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mi potreste aiutare devo fare la parafrasi e il commento della poesia a livella del principe Antonio de curtis?

il principe Antonio de Curtis è totò mi aiutate per favore la poesia è in napoletano io a mala pena riesco a fare la parafrasi di una poesia in italiano per favore fate presto 10 punti al migliore è x domani

1 risposta

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    http://www.vivicentro.org/a-livella-vp26.html?high...

    qui c'è una parziale "TRADUZIONE"

    La parafrasi è facile, si tratta di "riscrivere" la poesia a parole tue (così, almeno in italiano, dovresti riuscire a farne una la prox volta)

    Ti faccio l'esempio con la prima strofa:

    "Ogn'anno,il due novembre,c'é l'usanza

    per i defunti andare al Cimitero.

    Ognuno ll'adda fà chesta crianza;

    ognuno adda tené chistu penziero.

    Ogn'anno,puntualmente,in questo giorno,

    di questa triste e mesta ricorrenza,

    anch'io ci vado,e con dei fiori adorno

    il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza."

    Parafrasi:

    Il due novembre si è soliti andare al cimitero per commemorare i defunti: ognuno dovrebbe avere questo riguardo e questo pensiero.

    Ogni anno, come sempre, in questa triste ricorrenza, anche io vado al cimitero e porto dei fiori sulla tomba della zia Vincenza.

    come vedi, sono le stesse parole, appena "ritoccate". Non ti faccio io la parafrasi perchè poi verresti sicuramente beccato dalla prof, è meglio che te la riscriva tu, al limite posso aiutarti ulteriormente per qualche punto che ti sembra troppo ingarbugliato.

    Il commento...fatta la parafrasi, il commento diventa più facile.

    dovresti scrivere:

    1) un breve riassunto della poesia, tipo:

    il principe de curtis prende spunto dalla ricorrenza del 2 novembre

    di commemorare i defunti per affrontare - con stile ironico- il tema della morte.

    Comincia con l'introdurre la riflessione osservando le lapidi e notando come alcune di esse ( nello specifico quella del netturbino) fossero povere come i loro proprietari lì sepolti, infatti ad un certo punto dice "questo povero disgraziato s'aspettava di esser un pezzente pure da morto?". Distratto dalle sue riflessioni, continua, è rimasto rinchiuso nel cimitero di notte e assisteal dialogo di due anime.

    Si rende subito conto che una è quella del nobile marchese, l'altra dell'umile netturbino. apre la discussione il marchese, indispettito del fatto che la salma del netturbino sia stata deposta accanto alla sua.

    Nel corso della discussione, il netturbino inizialmente ha un atteggiamento remissivo, quasi di mortificazione, ma dopo poco prende coraggio e zittisce il marchese ricordandogli che la morte è una livella: come dice il nome stesso, la morte "livella", ogni disparità sociale, portando tutto nell'oblio. E qui il tocco di genio di de Curtis: nel far concludere il netturbino dicendo "stè pagliacciate le fanno solo i vivi. Noi siamo seri, apparteniamo alla morte", dice in pratica che solo i vivi sono così sciocchi da attaccarsi al rango e alle convenzioni sociali, non ricordando che prima o poi tutti siamo destinati a morire e con noi tutte le apparenze cui tanto teniamo. Potremmo azzardare che sia una sottile vena di pessimismo da parte dell'autore, volendo..

    2) in coda al commento, io una piccolissima interpretazione tua ce la metterei: anche tu pensi come Totò che una volta morti non resta altro che una "casciurella con quattr'ossa" (=una bara con 4 ossa) o che -almeno nel ricordo di quanti ci amano abbiamo una piccola speranza di eternità?

    Libero di non aggiungere la parte 2...però secondo me ci faresti una gran bella figura, nel mostrare che hai messo anche un po' della tua testa in questa parafrasi ..ps. detto tra noi, a volte il lavoro di parafrasi è una p...a enorme.

    Ti ho risolto un 70% abbondante di lavoro..ora tocca a te! :-)

    Fonte/i: L'ho studiata anche io...a me è piaciuta.
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