Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 1 decennio fa

5 stelle a chi lo aiutano a tradurre questo testo, da una musica da Monteverdi. Grazie molto!?

Et è pur dunque vero,

Dishumanato cor, anima cruda,

Che cangiando pensiero

E di fede e d'amor tu resti i gnuda.

D'haver tradito me dati pur vanto,

Che la cetera mia rivolgo in pianto.

È questo il guiderdone

De l'amorose mie tante fatiche?

Così mi fa ragione,

Il vostro reo destin, stelle nemiche.

Ma se'l tuo cor è d'ogni fe' ribelle,

Lidia, la colpa è tua non delle stelle.

Beverò, sfortunato,

Gl'assasinati miei torbidi pianti,

E sempre adolorato

A tutti gl'altri abandonati amanti,

E scolpirò sul marmo alla mia fede:

Scioccho è quel cor ch'in bella donna crede.

Povero di conforto,

Mendico di speranza, andrò ramingo;

E senza salma o porto,

Fra tempeste vivrò mesto e solingo.

Ne havrò la morte di precipiti i a schivo

Perchè non può morir chi non è vivo.

Il numero de gli anni

Ch'al sol di tue bellezze io fui di neve,

Il colmo degl'affani

Che non mi diero mai, mai riposo breve:

Insegnerano a mormorar i venti

Le tue perfidie o cruda e i miei tormenti.

Vivi, vivi col cor di giacio,

E l'inconstanza tua l'aure difidi;

Stringi, stringi il tuo ben in braccio

E del mio mal con lui trionfa e ridi;

E ambi in union dolce gradita

Fabricate il sepolcro alla mia vita.

Abissi, abissi, udite, udite

Di mia disperation gli ultimi accenti,

Da poi che son fornite

Le mie gioie e gl'amor e i miei contenti.

Tanto è'l mio mal che nominar io voglio

Emulo del inferno il mio cordoglio.

1 risposta

Classificazione
  • Katia
    Lv 6
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Ed è proprio vero, dunque,

    o cuore disumano, anima crudele,

    che cambiando idea (lasciandomi)

    tu resti priva di fede e di amore.

    Di avermi tradito vantati pure,

    che suonerò la mia cetra come un pianto.

    E' questa la ricompensa

    delle mia tante pene d'amore?

    Così mi rende giustizia,

    il vostro cattivo destino, stelle avverse?

    Ma se il tuo cuore è restio ad ogni fedeltà,

    o Lidia, la colpa è tua e non delle stelle (del destino).

    Berrò, sfortunato me,

    come un assassinato, i miei tristi pianti,

    e sempre infelice

    a tutti gli altri amanti abbandonati

    e scolpirò sul marmo (sulla mia lapide?)

    questa massima: "Sciocco

    è quel cuore che si fida di una bella donna"

    Senza alcun conforto,

    elemosinando speranze, andrò pellegrino,

    e senza una tomba o un approdo,

    fra le tempeste vivrò triste e solitario.

    Né potrò liberarmi con il suicidio,

    perchè non può morire chi non è vivo!

    l numero degli anni

    nei quali, mentre la tua bellezza brillò al sole,

    io fui freddo come di neve,

    il colmo degl'affani

    che non mi diedero mai,

    mai neppure un breve riposo:

    i venti insegneranno a mormorare

    le tue cattiverie, o donna crudele, e i miei tormenti.

    Vivi, vivi con il cuore di ghiaccio,

    e il vento diffami a tutti la tua incostanza:

    stringi, stringi il tuo amato tra le braccia,

    e godi del mio male con lui e ridine;

    ed entrambi in un'unione dolce e gradita

    costruite il sepolcro alla mia vita.

    Abissi, abissi, udite, udite

    le ultime parole della mia disperazione,

    alle quali le mie gioie, gli amori, le contentezze

    hanno lasciato il posto.

    Tanto grande è il mio dolore,

    che voglio paragonarlo al soffrire le pene dell'inferno!

    Ho cercato di rendere soprattutto il significato!

    Spro di esserti stata utile, ciao

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