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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

tema felicità!!!help mee!?

devo fare un tema sulla felicità potete aiutarmi? o magari suggerirmi siti con temi già pronti?? grazie 1000 10 punti al migliore!!!

4 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    PRENDI SPUNTO DA QUI!

    Le emozioni sono componenti fondamentali della nostra vita, da esse, sovente, traiamo gli stimoli che muovono le nostre giornate. Seppure ogni singola emozione sia importante e permetta a chi la sperimenta di sentirsi vivo, l'uomo è soprattutto alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità . Quest'ultima è data da un senso di appagamento generale e la sua intensità varia a seconda del numero e della forza delle emozioni positive che un individuo sperimenta.

    Questo stato di benessere, soprattutto nella sua forma più intensa - la gioia - non solo viene esperito dall'individuo, ma si accompagna da un punto di vista fisiologico, ad una attivazione generalizzata dell'organismo.

    Molte ricerche mettono in luce come essere felici abbia notevoli ripercussioni positive sul comportamento, sui processi cognitivi, nonché sul benessere generale della persona. Ma chi sono le persone felici? Gli studi che hanno cercato di rispondere a questa domanda evidenziano come la felicità non dipenda tanto da variabili anagrafiche come l'età o il sesso, né in misura rilevante dalla bellezza, ricchezza, salute o cultura. Al contrario sembra che le caratteristiche maggiormente associate alla felicità siano quelle relative alla personalità quali ad esempio estroversione, fiducia in se stessi, sensazione di controllo sulla propria persona e il proprio futuro.

    Le emozioni sono componenti fondamentali della nostra vita, danno colore e sapore all'esistenza, anche se, in una civiltà come quella occidentale impostata sul primato della ragione, spesso sono considerate con sospetto e timore. Del resto non potrebbe essere altrimenti: infatti se la ragione promette all'uomo il dominio su se stesso e le cose, le emozioni spesso producono turbamento e conflitto, non sono mai totalmente controllabili e a volte ci trascinano a dire o fare cose di cui, una volta cessato l'impeto emotivo, ci si pente. Eppure, sono le emozioni che ci fanno gustare la vita ed è proprio dalle emozioni, piccole o grandi che siano, che l'individuo spera di ricavare nuovi stimoli che muovano le sue giornate. Del resto come si potrebbe dire di vivere appieno se non si sperimentassero mai la gioia, il tremito dello smarrimento o della paura, l'impeto della passione, l'abbandono alla nostalgia, il peso e la disperazione provocate dalla sofferenza?

    Tuttavia, seppur ogni singola emozione sia importante e permetta a chi la sperimenta di sentirsi vivo, l'uomo è soprattutto alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità .

    Il tema della felicità appassiona da sempre l'umanità: scrittori, poeti, filosofi, persone comuni, ognuno si trova a pensare, descrivere, cercare questo stato di grazia. Per tentare di definire questa condizione alcuni studiosi hanno posto l'accento sulla componente emozionale , come il sentirsi di buon umore, altri sottolineano l'aspetto cognitivo e riflessivo , come il considerarsi soddisfatti della propria vita. La felicità a volte viene descritta come contentezza, soddisfazione, tranquillità, appagamento a volte come gioia, piacere, divertimento.

    Secondo Argyle (1987), il maggiore studioso di questa emozione, la felicità è rappresentata da un senso generale di appagamento complessivo che può essere scomposto in termini di appagamento in aree specifiche quali ad esempio il matrimonio, il lavoro, il tempo libero, i rapporti sociali, l'autorealizzazione e la salute.

    La felicità è anche legata al numero e all'intensità delle emozioni positive che la persona sperimenta e, in ultimo, come evento o processo emotivo improvviso e piuttosto intenso è meglio designata come gioia . In questo caso è definibile come l'emozione che segue il soddisfacimento di un bisogno o la realizzazione di un desiderio e in essa, accanto all'esperienza del piacere, compaiono una certa dose di sorpresa e di attivazione (D'Urso e Trentin , 1992).

    Cosa succede quando siamo felici?

    Tutti noi, in misura più o meno accentuata, proviamo emozioni, in un certo senso le agiamo a livello di comportamenti più o meno visibili e consapevoli, le condividiamo con gli altri parlando o scrivendo di esse, alcuni riescono perfino ad immortalarle nelle opere d'arte.

    Ma cosa succede dentro e fuori di noi quando siamo felici?

    Alcuni autori (Maslow , 1968; Privette , 1983) riportano che le sensazioni esperite con più frequenza dalle persone che si trovano in una condizione di felicità o di gioia sono quelle di sentire con maggiore intensità le sensazioni corporee positive e con minore intensità la fatica fisica, di sperimentare uno stato di attenzione focalizzata e concentrata, di sentirsi maggiormente consapevoli delle proprie capacità.

    Spesso le persone felici si sentono più libere e spontanee , riferiscono

  • max
    Lv 6
    1 decennio fa

    è un bel tema. Scatena la fantasia! La felicità piena forse consiste nel raggiungimento dei proprio obiettivi (lavorativi, affettivi, ..) ma in fin dei conti è pure accettarsi per ciò che si è, aiutare gli altri, accontentarsi delle cose piccole della vita. La felicità magari dura un attimo ma è "parente stretta" della serenità, cioè della tranquillità e dell'equilibrio interiore. Molti autori hanno trattato questo tema, forse con più pessimismo che ottimismo (Pascal, Leopardi..), ma non sempre (Epicuro, Seneca..). Ti segnalo un sito pieno di massime sul tema

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ciao, sembra una cosa difficile fare un tema del genere, ma è molto facile.

    Pensa alla tua vita, alla tua felicità, alle tue azioni, alle tue amicizie, alle tue giornate e prova a raccontare dei fatti tuoi in cui eri molto felice, ma non scrivere cose tipo '' quel giorno ero felice con la mia amica'' potresti prendere un fatto in cui eri felice, come quello che ti ho consigliato prima però in modo diverso, cioè: la felicità è una cosa bellissima, provi nuove sensazioni...ecc

    Spero di esserti stata d'aiuto!!!

    Ciao

  • 1 decennio fa

    Siamo felici? Diciamoci la verità, siamo così indaffarati nelle cose della vita: ( impegni, corse, doveri da assolvere,obbiettivi da raggiungere ) che ci manca il tempo per questa domanda.

    Provate un istante a chiudere gli occhi e a pensare “ qual è l’ultima volta che siamo stati davvero felici? Attenzione , non voglio dire quando ci si diverte per una battuta con gli amici o per una risata, la felicità di cui voglio parlarvi è quel guardare sereno la propria vita e sentire che non manca nulla. Osservare serenamente come uno spettatore e poter dire: che cose meravigliose perfette quelle che vivo.

    Lo so ora starete lì pensando che tutto ciò non e possibile e non realizzabile perché non dipende da noi. Se vi soffermate un attimo a pensare il perchè di questi pensieri che affollano la nostra mente capirete che tutto ciò è dovuto alle nostre abitudini di pensare per la cultura che abbiamo ricevuto. E proprio la nostra cultura che ci fa scambiare la felicità con il divertimento e con le piccole gioie che derivano dal possesso o dall’essere apprezzati dagli altri con l’orgoglio di poter dire ( IO SONO QUESTO O QUESTO ALTRO ).

    Quando diventiamo adulti abbandoniamo quelle che definiamo “illusioni giovanili” e diciamo: non si può esser sempre felici, nella vita ci sono anche sofferenze, delusioni e i sogni spesso che non si realizzano” e ci sembra di dire una cosa sensata. Spesso ci convinciamo che la vita sia una partita un po’ truccata e che il nostro destino sia malinconicamente segnato. Come è successo tutto questo? Da cosa ci siamo allontanati così tanto da non esser in grado di vedere le cose se non dietro uno schermo di rassegnata malinconia??? Abbiamo la testa piena di pensieri e di domande.. e se vogliamo ritrovare la via giusta dobbiamo svuotare la nostra mente di tutte le cose che ci abbiamo infilato dentro e che ci impedisce di fare la cosa più semplice: vivere secondo natura come un fiore…Felicità è osservare serenamente la vita mentre ci forma e ci crea..

    Fonte/i: Quello che forse spesso ci manca è un qualcosa di importante per andare avanti nella vita di tutti i giorni, per decidere cosa fare, quasi per poter “giustificare” il fatto di essere felici, anche se non ci sarebbe bisogno di giustificazioni... Be’ secondo questo ragionamento, siccome la nostra vita va avanti come la impostiamo noi, la nostra felicità dipende da noi, e quindi ognuno di noi ha il suo particolare tipo di felicità: non esiste “la felicità”, esiste la tua felicità, la mia felicità, la felicità di ciascuna singola persona che vive nel mondo. E questo non è bellissimo? Che soddisfazione ci sarebbe se fosse già tutto definito, già tutto fatto, se ci fosse una “soluzione unica”? Il bello della vita è appunto viverla, correndo magari il rischio di sbagliare! Se proprio vogliamo scovare un sistema per essere più felici, per diciamo non sentirci “colpevoli” di essere felici (che comunque è un po’ da paranoici), secondo me l’unico modo è aiutare gli altri, insomma la gente che ci circonda, al limite “tutto il mondo”, ad essere più felice, cioè in poche parole aiutare tutti quanti a prendere coscienza che soddisfatti i bisogni fondamentali, ed assicuratoci che nessuno soffra per colpa nostra, direttamente o indirettamente (e qui ce ne sarebbe già da riflettere...! be’ diciamo nel limite delle ragionevoli possibilità di ogni nostra giornata :o) ), non c’è motivo per non essere felici)Nella storia, il dominio di una certa idea di felicità ha creato tensione, odio e paradossalmente infelicità. E questo si sta ripetendo: i mezzi di comunicazione di massa tendono a proporre un’idea standard di felicità, una felicità in scatola (ad esempio che so io, fare molto sesso...) che spesso finisce per violentare l’idea di felicità personale, e anche l’idea di felicità propria di altre culture (ad esempio, ultimamente, quelle dei paesi musulmani), scatenando violenza ed incomprensione invece di creare arricchimento. Ma sì, ogni tanto fa bene essere felici con sé stessi, sentirsi bene e un pochino soddisfatti. Ogni tanto serve sentirci a posto con il resto del mondo. Per farlo forse serve comprendere ed accettare sé stessi, serve comprendere ed accettare gli altri, con tutta la dose di pazienza conseguente... Serve capire cosa possiamo fare, cosa è giusto fare per noi e per gli altri. Serve anche capire quando fermarci un po' e non fare proprio niente.
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