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Qualcuno gentilmente, mi saprebbe dire che conseguenze può provocare un'infezione da stafilococco aureo?

L' infezione è stata presa in una sala operatoria durante un intervento al ginocchio...GRAZIE!

7 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    S. aureus è responsabile di infezioni suppurative acute che possono essere dislocate in diversi distretti dell'organismo.

    Possibili localizzazioni:

    * cute

    * apparato scheletrico

    * apparato respiratorio

    * apparato urinario

    * sistema nervoso centrale

    Alcuni stipiti batterici possono provocare inoltre intossicazioni e manifestazioni morbose di vario tipo a causa di alcune caratteristiche esotossine che sono in grado di produrre.

    Gli strumenti dell'azione patogena di S. aureus sono vari. Alcuni di questi favoriscono la sua moltiplicazione, come la sopracitata azione antifagocitaria della capsula, le adesine e la proteina A. Altri sono legati alla azione di particolari esotossine ed enzimi capaci di danneggiare altre cellule o diffondersi ai tessuti limitrofi (ma anche distanti) al luogo dell'infezione primaria.

    Nelle infezioni suppurative le tossine prodotte sono delle citolisine o emolisine α (la più diffusamente prodotta), β, γ e δ e la leucocidina-PV. A queste vanno aggiunte alcune peculiari tossine prodotte da specifici stipiti di S. aureus quali:

    * la tossina epidermiolitica (detta anche esfoliatina stafilococcica A o B). Essa provoca la <<sindrome della cute ustionata da stafilococco>> o malattia di Ritter (neonato).

    * l'enterotossina, che provoca delle gastroenteriti in seguito ad una intossicazione di tipo alimentare causata da assunzione di cibi, ricchi di lipidi (come crema o panna, favorenti la crescita dei batteri) nei quali sia stata prodotta una certa quantità di enterotossina.

    * la tossina dello shock tossico, causa del cosiddetto shock tossico da stafilococco che vede la comparsa di sintomi gravi generalizzati, manifestazioni eritematose e sintomi da shok emodinamico. La mortalità è molto elevata.

    Tra gli enzimi prodotti da S. aureus vanno ricordati:

    * la coagulasi stafilococcica che agisce sul fibrinogeno trasformandolo in fibrina (senza calcio). Significato ancora incerto, ma prodotta praticamente sempre nelle infezioni in atto.

    * la stafilochinasi che trasforma plasminogeno in plasmina. Il significato è di aumentare la capacità invasiva (superamento di ostruzioni meccaniche come coaguli nei capillari).

    * le lipasi che consentono l'utilizzo di lipidi e le nucleasi per l'idrolisi di acidi nucleici.

    * la ialuronidasi (aumenta l'invasività del batterio). Abbatte, infatti, le barriere di ialuronati del tessuto connettivo.

    * ureasi e serino-proteasi.

    L'antibiotico-resistenza è una caratteristica spesso frequente di questi batteri, specie nelle cosiddette infezioni nosocomiali (vedi sotto), costituendo un problema da non sottovalutare. Il fenomeno della resistenza è sempre più diffuso e in rapida ascesa. Cefalosporine e penicilline non sono più efficaci. Ceppi resistenti a Vancomicina e Meticillino-resistenti sono frequenti. La determinazione della corretta scelta terapeutica deve basarsi necessariamente sull'antibiogramma. Questi batteri, a differenza di altri, riescono a resistere all' NO, un antibiotico naturale che il nostro corpo produce per proteggerci. per la maggior parte dei batteri, l'NO crea un ambiente che impedisce ai microbi la respirazione o la fermentazione,cioè i processi biochimici fondamentali che permettono loro di crescere. Secondo uno studio, lo S. aureus possiede un meccanismo grazie al quale riesce a produrre acido lattico in presenza di NO e di mantenere così un equilibrio chimico che gli permette di sopravvivere in un ambiente altrimenti ostile.Quando lo S. aureus viene a contatto con l'NO, produce l'enzima responsabile della produzione dell'acido lattico insieme con un altro enzima che converte l'NO in prodotti non tossici.

  • Anonimo
    5 anni fa

    in quale clinica

  • 1 decennio fa

    I batteri del genere Staphylococcus aureus sono dei cocchi Gram-positivi e formano delle colonie di color oro (dovuto alla presenza massiccia di carotenoidi), disposti a grappoli, sono privi di capsula evidente, sono asporigeni, ed immobili.

    Nel metabolismo sono dei batteri aerobi ed anaerobi facoltativi, catalasi-positivi e fermentanti il glucosio.

    I batteri del genere Staphilococcus Aureus hanno la caratteristica di acquisire facilmente resistenze agli antibiotici, grazie ai plasmidi e producono numerose tossine ed enzimi.

    I fattori di virulenza dello stafilococco aureus, sono molteplici, oltre agli antigeni di superficie (antigene capsulare e antigeni parietali), il batterio può produrre esotossine, citolisine, leucocidina (una tossina che uccide i globuli bianchi) ed altri esoenzimi.

    I più pericolosi fattori di virulenza dello staphylococcus aureus sono le enterotossine, le quali hanno la caratteristica di essere estremamente resistenti, infatti resistono alla cottura e sono inattivate a temperature di 110°C per 50 minuti e 120°C per oltre 20 minuti. Inoltre resistono all'azione degli enzimi gastro‑intestinali, sono cronoresistenti (cioè dopo la loro formazione possono persistere negli alimenti anche fino a 18 mesi), sono crioresistenti (resistono al congelamento) e sono acido-resistenti. Nell’uomo le enterotossine agiscono sui visceri addominali, dove producono uno stimolo che raggiunge i nervi simpatici e il vago, causando al mal capitato vomito. Il vomito sopraggiunge dopo circa 1 – 6 ore dall’ingestione e talvolta può essere accompagnato da diarrea.

    Di solito i generi alimentari più a rischio di contaminazione da stafilococco aureus sono quei cibi ad elevato contenuto proteico (come la carne), molto manipolati, poco acidi , il pesce, il latte e i suoi derivati e le uova e derivati, ed i prodotti di gastronomia sottoposti a salagione.

    Nel prevenire la contaminazione dei cibi da parte dello stafilococco aureus è necessario consumare i cibi poco dopo la loro cottura, ed evitare tempi troppo lunghi tra la cottura e il consumo. Nella cottura raggiungere sempre elevate temperature e se i cibi devono essere mantenuti caldi, mantenerli a temperature superiori a 70°C, le quali impediscono la moltiplicazione dello staphylococcus aureus. Se i cibi dopo cottura devono essere conservati in frigo, assicurarsi che raggiungano velocemente e mantengano temperature inferiori ai 7°C.

    un kiss

  • 1 decennio fa

    ti rispondo solo con questa considerazione..sono stati trovati ceppi di stafilococco aureus resistenti alla vancomicina..dico alla VANCOMICINA!!!!p.s. è il più potente antibiotico esistente e che si utilizza come ultimo standard terapeutico per determinati tipi di infezioni..

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  • 1 decennio fa

    Ragazza, sono ca....i amari. Lo stafilococco aureo è quello della cancrena, un collega lo ha già da più di sei mesi. Bombardamento di medicinali, e Day Hospital per vedere se gli passa. Adesso per due mesi visto che è risultato negativo dovrà andare ogni due settimane per vedere se non gli ritorna. E' uno degli stafilococchi più difficili da debellare, Mi pare ci sia un centro specializzatissimo a Cortina o da quelle parti là. E' difficile da "vedere" anche.

    Tanti auguroni

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Attenzione! Molto molto preoccupanti e fastidiose.....rivolgiti subito da un medico

  • 1 decennio fa

    la morte....tutti i miei amici sono morti così e ora sono solo con le loro anime che girano per casa mia.....

    ma dai è una infezione come tante altre....

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