Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

MI SERVE UN GRAN TECNOLOGICO!!!!!! 100 PUNTI 1?

Ciao mi serve un aiuto a rispondere a queste domande!:

- Come si fabbrica la carta?

- Che cosa è la carta da macero? Come si produce?

5 risposte

Classificazione
  • Risposta preferita

    domanda 1) dai un'occhiata qui http://www.manzonipacle.it/carta/produzione.htm

    domanda 2) la carta da macero è quella che viene ricavata dalla carta riciclata. La carta recuperata è messa in vasche piene d’acqua, nelle quali ruota una grande lama affilata, come in un frullatore. Impregnata d’acqua e macinata dalla lama, la carta si trasforma in una pasta composta per il 99 per cento da acqua e per l’1 per cento da fibra. Questa massa viene trattata con una soluzione alcalina per eliminare le sostanze indesiderate (grassi, plastiche, colle). Quindi viene lavata e, se in origine la carta era stampata, si eliminano gli inchiostri con acqua calda a circa 70 centigradi e con tensioattivi emulsionanti. Le schiume, ricche dei pigmenti degli inchiostri, sono eliminate man mano che si formano. L’impasto viene infine passato attraverso rulli che comprimono le fibre e fanno uscire l’acqua. Il processo di riciclo comporta la perdita di almeno un decimo del materiale trattato. La pasta di carta riciclata, la cui qualità è comunque inferiore a quella ricavata direttamente dal legno, viene venduta a stabilimenti per la fabbricazione dei prodotti finali. Infatti, a seconda della carta recuperata e riciclata (giornali, cartoni, carta mista) si hanno prodotti diversi: carta da imballo e da scrittura, cartoni, cartoncini e altri tipi.

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  • 1 decennio fa

    dai un occhiata a questo sito se trovi qualcosa che ti possa essere d'aiuto per la prima domanda...

    http://www.favini.com/gbpage.asp?id=200

    Per quanto riguarda la seconda, la carta da macero sono gli scarti che vengono utilizzati per produrre nuova carta...in pratica si usa carta da macero per fare la carta riciclata.

    Spero di esserti stata utile.

    ciao

  • Anonimo
    1 decennio fa

    1. si fabbrica con dei grandi macchinari nn so come si chiamano si introduche il materiale e fa tutto da solo

    2. la carta da distruggere qulla che non serve più o la carta che si riccicla

    3.la carta si fabbrica da un certo tipo di alberi per es gli egizi usano il papiro mentre noi boh!!!cia cia

  • Anonimo
    1 decennio fa

    La carta è un materiale costituito da materie prime fibrose, generalmente vegetali, unite per feltrazione ed essiccate. A seconda dell'uso a cui è destinata alla carta possono essere aggiunti collanti, cariche minerali, coloranti ed additivi diversi. È un materiale igroscopico.

    Il materiale più comunemente usato è la polpa di legno, solitamente legno tenero come per esempio l'abete o il pioppo, ma si usano anche altre fibre come cotone, lino e canapa.

    Un pacco di fogli di carta è chiamato risma e generalmente comprende 500 fogli. Il rapporto tra il peso della carta e la sua superficie si definisce "grammatura".

    Il materiale, a seconda della grammatura, si classifica generalmente in:

    carta (10÷150 g/m² con spessore 0,03÷0,3 mm),

    cartoncino (150÷450 g/m² con spessore maggiore di 0,3 mm)

    cartone (450÷1.200 g/m² spesso fino a 2 mm).[1] Il significato della parola carta è piuttosto incerto, secondo alcuni deriverebbe attraverso il latino charta dal greco charassò che significa incidere, scolpire. I termini corrispondenti paper anglosassone, papel spagnolo e papier francese, derivano invece dalla pianta del papiro, utilizzato per scrivere dagli antichi egizi fin dal 3000 a.C. e successivamente da greci e romani. Più a nord la pergamena, ottenuta per lavorazione di pelli di animali, sostituì per la scrittura il papiro, che cresce esclusivamente in regioni dal clima subtropicale. In Cina i documenti venivano scritti sul bambù ed erano per questo ingombranti da conservare e trasportare. Occasionalmente veniva usata la seta, ma era troppo costosa per un uso diffuso.

    Cina [modifica]

    In Cina la tecnica di fabbricazione della carta da corteccia, stracci e reti da pesca fu descritta per la prima volta nell'anno 105 dall'ufficiale di corte Ts'ai Lun. Nel 1986 a Dunhuang (Gansu), scavi archeologici in una tomba della prima metà del II secolo a.C. portano alla luce un'infinità di carta con tracciata una mappa. Questo ritrovamento lascia supporre che la carta fosse già nota in quell'epoca, retrodatando così le prime fabbricazioni di circa due secoli.[2] La diffusione della tecnica al di fuori del paese fu lenta; altri popoli avevano visto la carta ma non riuscivano a capire come venisse prodotta, e i cinesi erano riluttanti a diffonderne il segreto.

    America [modifica]

    In America, ritrovamenti archeologici indicano che la fabbricazione della carta era già nota ai Maya non più tardi del V secolo.[3] Chiamata amate era largamente diffusa tra le civiltà precolombiane fino all'arrivo dei conquistatori spagnoli. Ancor oggi si fabbrica, in modeste quantità, carta con la tecnica tradizionale maya.

    Giappone [modifica]

    La tecnica arrivò in Giappone dalla Corea, al tempo parte integrante dell'impero cinese, intorno al 610 portata da un monaco buddista, Dam Jing da Goguryeo. Originariamente prodotta con la rafia di gelso, fu migliorata dai giapponesi e sin dal IX secolo la produzione della carta diventò una vera e propria industria nazionale. Dalla cartiera imperiale di Kyōto uscirono nuove carte fabbricate con fibre di gelso (washi), canapa, dafne e paglia. Furono anche i primi riciclatori di carta sin dal XIV-XVI secolo, sembra per decongestionare gli archivi.

    Mondo arabo [modifica]

    In Medio Oriente la carta era già nota presso i Persiani nel VI secolo, importata dalla Cina con le carovane lungo le vie della seta. Gli arabi ne vennero a conoscenza nel 637 entrando in Ctesifonte, capitale della dinastia sasanide, ma solo nel 751, dopo la battaglia del Talas, con la conquista di Samarcanda fecero prigionieri dei cartai cinesi dai quali riuscirono a carpire i segreti della fabbricazione. La carta di Samarcanda, fatta con canapa e lino, diventò presto famosa col nome di kaghad e assicurò un periodo di sviluppo alla regione.

    La prima cartiera fu costruita a Samarcanda e immediatamente dopo ne fu costruita una seconda a Baghdad, entrambe per merito dei Barmecidi. Con l'espandersi del mondo arabo-musulmano si diffuse anche la produzione della carta: nell'VIII secolo in Egitto, nei secoli successivi in tutta l'Africa settentrionale e nel X secolo la Sicilia ne era un importante centro per il commercio. Dalle cartiere della siriana Manbij (chiamata dai Bizantini Bambuke), il prodotto uscito divenne noto in Europa col nome di "carta bombacina" che alla fine del X secolo (990) si volle invece attribuire a Morozzi da Fabriano, che aveva anch'egli usato come materiale stracci di lino.

    Europa [modifica]

    La carta giunse in Europa nel XII secolo. Importata da Damasco attraverso Costantinopoli (l'odierna Istambul), o dall'Africa attraverso la Sicilia, era un prodotto mediocre se paragonato alla pergamena e per di più musulmano, tanto che Federico II in un editto del 1221 ne proibì l'uso negli atti pubblici. Tuttavia il consumo non fece che aumentare, e nel XIII secolo le flotte mercantili del Mediterraneo e dell' Adriatico, finanziate da grossi commercianti (in gran parte veneziani e genovesi),

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  • 1 decennio fa

    la carta è fatta di fibre lasciate a macerare per molto tempo: altra carta, stracci, piccoli pezzi di legno. queste fibre vengono lasciate in ammollo per molto tempo, e se si vogliono sbiancare si aggiunge un po' di candeggina all'acqua. acqua e fibre vengono poi fatte bollire fino ad ottenere una pasta, che verrà stesa su un setaccio grande come il foglio che si vuole ottenere con una cornice attorno per dare la forma. tutto questo alla fine viene lasciato asciugare fino ad ottenere un foglio, che viene trattato con lucidi e lacche per renderlo meno permeabile in modo da poterci scrivere

    Sono i recuperatori della carta a farne, sempre più spesso, anche la raccolta. Questo accade soprattutto presso i grandi produttori da macero (tipografie, distributori di giornali, supermercati, banche, uffici, etc.), che divengono recapito per il conferimento della carta raccolta da imprese pubbliche e private di igiene urbana. Mentre Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica, si occupa di organizzare, coordinare e promuovere la raccolta.

    La selezione della carta, da cui si ottiene il macero, è per lo più svolta dagli operatori del recupero, che nel comparto specifico di carta e cartone sono chiamati "cartacciai".

    La selezione ordinaria è un processo meccanico, mentre quella spinta viene fatta a mano, facendo scorrere la carta sopra un nastro trasportatore. Operatori manuali, opportunamente addestrati, prelevano ciascuno una tipologia di carta e la depositano quindi in contenitori separati.

    Alle operazioni di selezione segue l’adeguamento volumetrico, ossia la pressatura e legatura in balle della carta selezionata. La carta da macero non è, ovviamente, tutta uguale. Il suo valore, sia tecnico che economico, aumenta quanto più definita è la selezione per tipologia e qualità: ci sono circa 60 diversi tipi di macero!

    Il processo del riciclo vero e proprio inizia con uno "spappolatore" che trita e trasforma tutto in poltiglia con l’aggiunta di acqua calda. Questo impasto viene filtrato per eliminare le impurità più grossolane e posto in un depuratore che separa la pasta di cellulosa da altre scorie. Alla pasta proveniente dalla carta di recupero viene mescolata la cellulosa vergine, in proporzioni diverse a seconda dell’utilizzo futuro.

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