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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

Perche ricevo piu dissensi quando cerco di rivalutare la figura di Gesu in chiave laica che quando dissentisco?

da concetti piu basilari delle religioni?

Aggiornamento:

vedo Gesù come un filosofo, e non nego altro di lui che la natura divina e l'assoluto della sua verita (nessuno puo dire di possedere la verita se non provata secondo il metodo galileiano, altrimenti sarebbe valido il sistema dell'antilogia (per ogni cosa vera è vera anche il contrario)), ma quando lo espongo ricevo piu critiche e pollici versi di quando critico aspetti diversi della religione come appunto la pretesa di assoluta verita (qui l'antilogia la creano le religioni stesse)

Aggiornamento 2:

Thecla hai ragione, ma non ne corrompe l'etica che è, a mio parere, l'elemento portante di qualsiasi filosofia (religioni comprese).

Aggiornamento 3:

adamo cio che dici è molto triste, spero tu non abbia ragione (anche se la storia ci insegna che la religione è la via preferenziale per detenere il potere, si veda ad esempio il faraone o il mikado) ritengo da parte mia difficile credere che questi difendano coscientemente i loro oppressori, quanto piuttosto che i loro oppressori lo impongono loro attraverso la "buona fede"

Aggiornamento 4:

"tuo padre spara cavolate" l'alra non è questione di dissentire lo si prova...

6 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    non credo proprio che tu non possa ricevere dissensi se dissentisci dai concetti basilari delle religioni quanto a Cristo. Poi comunque se leggi Cristo solo in chiave laica dissentisci dai concetti basilari delle religioni

    In sintesi: cosa intendi?

    EDIT

    capisco.

    Beh, dissentisco in toto da quanto affermi e anche dalla pretesa di verità (se non ammessa, implicita nel modo), e in fondo... forse ti riporto in pari la media tra gli uni dissensi e gli altri ^_-

    ---

    Peraltro mi permetto, con molta delicatezza, di dissentire anche dall'individuazione della motivazione operata da Adamo. Non credo sia questa la tua intenzione, ma talora è facile liquidare la questione in quei termini.. :-)

    Un caro saluto

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    gesù non è mai esistito, fuori le prove!

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  • 1 decennio fa

    se io ti dico "tuo padre a volte spara cavolate" e "tuo padre non è tuo padre", quale di queste due affermazioni ci tieni di più a smentire?

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  • 1 decennio fa

    Interpretare laicamente la figura di Gesù, quindi svincolato dalle religioni, da un lato porta quest'uomo alla portata di tutti rendendo il suo messaggio dirompente tanto più perchè libero, non filtrato o addomesticato dalla religione, dall'altro mina l'autorità della religione che da sempre tenta di indirizzare le genti, nell'interpreatzione della parola del figlio di Dio.

    Penso che chi tema un danno nel caso della mia seconda ipotesi, dissenta da te.

    Ciao

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  • 1 decennio fa

    perchè forse molti nn capiscono il senso della domanda .....

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  • 1 decennio fa

    mi sfugge il senso della domanda. ho sottoposto il tuo quesito ad una attenta analisi epistemologica e semeiotica.

    dal punto di vista morfologico non riesco a trarre delucidazioni adeguate, neppure su un piano meramente stocastico.

    stocastico non è una parolaccia, in quanto in teoria della probabilità un processo stocastico è una generalizzazione dell'idea di variabile casuale e può euristicamente essere interpretato come una variabile casuale che prenda valori in spazi più generali dei numeri reali (come ad esempio, \R^n , o spazi funzionali, o successioni di numeri reali). Pertanto, è in genere possibile identificare un processo stocastico come una famiglia ad un parametro di variabili casuali reali. Supponiamo ad esempio di voler modellizzare matematicamente la dinamica di un punto che si muove su di una retta con una legge probabilistica. Possiamo introdurre un processo stocastico come la collezione delle variabili casuali \{X_t, t \in \R \}, dove per ogni valore della variabile tempo t, Xt è semplicemente la variabile casuale (reale) che esprime la legge probabilistica del punto considerato al tempo t.

    in sintesi, chevvordì?

    te l'avessi chiesto direttamente avrebbero potuto dire che non era una domanda e non era una risposta. a questo punto voglio vedere

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