Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiScienze sociali - Altro · 1 decennio fa

chi e minotauro vorrei sapere la sua storia l' evento storico e la popolazione che mangiava il minotauro?

3 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Minotauro

    Mostro ibrido con la testa di toro su un corpo di uomo; il suo vero nome era Asterio (o Asterione). Nacque dall’accoppiamento di Pasife*, moglie del re di Creta Minosse*, con il meraviglioso toro bianco che Poseidone* aveva mandato al re. Quest’ultimo, pieno d’orrore, nascose allora il Minotauro alla vista di tutti chiudendolo nel Labirinto*, edificio costruito dal suo architetto Dedalo* e caratterizzato da un tale intrico di stanze e corridoi che nessuno poteva uscirne una volta entrato.

    Ogni anno, il mostro riceveva in pasto sette giovani e sette fanciulle, tributo umano imposto da Minosse alla città di Atene. Il principe ateniese Teseo* decise di opporsi a questa barbarie; si offrì allora di condividere la sorte degli sventurati giovani condannati ad essere divorati. Una volta entrato nel Labirinto, l’eroe uccise il Minotauro, e riuscì a ritrovare la strada per uscire grazie alla matassa di filo che per amore gli aveva donato Arianna*, una delle figlie di Minosse e Pasife.

    La leggenda del Minotauro è probabilmente l’eco di un culto cretese del toro, e di sacrifici umani praticati in epoca minoica.

  • 1 decennio fa

    E' UN PERSONAGGIO DELLA MITOLOGIA GRECA!!!!

    Era un mostro dal corpo umano e la testa di toro che per alcuni autori simboleggia la parte istintiva dell'uomo come la forza .

    Minosse, re di Creta, pregò Poseidone di inviargli un toro per un sacrificio, ma vista la bellezza dell'animale aveva deciso di tenerlo per sé. Poseidone, allora, per punirlo, fece innamorare Pasifae, moglie di Minosse, del toro stesso.

    Ella, per soddisfare il proprio desiderio carnale (come narra Ovidio nelle Metamorfosi), si fece costruire da Dedalo una giovenca di legno d'acero, entro la quale essa si nascose e si accoppiò con l'animale.

    Dall'unione mostruosa nacque il Minotauro, termine che unisce, appunto, il prefisso "minos" (che presso i cretesi significava re) con il suffisso "tauro" (che significa toro).

    Minosse fece rinchiudere il Minotauro nel labirinto costruito pure dall'ingegnere Dedalo. La città di Atene, sottomessa allora a Creta, doveva inviare sette giovani maschi e sette fanciulle da offrire in pasto al Minotauro, che si cibava di carne umana.

    Allora Teseo, eroe figlio del re ateniese Egeo, si recò a Creta per sconfiggere il minotauro, riuscendo anche a fuggire dal labirinto con l'aiuto di Arianna, che gli svelò come uscirne (usando il celebre "filo d'Arianna"). Teseo promise alla fanciulla (che era del resto anche lei figlia di Minosse) che dopo aver compiuto l'impresa l'avrebbe sposata.

    Ma dato che si era già sposato, Teseo abbandonò Arianna sull'isola di Nasso. Gli dei, per punire Teseo, gli annebbiarono la memoria e così egli si dimentico di issare la vela bianca indicante la sua vittoria e lasciò quella nera che significava la sua morte. Il padre Egeo, vedendo la bandiera nera, pensò che il figlio non ce l'avesse fatta ed allora, disperato, si gettò dalla scogliera e affogò, in un mare che si chiama ancora oggi Mar Egeo.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Il Minotauro (Μινόταυρος) è una figura della mitologia greca, era figlio di un toro divino inviato da Poseidone e di Pasifae regina di Creta.

    Indice

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    * 1 Nella mitologia greca

    * 2 Fatti correlati

    * 3 Voci correlate

    * 4 Altri progetti

    Nella mitologia greca [modifica]

    Era un mostro dal corpo umano e la testa di toro che per alcuni autori simboleggia la parte istintiva dell'uomo come la forza .

    Minosse, re di Creta, pregò Poseidone di inviargli un toro per un sacrificio, ma vista la bellezza dell'animale aveva deciso di tenerlo per sé. Poseidone, allora, per punirlo, fece innamorare Pasifae, moglie di Minosse, del toro stesso.

    Ella, per soddisfare il proprio desiderio carnale (come narra Ovidio nelle Metamorfosi), si fece costruire da Dedalo una giovenca di legno d'acero, entro la quale essa si nascose e si accoppiò con l'animale.

    Dall'unione mostruosa nacque il Minotauro, termine che unisce, appunto, il prefisso "minos" (che presso i cretesi significava re) con il suffisso "tauro" (che significa toro).

    Minosse fece rinchiudere il Minotauro nel labirinto costruito pure dall'ingegnere Dedalo. La città di Atene, sottomessa allora a Creta, doveva inviare sette giovani maschi e sette fanciulle da offrire in pasto al Minotauro, che si cibava di carne umana.

    George Frederic Watts, Il minotauro

    Come riporta lo Pseudo-Apollodoro nel Libro III della sua Biblioteca:

    « Poseidone, infuriato perché Minosse non gli aveva sacrificato il toro, lo rese selvaggio, e fece in modo che Pasifae si accendesse di desiderio per questo toro. La donna dunque, innamorata del toro, trovò un alleato in Dedalo, l'architetto, che era stato bandito da Atene per un omicidio. Egli costruì una vacca di legno montata su ruote, con l'interno cavo e ricoperta da una pelle bovina; la collocò nel prato dove il toro era solito pascolare, e Pasifae vi entrò dentro. Quando il toro le si avvicinò, la montò, come fosse una mucca vera. Così la donna partorì Asterio, chiamato Minotauro: e aveva la testa di un toro e il corpo di un uomo. Minosse, seguendo l'indicazione di alcuni oracoli, lo tenne chiuso nel labirinto, una costruzione progettata da Dedalo, che con i suoi meandri aggrovigliati impediva di trovare l'uscita. »

    Allora Teseo, eroe figlio del re ateniese Egeo, si recò a Creta per sconfiggere il minotauro, riuscendo anche a fuggire dal labirinto con l'aiuto di Arianna, che gli svelò come uscirne (usando il celebre "filo d'Arianna"). Teseo promise alla fanciulla (che era del resto anche lei figlia di Minosse) che dopo aver compiuto l'impresa l'avrebbe sposata.

    Ma dato che si era già sposato, Teseo abbandonò Arianna sull'isola di Nasso. Gli dei, per punire Teseo, gli annebbiarono la memoria e così egli si dimentico di issare la vela bianca indicante la sua vittoria e lasciò quella nera che significava la sua morte. Il padre Egeo, vedendo la bandiera nera, pensò che il figlio non ce l'avesse fatta ed allora, disperato, si gettò dalla scogliera e affogò, in un mare che si chiama ancora oggi Mar Egeo.

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