informazione pleaseeee?

raga sapete la differenza tra la pietà di rondanin cioè quella a milano e quella vaticana a roma di mikelangelo?

2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    La Pietà di Michelangelo:

    La celebre Pietà di Roma è una delle prime scolpite da Michelangelo. Rispetto a quelle di data più recente, ha carattere meno spirituale, ma è ugualmente meravigliosa.

    I due personaggi principali sono estremamente levigati, a differenza del basamento, che risulta essere scolpito piuttosto grossolanamente. È in dubbio se abbia lasciato il basamento abbozzato per sua volontà oppure no, ma la tesi più accreditata è che lo abbia fatto di proposito, per esaltare ancor di più la divinità del Cristo e della Madonna, e segnare una netta divisione tra umanità (terrena) e divinità.

    La struttura è visibilmente piramidale, con la veste della Madre che si allarga verso il basamente e le gambe divaricate per meglio armonizzare con essa il corpo orizzontale del Cristo.

    L'abito sovrabbondante e il sudario contribuiscono a fornire una solida piattaforma al complesso scultoreo.

    Pietà - particolareLa loro posizione rispetta l'iconografia nordica della Pietà, ossia adottata per primi dagli artisti fiamminghi, la quale prevede che la Madre tenga in grembo il Figlio.

    Questa Pietà è l'unica opera firmata dall'autore in quanto, infastidito dalle voci e dalla credenza popolare che quell'opera fosse di un artista lombardo, decise di firmarla lungo la cintura che tiene la veste. Il fatto che la Madonna abbia un volto molto giovane ha suscitato non poco scalpore all'epoca, ma Michelangelo abilmente si difese lasciando intendere questo concetto: "La castità, la santità e l'incorruzione preservano la giovinezza".

    La Pietà Rondanini:

    La Pietà Rondanini venne definita, nell'inventario di tutte le opere rinvenute nel suo studio dopo la morte, come:

    Un'altra statua principiata per un Cristo et un'altra figura di sopra, attaccate insieme, sbozzate e non finite.

    Michelangelo nel 1561 donò la scultura ad Antonio del Francese continuando però ad apportarvi modifiche sino alla morte; il gruppo è costituito da parti condotte a termine, come il braccio destro di Cristo, e da parti non finite, come il torso del Salvatore schiacciato contro il corpo della Vergine quasi a formare un tutt'uno.

    Michelangelo aveva 89 anni ed un'instancabile frenesia che lo aveva portato, notte dopo not

    Fonte/i: La Pietà Rondanini: La Pietà Rondanini venne definita, nell'inventario di tutte le opere rinvenute nel suo studio dopo la morte, come: Un'altra statua principiata per un Cristo et un'altra figura di sopra, attaccate insieme, sbozzate e non finite. Michelangelo nel 1561 donò la scultura ad Antonio del Francese continuando però ad apportarvi modifiche sino alla morte; il gruppo è costituito da parti condotte a termine, come il braccio destro di Cristo, e da parti non finite, come il torso del Salvatore schiacciato contro il corpo della Vergine quasi a formare un tutt'uno. Michelangelo aveva 89 anni ed un'instancabile frenesia che lo aveva portato, notte dopo notte, con la candela sull'ala del cappello, a graffiare nel marmo. Lo stesso marmo che anni prima, forse nel 1552, aveva già utilizzato per realizzare una piccola scultura, "(...)un'altra Pietà, varia da quella [il gruppo di Firenze], molto minore". Per qualche arcano motivo, la Pietà emersa dal blocco di marmo non lo soddisfaceva. Fu così che con una costanza e caparbietà degna di una missione, si mise a lavorare il marmo e, memore di quando diceva che "non ha l'ottimo artista alcun concetto/ch'un marmo solo in sé non circoscriva", realizzò, dopo ben dodici anni, una piccola Pietà. Era vecchio Michelangelo e, probabilmente, stanco. Dopo aver trascorso un'intera esistenza scolpendo con l'ossessione del finito, si trovava ora a non aver altro pensiero che non fosse quello della morte; la sua ultima Pietà, la Rondanini, fu l'estremo abbandono al "non finito". Nel marmo le figure del Cristo e della Vergine, accanto alle gambe e al braccio di una terza persona mancante, hanno i volti erosi e consunti, quasi diano segno di un disfacimento in atto. I loro corpi si compenetrano l'uno nell'altro e tutte le conquiste michelangiolesche della bellezza eroica, la perfezione anatomica, la figura serpentinata, si stemperano davanti ai colpi di scalpello abbozzati nelle figure. Michelangelo vi lavorò sino a quando, il 18 febbraio 1564, la morte lo colse. Il trapasso a cui si preparava fu testimoniato attraverso il marmo; niente cercava, Michelangelo, se non di creare, attraverso il "non finito" della Pietà Rondanini, il "non finito" della vita. Un documento del 21 agosto 1561 attesta l'intenzione di Michelangelo di donare l'opera ancora in lavorazione al suo servitore Antonio del Francese (a conferma di come la scultura non fosse legata ad alcuna committenza). Dopo due secoli di silenzio, si hanno notizie del gruppo marmoreo da un inventario del 1807 che cataloga le opere conservate nella collezione del marchese Rondanini (da qui il nome della Pietà) a Roma; la descrizione fatta è quella di "(...) un gruppo moderno abbozzato che si dice opera di Michelangelo... ma si conosce essere stato un equivoco". La modesta valutazione (trenta scudi) dimostra la sorprendente incomprensione nei confronti della prova più struggente e drammatica realizzata dall'artista alle soglie della morte. La scultura attraversò diverse vicissitudini e svariati passaggi di proprietà sino a quando, nel 1952, fu acquistata dal Comune di Milano e destinata alle raccolte del Castello Sforzesco. Dopo lo scrupoloso intervento di manutenzione straordinaria iniziato nel giugno del 2004, la Pietà Rondanini è tornata nel suo assetto museografico studiato dallo Studio BBPR nel 1956, alla Sala degli Scaglioni. Oggi le sta a fianco, il Cristo mutilo, gentilmente prestato dalla Galleria Borghese di Roma. Si tratta di un'esposizione temporanea, volta a ricordare il lungo dibattito critico che ha visto alcuni storici dell'arte favorevoli a riconoscere nel frammento marmoreo trovato a Roma negli anni Cinquanta, una parte della prima redazione della Pietà scolpita da Michelangelo ma che l'indagine odierne, basate sulla tecnica di esecuzione e sui confronti petrografici, confortano nell'escluderne la pertinenza. Presto verrà organizzato un convegno (già in preparazione) in cui verrà attentamente studiato anche il frammento conservato presso la Galleria Borghese; la sua presenza costituirà uno dei temi sui quali verterà la discussione e che includerà aspetti stilistici e cronologici a quello che si definisce il "testamento spirituale" dell'artista. in pratica: l'ultima opera di Michelangelo, custodita al Museo del Castello Sforzesco di Milano, dopo il lavoro di restauro che l'ha riportata alle condizioni originali. L'opera risale al 1563, quando Michelangelo è sulla soglia dei novant'anni, ed è il frutto di una grande intuizione: il corpo originale di Cristo, del quale restano tracce in un braccio staccato dal blocco principale, viene spezzato e ricavato all'interno del corpo della Vergine. Pur rimasta incompiuta, quest'opera mostra intatto lo straordinario vigore della scultura del grande maestro. PIETA' RONDANINI Così chiamata dal nome di uno dei proprietari. La scultura è il testamento di Michelangelo che, scegliendo uno schema inconsueto, volle raffigurare Maria e Gesù in piedi, con la Madre in atto di sostenere a fatica il corpo morto del Figlio. La base è un'ara funeraria romana della fine del I secolo d.C., forse rimaneggiata in età rinascimentale, che reca le effigi dei coniugi Marco Antonio e Giulia Filumena Asclepiade. ciao:)
  • 1 decennio fa

    NOOOOOOOOOOO..............disp.

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