Personaggi,istituzioni,luoghi e idee della cultura medievale...10 pti?

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1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    come personaggi direi Dante, Carlo Magno, Federico Barbarossa, Francesco D' Assisi, Giovanna D' Arco, Michelangelo, Marco Polo, Nostradamus. Istituzioni della Chiesa, del clero regolare e secolare, dei vescovi, degli ordini monastici. Idee: E' difficile per l'uomo moderno capire fino in fondo la grandissima importanza che la religione cattolica rivestiva per l'uomo medievale. Oggi la religione è soprattutto un fatto di coscienza, volitivo e individuale, mentre nell’alto-Medioevo il Cattolicesimo coinvolgeva tutti gli aspetti della vita sociale e personale. Ogni cosa era vincolata alla religione: la massima autorità riconosciuta era il Papa, superiore addirittura all'Imperatore; gli intellettuali erano quasi sempre uomini di Chiesa, in genere chierici; le regole di vita e la morale erano quelle prescritte dal Cattolicesimo; i più grandi monumenti artistici erano edifici religiosi, come le cattedrali; la pittura figurava prevalentemente scene religiose; la letteratura s'incentrava soprattutto su argomenti religiosi; i modelli di vita a cui ci si richiamava erano quelli esaltati dai testi sacri: l'Antico e il Nuovo Testamento. Se c’era un tipo umano da escludere dal panorama dell’uomo medievale era proprio quello di chi in modo assoluto non crede; il tipo che più tardi verrà chiamato libertino, libero pensatore, ateo. Fino al secolo XIII non si trova nei testi che un numero insignificante di negatori dell’esistenza di Dio. Tutto ciò ha determinato nella cultura del Medioevo la convinzione dell’esistenza universale ed eterna di un modello umano a cui riferirsi ed a cui ambire, un modello regolato ovviamente nei suoi comportamenti e nelle sue azioni dalla religione cattolica stessa e, in primo luogo, dalla più alta espressione della scienza religiosa: la teologia. L’uomo, dunque, nel periodo che stiamo esaminando si riteneva la creatura di Dio, l’essere supremo del creato a cui alle origini del mondo e della vita, come si leggeva nella Genesi, era stato conferito il dominio sulla natura. Nel Medioevo l’uomo aveva tuttavia una visione piuttosto pessimistica di sé : in genere si considerava il peccatore, colui che da Adamo ed Eva in poi aveva disobbedito al volere divino, colui che doveva vivere lavorando con fatica, spesso tra gli stenti, per redimersi, per scontare i peccati insiti nella sua natura. Solo a partire dal XII - XIII secolo egli cominciò a considerarsi con maggiore ottimismo, a sentirsi meno peccatore in balia di forze temibili e oscure che volevano la sua dannazione. Un uomo così convinto della sua negatività, così timoroso del suo destino da vivo e da morto aveva naturalmente bisogno di elementi positivi capaci di dargli sicurezza e forza nella sua quotidianità, e mete gioiose a cui tendere; tali elementi l’uomo medievale li cercava in particolare nei testi sacri. Il Vecchio e Nuovo Testamento furono i testi più letti per tutto il Medioevo; Gesù fu invece il personaggio esemplare a cui ci si richiamava devotamente e con costanza : il suo comportamento insegnava come bisognasse vivere per purificarsi e per meritarsi il Paradiso, ovvero l’unione dopo la morte con Dio; le sue azioni, i suoi miracoli, i suoi messaggi, ritenuti tutti assolutamente veri e avvenuti, erano i modelli indiscutibili e rassicuranti a cui ogni uomo assennato doveva riferirsi per vivere con giusti obiettivi esistenziali e senza paura. Questo particolare tipo di mentalità fu quello con cui e per cui si composero la maggior parte di testi in quei secoli, tra cui la letteratura agiografica, ovvero le leggende riguardanti i santi.

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