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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureSocietà e culture - Altro · 1 decennio fa

CHI MI SA DARE IL RIASSUNTO DEI PRIMI 2 CAPITOLI???10 PUNTI AL MIGLIORE E PIU VELOCE?

IL LIBRO IN QUESTIONE E MARCOVALDO DI ITALO CALVINO!! MI SERVE UN BREVE RIASSUNTO DEI PRIMI 2 CAPITOLI!! VI PREGO AIUTATEMI!!

3 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Marcovaldo vive con sua moglie Domitilla e i suoi 5 figli in un piccolo appartamento in una città industriale non meglio precisata, forse Torino, forse Milano. Tenta di mantenere la sua famiglia, ma tutti i tentativi di fare un po' di fortuna, di stare un pochino meglio, con tutte le buone intenzioni, finiscono sempre per prendere una piega grottesca ovvero tragicomica e Marcovaldo continua sempre a lavorare come manovale alla SBAV, una fantomatica ditta della quale Calvino non specifica in che campo operi. Ogni racconto è destinato ad una stagione (le stagioni si alternano come nel calendario) e narra un'avventura di Marcovaldo.

    In Funghi in città, Marcovaldo scopre dei funghi cresciuti sulla striscia d'aiola d'un corso cittadino. È tutto eccitato dalla sua scoperta, crede di poter ritrovare un angolo di natura anche in città, un angolo solo a lui noto, e quando è finalmente arrivato il momento raccogliere i funghi, scopre che altre persone sono arrivate prima di lui. L'episodio si conclude in una corsia d'ospedale, i funghi erano velenosi e i malcapitati rivali nella raccolta si ritrovano tutti accomunati dall'identico destino

    Nel racconto Villeggiatura in panchina, ambientato d'estate, Marcovaldo si sente soffocare in casa sua dove dormono tutti in una sola camera. Nota la panchina nel giardinetto pubblico sotto casa e questa panchina lo fa sognare: si immagina quanto sarà fresco e riposante dormirci tutto da solo. Una notte caldissima prende il suo guanciale e ci va. Ma la panchina è occupata… deve aspettare a lungo prima di conquistarla, poi ci sono i rumori, i profumi, le puzze inconsuete che impediscono a Marcovaldo di trovare il sonno tanto desiderato.

    In "La cura delle api" Marcovaldo da un ritaglio di giornale usato per incartare il panino, scopre come poter curare i reumatismi col veleno d'api; manda così i figli a catturarne tante, ed allestisce un ambulatorio medico in casa. Senonché, a causa dell'imprudenza del figlio Michelino (viene inseguito fino a casa da un nugolo di api inferocite) finiranno tutti all'ospedale.

    In "Un sabato di sole, aria e sonno" Marcovaldo va sulle rive del fiume per fare sabbiature che lo sanino dai reumatismi. Invece che sulla riva, si fa seppellire fino alla testa dai figli sulla sabbia di una chiatta che, sciolti gli ormeggi e in balìa della forte corrente, atterra su una massa di bagnanti...

    In "Marcovaldo al supermarket", egli va con tutta la famiglia per osservare gli altri fare spese, dal momento che essi non possono permetterselo. Ma la voglia di sentirsi per un attimo come gli altri giocherà alla famiglia uno scherzo che finirà molto male...

    Ne "Il piccione comunale" Marcovaldo, alla fame, cerca di catturare delle beccacce sparpagliando della carta moschicida sul terrazzo del condominio. Catturerà solo un povero piccione comunale, venendo poi scoperto dall'amministratrice...

    Nell'ultima novella, "I figli di Babbo Natale", Marcovaldo gira porta a porta, per conto della Sbav, vestito da Babbo Natale a portar doni, accompagnato dal figlio Michelino che deve fare un regalo ad un bambino povero. Dopo aver fatto visita al figlio di un noto industriale, ricchissimo quanto solo e triste, sarà Michelino a portargli il più bel dono...

    Un altro elemento che accomuna i singoli racconti è il fatto che Marcovaldo va in cerca della Natura in città. Però, la Natura che lui trova non è quella idillica, genuina di cui sogna, ma è dispettosa e compromessa con la vita cittadina cioè artificiale. La contrapposizione dei sogni genuini di Marcovaldo alla sobria realtà, rappresentata sia dall'ambiente cittadino, sia dalla moglie Domitilla, rende la lettura molto dilettevole.

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  • 1 decennio fa

    ) I funghi in città (primavera)

    Anche in città crescono i funghi. Quello che per Marcovaldo sembra un miracolo, ( sul quale si deve far finta di non soffermarsi per non destare il sospetto di essere “diversi”…per questo M. si china ad allacciarsi le scarpe per depistare eventuali curiosi…), si rivelerà assai spiacevole.

    Marcovaldo appare come un uomo che non può condividere con nessuno il proprio desiderio di bellezza. Ha paura che glielo portino via..

    Amadigi (l’operatore ecologico già antipatico a Marcovaldo per il suo lavoro di “cancellatore”di tracce naturali ) e Marcovaldo stanno in forte opposizione e in realtà lo slancio generoso di informare altre persone della presenza di funghi è in realtà l’unico modo che ha M. di sottrarre i funghi ad Amadigi.

    Alla fine si ritrovano tutti in ospedale; l’avvelenamento si oppone al naturale egoismo della gente costringendola ad una convivenza forzata.

    2.La villeggiatura in panchina (estate)

    Per Marcovaldo, costretto a passare l’estate in città, anche la frescura notturna su una panchina può andare bene. Scoprirà che non è poi così tranquilla la notte, tra un semaforo che lampeggia, operai che lavorano di notte e il camion della Nettezza Urbana che raccoglie i rifiuti.

    …all’alba, con la bocca impastata, stranito, con la schiena dura e un fianco pesto, Marcovaldo correva al suo lavoro.

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  • 1 decennio fa

    va sparate

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