ragaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa ki mi aiuta?

tema sullla legalità..ki mi aiuta..?si dv parlare di camorra omelà e giustizia..

10 punti a ki mi aiuta*.* grazie^.^

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Il principio della legalità, valore universalmente condiviso, è spesso oggetto di violazioni che generano disagio sociale e inquietudine soprattutto nei giovani.

    Sviluppa l’argomento, discutendo sulle forme in cui i vari organismi sociali possono promuovere la cultura della legalità, per formare cittadini consapevoli e aiutare i giovani a scegliere un percorso di vita ispirato ai valori della solidarietà e della giustizia.

    Se gli uomini vivessero come animali, l’istinto li porterebbe ad impossessarsi di tutto ciò che serve loro per soddisfare i propri bisogni naturali e ad evitare ciò che li disturba; ne conseguirebbe inevitabilmente un perenne stato di lotta: il più forte sopravvivrebbe a danno del più debole destinato a soccombere. Gli uomini però possiedono sia lo spirito di conservazione che la ragione, scelgono ciò che loro conviene maggiormente: si accordano con i propri simili, rinunciando ad avere diritti naturali su tutto e su tutti e autorizzando la legge a stabilire quali sono i comportamenti da tenere e quali quelli da evitare. È così che nasce la società civile con le sue regole e le sue limitazioni.

    La trasgressione delle leggi avviene per ottenere dei vantaggi personali violando il principio di legalità, valore universalmente condiviso, e generando disagio sociale e inquietudine. Queste violazioni vanno dalle più insignificanti alle più gravi, dalle baby gang, dove dei ragazzini derubano i coetanei e li costringono con violenze verbali e fisiche a tacere, alla mafia, organizzazione malavitosa gerarchizzata che si configura come un sovrastato.

    Le motivazioni che spingono le persone a trasgredire le leggi sono anch’esse svariate e abissalmente diverse. Ad esempio il ragazzino che sottomette e deruba il coetaneo lo fa per ottenere soldi facili con cui comprarsi vestiti firmati, alcol, droga, ma anche per il desiderio di superiorità e di potere sugli altri, generato spesso da disagi personali o familiari, o talvolta semplicemente dalla noia.

    La mafia si configura invece come alternativa allo stato riconosciuto nazionale, cioè come una sorta di organizzazione indipendente all’interno dello stato, con il quale entra in conflitto o talvolta raggiunge un compromesso infiltrandosi nelle istituzioni.

    Un altro caso di violazione della legalità purtroppo in questi giorni tornato prepotentemente d’attualità è quello della violenza negli stadi. I tifosi provano un senso di esaltazione nel manifestare con la violenza il loro odio verso la polizia e le regole e dunque nei confronti della legalità. Questo esempio può forse chiarire meglio come alla base delle violazioni ci sia una sbagliata cultura di fondo che contraddice il principio della legalità nella sua essenza, ovvero vede lo stato con le sue istituzioni come una limitazione, un avversario che ci priva della libertà, quando al contrario lo stato dovrebbe rappresentare quel compromesso tra i cittadini dettato dalla ragione, che con le sue regole, le leggi, permetta la convivenza pacifica tra gli individui.

    Per promuovere una cultura della legalità gli organismi sociali, in particolare le scuole, dovrebbero trasmettere l’ideale di legalità come qualcosa di conveniente per l’individuo, non come una privazione, ma come ciò che permette di vivere liberi senza calpestare i diritti delle altre persone. Inoltre potrebbe essere utile affrontare problemi come quello della mafia perché guardandone la pericolosità e drammaticità i giovani possano rendersi concretamente conto di quanto la il rispetto della legalità costituisca una via di giustizia. La legalità può essere presentata ai giovani facendo conoscere loro personaggi che hanno incarnato questo valore, dando la loro vita per difendere i principi dello stato, come ad esempio i giudici Falcone e Borsellino, che persero la vita assassinati dalla mafia.

    Sono anche convinto però che per quanto l’educazione possa sensibilizzare una persona, molto dipenda dalla morale personale e dalla coscienza che possono portare un giovane a seguire un percorso di vita ispirato ai valori di solidarietà e giustizia. Questo non è facile soprattutto per coloro che vivono circondati dall’illegalità, ai quali per intraprendere un percorso nella legalità è necessaria non solo la volontà, ma anche un atto di coraggio.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Se vuoi ti posso dare qualche spunto:

    -Camorra minaccia “Le Iene”.

    -Omertà: Il silenzio non è sempre omertà, è educazione. (nn so di chi sia questa frase, mi disp.) è il valor massimo della cultura e civiltà mafiosa perché è il migliore mezzo di difesa della sua sopravivenza. La mafia tortura fino alla morte una giovane napoletana de 18 anni solo perché fidanzata del ragazzo che con la sua denunzia ha mandato in galera un assassino. L’informazione certa cultura o civiltà mafiosa de gente per bene non ha dato importanza al caso perché era tropo occupata con le “torture” americane in Iraq. Una civiltà per benne doveva rispondere con il valore contrario: al primo mafioso se doveva giudicare subito in pochi minuti: o dice la verità o morte. Cosi moriva qualche assassino 50 ani fa e se salvavano 50.000 vittime innocenti della mafia e criminalità, permettendo a 50 milioni di vivere molto meglio.

    -Roberto Saviano, "Gomorra", omertà, delazione e cultura o civiltà mafiosa de gente per bene?

    Tutto è cambiato per Roberto Saviano, 28 anni, da quando ha pubblicato il suo primo libro, "Gomorra", che ha già venduto 300mila copie. Fino ad allora, la sua vita era stata relativamente tranquilla. Viveva a Napoli, amava percorrere le strade sulla sua Vespa e seguire le trame criminali. Roberto Saviano: "Non riscriverei Gomorra. PRIMA sono arivate le telefonate anonime; poi, le minacce di morte, infine, la scorta e l'esilio lontano dalla sua città…La mafia siciliana ha una struttura piramidale e la Camorra l'ha orizzontale. Entrambi i sistemi si rapportano in maniera diversa al potere politico. Il meccanismo mafioso è semplice e si riduce al binomio appalti-mafia. Vale a dire che la mafia, tramite la politica, ottiene appalti pubblici (edilizia, raccolta dei rifiuti, ospedali, ecc.). La camorra, invece, funziona con una logica ultraliberale il cui fulcro non è l'appoggio dei politici. Ciò rende la camorra più flessibile e più imprevedibile. Non può esistere nella camorra un boss che abbia il monopolio dei prezzi, perché se lo facesse sarebbe assassinato o arrestato. Mi sono lasciato prendere dal carisma di questa gente per poterlo raccontare. Perché sono i miei miti, i miti del posto in cui sono cresciuto. Per capire i boss, ho dovuto guardarmi allo specchio, più che guardare loro". Ma ho scelto di raccontare la mia epoca e la condizione umana attraverso la camorra. Mi sono lasciato ossessionare da queste storie perché sono una loro vittima, perché sono cresciuto in quel luogo…Se potesse tornare indietro no scriverebbe Gomorra…No. E non per le minacce, ma per quello che esse hanno comportato: il comportamento degli editori e di molte persone vicine. La solidarietà è solo una parola". (Saviano)

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.