Claudia F ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Qualcuno sa x caso che funzione aveva l'anima nel Romanticismo?????Help me =(?

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Il Romanticismo

    Durante l’età napoleonica la politica, l’economia, la cultura dell’Europa subiscono profonde trasformazioni. Napoleone, con l’immagine che riesce a dare di sé, mobilita grandi masse soprattutto urbane; le nazioni a lui contrarie non possono essere da meno (anche solo per la mobilitazione militare a cui sono costrette) e cercano di conquistare il consenso popolare.

    L’ingresso delle masse popolari sulla scena politica porta all’esplosione del problema nazionale e di quello dei diritti di libertà dell’individuo.

    L’elaborazione ideologica

    Gli stati europei sono attenti all’elaborazione ideologica e favoriscono la diffusione di idee coerenti coi programmi politici della restaurazione. Le università e le scuole svolgono un importante ruolo in questo senso.

    Gli ideologi più significativi sono l’inglese Edmund Burke (17291797), che in Riflessioni sulla rivoluzione francese (1790) sostiene che ogni popolo deve adattare lentamente le libertà individuali alle proprie condizioni storico-politiche; un’astratta applicazione di principi "razionali" non porta a una maggiore libertà, ma alla dittatura o all’anarchia. L’opera di Burke viene tradotta in tutti i paesi europei; è una dimostrazione dell’attenzione dei vari sovrani all’attuazione di una politica conservatrice.

    In Germania Karl von Savigny (1779-1861) in Vocazione del nostro tempo per la legislazione e la scienza del diritto polemizza con la pretesa napoleonica di estendere a tutti i paesi conquistati i codici francesi e sostiene che il diritto ha la sua fonte nello "spirito del popolo"; perché una legge sia efficace deve essere adattata alle condizioni storiche di ogni popolo e non può essere codificata in una norma universale.

    In Svizzera Karl von Haller ( 1768-1854) in Restaurazione della scienza dello stato sostiene che un ordinamento politico ben strutturato deve fondarsi sulla legge divina che pone su una persona l’esercizio del potere; la struttura dello stato deve andare dall’alto al basso; vanno rifiutati egualitarismo e democrazia sostenuti dagli illuministi.

    Tesi simili vengono elaborate in Francia da Joseph de Maistre (17531821) e da Louis-Gabriel de Bonald (1754-1840).

    Il primo sostiene il potere assoluto come unico strumento di certezza del diritto e dell’ordine. L’uomo, corrotto dal peccato originale, non può governarsi da sé, ha bisogno di un’autorità superiore. Sopra l’autorità regia si pone quella divina; un re che non riconosca tutto ciò finisce per diventare un tiranno. Ogni sovrano deve perciò riconoscere la superiore autorità della chiesa che, derivando direttamente da Dio il suo potere, può autorizzare i sudditi a rifiutare l’obbedienza al sovrano - tiranno.

    Il secondo vede nella rivoluzione francese il risultato necessario e dissolutore del razionalismo illuminista che, con l’esaltazione della ragione, ha distrutto lo spirito religioso dell’uomo. L’uomo deve rinunciare a un autonomo giudizio sulla realtà per accettare solo la valutazione che proviene dalla ragione universale ritrovando le tradizioni che danno senso all’uomo.

    Tutte queste tesi sull’origine del diritto e sui fondamenti dello stato rappresentano la teorizzazione della politica restauratrice dell’Europa postnapoleonica.

    Il romanticismo

    E’ difficile definire il romanticismo nei suoi contenuti concettuali; a volte il termine viene usato come sinonimo di "cultura della restaurazione": in questo senso viene messa in evidenza l’anima moderata del primo Ottocento; altre volte viene usato nel senso di "cultura delle rivoluzioni nazionali". I due aspetti, per quanto contrari, sono veri e convivono nella cultura romantica. Per questa ragione definire il romanticismo al di fuori di limiti cronologici è difficile, esso è un’"atmosfera culturale", un modo di sentire e di pensare che si fonda sul sentimento dell’infinito e che nell’arte, in particolare nella musica, ha le sue espressioni più significative.

    Il romanticismo ha prodotto una rivoluzione nell’ambito artistico, nella letteratura, nella musica, nelle arti figurative e, per questa ragione, è da considerare prima di tutto come dottrina estetica.

    Di norma si tende a far coincidere esaltazione del sentimento e romanticismo; il sentimento romantico, va precisato, non è un generico sentire, è sentimento della totalità, dell’infinito e, perciò stesso, perennemente inappagato.

    Su questa nuova sensibilità si fonda la "rivoluzione estetica" del romanticismo, il cui carattere fondamentale è il rinnovamento del linguaggio, che deve aderire alla realtà quotidiana; il linguaggio "letterario" dà origine a una letteratura vuota e morta perché attenta solo ai formalismi. L’immagine poetica non può essere il risultato di un ragionamento, è essa stessa che fa scaturire le idee e le concretizza nella vita quotidiana, "pensare è parlare, pensare e fare o operare sono una stessa operazione sebbene modificata" (Novalis).

    L’estetica romantica si fonda sull’esaltazione del se

  • Anonimo
    1 decennio fa

    il romanticismo è una corrente caratterizzata dall'esasperazione del sentimento e dal suo essere privilegiato riuspetto alla ragione della scienza (che peraltro si riafferma durante l'illuminismo), di conseguenza l'anima riveste un'importanza vitale, pari a quella rivestita dal cervello per gli illuministi

Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.