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Potete dirmi le differenze stilistiche tra l'opera del bernini "S.Andrea", e "S.Carlino" del Borromini' ?

grazie mille

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Una gradinata semicircolare introduce alla chiesa commissionata dal cardinale Camillo Pamphilj nel 1658 a Gian Lorenzo Bernini, che la costruì sul luogo di S.Andrea a Montecavallo. Al centro della facciata a un solo ordine inquadrata da lesene corinzie è disposto un finestrone semicircolare. L'interno, decorato con marmi policromi, dorature e stucchi, è a pianta ellittica, con l'asse maggiore perpendicolare all'ingresso e due cappelle disposte per lato. Nella prima a destra pala d'altare con 'Morte di S.Francesco Saverio' e tele laterali di Giovan Battista Gaulli. [1705] Nella seconda 'Deposizione', 'Flagellazione' 'Salita al Calvario' di Giacinto Brandi. [1682] Nella cappella maggiore altare in bronzo dorato e lapislazzuli su disegno del Bernini e il dipinto del 'Martirio di S.Andrea' del Borgognone. [1668] Sopra è collocata la raggiera dorata con angeli e cherubini di Ercole Antonio Raggi. Nella seconda cappella a sinistra 'Madonna con Bambino e S.Stanislao Kostka' di Carlo Maratta [1687] mentre nella volta 'Gloria del Santo' di Giovanni Odazzi. Nella cappella dei Fondatori 'Madonna con Bambino e Santi' di Ludovico Mazzanti, nella volta 'Gloria di Angeli' di Giuseppe Chiari. Nell'attiguo convento visse San Stanislao Kostka. Nato nel 1550 a Rostkow, spinto dalla vocazione viaggiò a piedi da Vienna, e attraversata la Germania giunse a Roma dove fu ammesso da San Francesco Borgia al Noviziato di S.Andrea dove morì il 15 agosto 1568

    mentre

    il san carlino fu costruito dal Borromini, si sviluppava su quattro livelli: il piano terra conteneva il refettorio con impianto rettangolare ad angoli smussati e volta lunettata e gli ambienti di servizio, i due livelli superiori erano occupati dai dormitori, e l'ultimo era destinato interamente alla biblioteca. Rispetto alla breve facciata sulla Strada Pia composta da tre assi di aperture, quella interna verso il giardino costituiva il fronte principale del primo nucleo del convento ed era connotata architettonicamente in modo da riflettere le diverse funzioni dei vari livelli.

    Secondo quanto appare in un disegno di Borromini conservato all'Albertina di Vienna, il convento doveva essere completato con un'altra ala lungo il giardino verso la Strada Felice, che non fu realizzata. Solo nel 1710 vennero realizzati tre distinti corpi di fabbrica per racchiudere il giardino.

    Il chiostro fu iniziato nel febbraio 1635, e due anni dopo doveva essere ultimato almeno per quanto riguarda i lavori murari; mentre i capitolati con gli scalpellini per la realizzazione delle balaustre a pilastrini triangolari furono sottoscritti solo nel luglio 1644. L'impianto ottagonale, ricavato dal taglio diagonale degli angoli di un rettangolo, si sviluppa in altezza con due ordini sovrapposti di colonne tuscaniche, con variazioni negli angoli costituite da una campata convessa al primo livello. Un pozzo ottagonale richiama la forma della pianta. La facciata del convento sulla Strada Pia venne completata solo tra il 1662 e il 1664, prima dei lavori per il contiguo prospetto della chiesa.

    La costruzione della chiesa, iniziata nel 1638, fu portata a compimento nel 1639 per quanto riguarda la struttura al rustico, e soltanto nel 1642 per la decorazione in stucco (iniziata nel 1640). Allo stesso periodo risale il campanile quadrangolare originario (sostituito con la torre attuale nel 1670, quando fu anche ridisegnato il prospetto angolare sul crocevia delle Quattro fontane sovrastante la fontana del fiume Tevere).

    Le prime testimonianze del progetto della chiesa risalgono agli anni 1634-36, quando l'iniziale idea di una pianta ad ottagono allungato con terminazioni rettilinee per il vestibolo e il coro e a due cappelle laterali rettangolari, venne modificata, dapprima sostituendo alle terminazioni e alle cappelle ambienti semicircolari, e quindi riducendo questi ultimi a semplici tratti curvi, a seguito del riposizionamento del corpo della chiesa al fine di ricavare la sagrestia nella parte orientale del complesso.

    Sulla matrice geometrica del progetto esistono molte versioni spesso contrastanti tra loro perfino sulla figura generatrice: ovale, cerchi concatenati, losanga, combinazione di ellissi, croce greca, ecc.. Tuttavia la base formale del progetto sembra consistere nella combinazione tra il rettangolo perimetrale e la serie di ovali inscritti che regolano i flessi della cupola, secondo schemi geometrici elementari elaborati con un metodo empirico, facilitato dai minimi problemi statici garantiti dalle ridotte dimensioni dell'ambiente. Al riguardo appare particolarmente pertinente l'affermazione del Cancellieri, nel 1788, che la chiesa di San Carlino poteva essere contenuta all'interno di uno dei pilastri della basilica di San Pietro.L'interno della chiesa è ripartito da un ordine gigante di colonne di ordine composito con interassi che racchiudono con sequenza alternata un settore più ampio, occupato da una porta e una nicchia, e uno più stretto occupato da una nicchia più piccola. La trab

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