riscaldamento a pavimento, è vero che si risparmia sui consumi rispetto al convenzionale?

4 risposte

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  • Simo L
    Lv 4
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII, è una favola....20/21° e stai da dio....pavimento mai freddo, non ci sono zone calde e zone fredde, NON SI SPORCANO i muri e c'è meno polvere, certo non puoi andar via una settimana, spegnerlo completamente e poi ritornare, accenderlo e pensare di avere caldo subito! Ma questo è l'unico handicap (lo puoi risolvere collegando l'accensione al PC o al telefono come abbiamo fatto noi lo scorso anno, ora se andiamo via in inverno il giorno prima di tornare chiamiamo e lo accendiamo). I miei erano scettici (non sulla resa ma sui costi di installazione) poi 5 anni fa hanno ristrutturato e l'hanno scelto. Adesso per loro esiste solo quello (mamma è arch papi ing), è sano e non ascoltare chi ti dice che fa gonfiare le gambe perchè loro si riferiscono a quelli a serpentina degli anni 70!!!!(lì affogavano serpentine in rame nel massetto sotto al pavimento ma dentro circolava acqua ad alta temperatura non come quelli di oggi) Per avere il max usa una una caldaia a bassa condensazione, e ti consiglio di inserire SOLO nel bagno uno scaldasalviette (anche con resistenza elettrica x la mezza stagione) avrai accappatoi caldi (una favola!!!!)

    Che altro dirti se non ti rivolgerti ad un termotecnico che ti farà un progetto adeguato alle tue esigenze, ho visto nei cantieri di mia mamma che il "passo" delle serpentine varia da locale a locale, Ad esempio sono più ravvicinate nelle zone centrali, idem nei bagni, mentre in cabine armadio e ripostigli si distanziano di più....insomma ci sono calcoli che consentono di avere il top del benessere con una spesa inferiore anche del 30% rispetto al tradizionale (questo dipende anche dall'isolamento dei muri, dal tipo di serramento ecc)

    infine, non so se l'informazione ti puo servire, l'anno scorso è uscito un tipo efficacissimo che occupa COMPRESO il pavimento solo 2 cm, è pratico perchè le mattonelle (o il parquet apposito x pannelli radianti) vengono posati direttamente sulle scatole delle serpentine quindi non ci sono "barriere" e la resa è FA VO LO SA, e i tempi per andare a regime sono inferiori. Ah, dimenticavo i costi rispetto ad uno tradizionale sono diminuiti nell'ultimo anno, in più se cambi da trad. a pannelli rad., ci sono anche gli incentivi sul risparmio energetico della finanziaria (55%)

    Ciao

    PS da quando abbiamo questo tipo di riscaldamento anche a mia mamma è venuto il pollice verde e nell'ingresso abbiamo una selva, prima in casa una pianta d'appartamento durava al max due mesi adesso durano anni e sono sempre più rigogliose.....(il benessere perciò è a 360* , fa bene all'ambiente, alla casa (muri puliti e meno polvere) , alle piante e a noi (oggi fa un freddo boia fuori, io in casa ho 20/21° ma la temperatura percepita è maggiore e siamo tutti vestiti con maglietta mezze maniche e pantaloni della tuta.....)

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Assssolutamente SI!!! Io quando ho comprato casa ho scelto questo tipo di riscaldamento, è stato abbastanza costoso farlo fare, ma ne è valsa la pena al 100%!!!

    Cose positive:

    - Pavimento mai freddo!!!

    - Caldo costante in ogni angolo della casa (e non solo vicino al termo)!!!

    - Costi del riscaldamento abbattuti!!!

    Cose negative:

    - Non ne ho ancora riscontrate ... se mai si rompesse un tubo, invece di sfondare il muro, mi toccherebbe sfondare il pavimento!!! ciao

    P.S. calcola solo che un termo, per far arrivare una stanza a diciamo 20 gradi deve tirare come un matto e vicino al termo sarà sempre più caldo che dall'altra parte della stanza ... mentre il riscaldamento a pavimento, essendo una serpentina di tubi dove passa l'acqua calda, TUTTO sotto il pavimento della stanza, hai lo stesso caldo sia da un angolo della stanza all'altro, raggiungendo i 20 gradi reali e NON come nell'altro caso ... poi calcolando che molte volte il termo è montato sotto la finestra, immagina un pò tu la dispersione!!! riciao

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Penso che il riscaldamento a pavimento sia nato non tanto con il nostro modo di costruire quanto con il modo di costruire di altri paesi, dove il legno costa meno, i pavimenti sono quasi sempre a parquet e dove si dà grande peso alla migliore utilizzazione degli spazi (pensa a quanti "obblighi" ci si assume con la collocazione dei radiatori in una stanza) e alla facilità di ripartire gli spazi con tramezzature leggere, spostabili, che non debbono includere tubazioni per i radiatori.

    E' lo "stile di vita" in casa quello che sottolinea il riscaldamento a pavimento: si entra in casa e si lasciano le scarpe nell'ingresso, da quel momento in poi si viaggia a piedi nudi o con pantofole, che restano sempre e soltanto in casa.

    Ti confermo, comunque, che il riscaldamento a pavimento costa sensibilmente meno di quello a radiatori (a parità di "qualità" nell'impianto) e questo significa anche un più basso livello di inquinamento dell'atmosfera.

  • 1 decennio fa

    chi lo ha dice di sì, ma suppongo che tutto sia relativo a quanto ci si vuol scaldare e quanto risparmiare.

    sicuramente starai bello calduccio, ma se poi vuoi staccare qualche ora al giorno non puoi.

    ritengo sia valido il discorso per chi abita nei paesi più freddi dove in ogni caso non ci si può permettere di staccare a seconda degli orari della famiglia.

    a me mancherebbe una "fonte vera e propria" dove scaldarmi appena entrata in casa.

    buon inverno!

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