SabryTarty ha chiesto in SaluteSalute - Altro · 1 decennio fa

Quando una persona è celiaca si deve privare di tutto?

6 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    presente!!!sn celiaca...

    beh privare è errata come parola...

    una persona celiaca deve abituarsi a mangiare altro...

    io non posso mangiare cibi cn glutine,farina,malto,grano ecc...

    praticamente non tocco nulla,ne biscotti,pasta,pane cioccolata ecc...

    ma per fortuna nel 2008 abbiamo la possibilita di acquistare queste cose senza glutine!!è difficile accettare la celiachia,solo chi lo è davvero puo capire cosa significhi uscire con gli amici e dire:no io nn mangio la pizza,magari morendo dentro perche loro la mangiano!!!

    oltre a nn mangiare nn si possono bere determinate cose come per es.la birra..

    il 20 novembre c.m.è un anno che mangio cosi e ancora ci soffro,ma nella vita c'è chi sta peggio...

    in fondo è questione di abitudine...XD!!!

    un bacione...

    kiss

  • Anonimo
    6 anni fa

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  • 1 decennio fa

    no nei supermercati ormai si trovano molte cose pensate apposta per i celiaci dalla pasta hai dolci...

  • 1 decennio fa

    No, solamente di alimenti contenenti glutine (anche in tracce).

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  • 1 decennio fa

    purtroppo si devono mangiare kose fatte kon un tipo diverso di farina..

  • 1 decennio fa

    La celiachia viene nominata per la prima volta da Areto di Cappadocia, che nel 250 d.C. scriveva dei koiliakos, “coloro che soffrono negli intestini”. Nel 1856, Francis Adams tradusse questo termine dal greco all’inglese, coniando l’espressione “celiaci”. Pochi anni dopo, nel 1888, Samuel Gee descrisse i sintomi dettagliati di questa condizione sia negli adulti che nei bambini, predicendo che l’unico trattamento consistesse nella dieta adeguata, con pochi alimenti derivati dalla farina. Solo a metà del XX secolo però fu chiarito che la celiachia si manifesta in alcune persone in seguito all’ingestione di proteine del grano, che danneggiano la mucosa intestinale.

    Oggi, sappiamo che la celiachia è una malattia digestiva di origine genetica. I celiaci reagiscono all’introduzione di alimenti ricchi di glutine, un termine utilizzato genericamente per indicare alcune proteine specifiche del grano, dell’orzo e di altri cereali, come la gliadina. Queste proteine sono contenute nella pasta, nel pane, nei biscotti e causano una risposta immunitaria abnorme a livello intestinale, determinata dall’incapacità di digerirle e assorbirle. La risposta immunitaria genera una infiammazione cronica, danneggia i tessuti dell’intestino tenue e porta alla scomparsa dei villi intestinali, importanti per l’assorbimento di altri nutrienti.

    Un celiaco quindi, oltre al danno diretto, subisce un consistente danno indiretto perché non è in grado di assorbire sostanze nutritive e quindi rischia la malnutrizione. Dato il meccanismo con cui si sviluppa, la celiachia è quindi una malattia autoimmunitaria.

    Se non è diagnosticata tempestivamente e trattata in modo adeguato, la celiachia può avere conseguenze importanti, anche irreversibili.

    Le cause e le complicanze

    La celiachia è una malattia genetica. Esistono però eventi precisi nel corso della vita che possono favorirne lo sviluppo, come ad esempio una gravidanza, un intervento chirurgico, un parto, un’infezione virale o altre occasioni di stress acuto.

    Uno dei fattori che secondo il National institute of diabetes and digestive and kidney diseases americano potrebbe giocare un ruolo nello sviluppo della malattia è l’allattamento al seno, che sembra svolgere un ruolo protettivo o perlomeno ritardarne la comparsa. Altri fattori sono relativi al tipo di alimentazione e alla quantità di glutine introdotto nella dieta.

    Se non trattata adeguatamente la celiachia può portare allo sviluppo di altre malattie, in particolare di:

    linfoma e adenocarcinoma, forme di cancro intestinale

    osteoporosi, derivante da uno scarso assorbimento del calcio

    aborto e malformazioni congenite, dato che nel corso di una gravidanza, l’apporto di sostanze nutritive è particolarmente cruciale per la buona salute del feto

    bassa statura, soprattutto quando la celiachia si sviluppa nell’età infantile e quindi non permette un adeguato assorbimento dei nutrienti necessari alla crescita

    convulsioni o attacchi epilettici, derivati da calcificazioni che si formano nel cervello in seguito a una carenza di acido folico per scarso assorbimento

    Le persone celiache tendono anche a sviluppare altre condizioni e malattie autoimmuni, come la dermatite herpetiforme, la tiroidite autoimmune, il lupus sistemico eritematoso, il diabete di tipo 1, malattie del fegato, malattie vascolari, artrite reumatoide, la sindrome di Sjögren. La connessione tra queste malattie e la celiachia può anche avere una natura genetica.

    I sintomi

    I sintomi della celiachia possono essere anche molto diversi, e si sviluppano in fasi diverse della vita. In qualche caso i sintomi non si manifestano a livello del sistema digerente, ma sotto altre forme. Ad esempio nei bambini, l’irritabilità è un sintomo molto comune.

    Tra i sintomi della malattia si possono elencare dolori addominali ricorrenti, diarrea cronica, perdita di peso, feci chiare, anemia, produzione di gas, dolori alle ossa, cambiamenti comportamentali, crampi muscolari, stanchezza, crescita ritardata, dolori articolari, insensibilità agli arti, ulcere dolorose nella bocca, irritazioni della pelle (dermatiti herpetiformi), danneggiamento dello smalto e del colore dei denti, irregolarità dei cicli mestruali.

    Tra questi, l’anemia, la perdita di peso e il ritardo nella crescita sono il risultato di un insufficiente assorbimento di nutrienti, e quindi di una forma di malnutrizione.

    L’Associazione celiaci italiani classifica la malattia in forme diverse:

    tipica, che ha come sintomatologia la diarrea e l’arresto della crescita

    atipica, che si presenta tardivamente con sintomi soprattutto extraintestinali (come l’anemia)

    silente, nella quale mancano sintomi evidenti

    potenziale, evidenziata da esami sierologici positivi (presenza di antigliadina IgA e IgG) ma con biopsia intestinale normale

    La diagnosi

    Una diagnosi sintomatologica della celiachia è difficile, perché i sintomi sono troppo simili a quelli di altre malattie, tra le quali numerose malattie che

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