seppero controllare un impero così vasto (si calcola che arrivò a contare quasi 150 milioni di persone). Il loro punto di forza era imparare sempre da tutti i popoli che assoggettavano, accumulando sempre più conoscenze. E soprattutto, non emarginavano i popoli conquistati, ma cercavano di inglobarli nella cultura romana. I romani costruirono di fatto, come ho già detto il primo stato amminsitrativo. Uno stato in cui cioè c'è un potere centrale che amministra con dei delegati tutto il territorio. Tra le altre cose, i romani più volte effettuarono dei censimenti (contarono i cittadini che vivevano entro l'impero, e che qualcuno abbia pensato una cosa simile più di duemila anni fa, ha davvero dell'incredibile). E ancora, le leggi romane costituiscono ancora il sistema portante di tutta la legislazione occidentale. Nell'europa continentale solo le riforme di napoleone le si possono paragonare.

    Parliamo poi degli aspetti più bui, gli schiavi per esempio. Va detto che in tutti i popoli allora erano presenti gli schiavi. Va detto che le nazioni europee hanno mantenuto la schiavitù fino a pochi secoli fa. Ma soprattutto bisogna considerare una sostanziale differenza tra l'essere stato schiavo a roma, duemila anni fa, e l'esserlo stato, chessò in florida soltanto 100 anni fa, ed è che a roma, gli schiavi, potevano comprarsi la libertà. La loro condizione quindi non era perpetua, ma poteva essere superata. Moltissimi liberti (ovvero schiavi liberati) arrivarono anche ad essere molto ricchi a roma (ok si trattava di schiavi istruiti ma anche gli schiavi che facevano lavori pesanti potevano essere liberati). Quello che intendo dire è che a roma avevi la possibilità di non essere più schiavo, un giorno, in america, ad esempio, no.

    I romani, in definitiva, erano un popolo concreto, con i piedi per terra, che ha saputo con l'intelligenza, lasciare un segno nella storia così profondo che per i secoli a venire i grandi del mondo hanno continuato a farsi chiamare cesare, come si faceva con gli imperatori romani (kaiser e czar, ad esempio).

  • .....
    Lv 7
    1 decennio fa

    a livello letterario e di tradizioni, sicuramente quella Greca perché è la più antica, la più ricca, la più vitale, la madre della filosofia, dell'arte e del pensiero Occidentale. Ma mi è piaciuto molto come i Romani l'abbiano saputa integrare con il loro spirito pragmatico, che è sempre necessario, ammiro in particolare le loro grandi opere architettoniche ed ingegneristiche, anche se purtroppo mi fermo all'ammirazione, perché della tecnica e dei meccanismi non sono mai riuscita a capire un tubo (letteralmente parlando xd)

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  • 1 decennio fa

    io preferisco quella greca perche' la trovo piu raffinata e da lei e' nata la filosofia mentre quella romana era piu guerrafondista

  • Quella giapponese... quella dei pellerossa e infine la cultura persiana dell'epoca del mazdeismo!

    Semplicemente mi piacciono tutte perché ciascuna cultura è portatrice di saggezza e di valori con i quali confrontarsi e arricchire il proprio bagaglio!

  • 1 decennio fa

    Mi piace molto la cultura romana. L'architettura come massima espressione di questa civiltà.

    E non solo per le invenzioni tecniche ma per la qualità degli spazi... la continua inventiva, le tecniche compositive ancora oggi attuale.. un solo esempio.. il Pantheon l'alternarsi di nicchie ed edicole.. la sfera perfetta della cupola.

    La cultura greca non è da meno... intendiamoci.. ma è come se ad un certo punto ragginti tutti i limiti dell'esplorabile sia sia chiusa su se stessa al contrario di quella romana che si è saputa trasformare ed adattare alle sfide del tempo

  • 1 decennio fa

    Quella Greca perche' e' la sorgente e madre della cultura Romana e occidentale.

    La civilta' romana era troppo militarista e imperialista e una civilta' militarista e imperialista non produce mai una grande cultura vera e propria.

    Senza la cultura greca come base i Romani in materia letteraria e filosofica avrebbero prodotto ben poco. Cioe' al tempo dei vari Socrate, Platone, Aristotele eccetera c' era una dedicazione e una passione per la cultura e il sapere che manca durante il periodo romano poiche' cio' che erano primariamente interessati era potere e ricchezza. Un po' come gli Americani che rassomigliano in molte cose.

    E' come comparare la cultura Europea con quella Americana. C'e' una bella differenza.

  • 1 decennio fa

    quella romana più vicina alle nostra realtà e più sentita dal nostro territorio

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