chi è che odia o ha odiato l' ora di ginnastica alle superiori?

io la detestavo.. ciao buon Natale!

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Mi ha sempre fatto schifo. E, quel ch'è peggio, mi ha insegnato a odiare lo sport, che, invece, è di assoluta importanza per il benessere psicofisico e che sono riuscito a intraprendere solo ora, a 26 anni.

    L'Educazione fisica è, a mio avviso, la materia peggio insegnata. Questo perché i prèsidi (e i provveditori) la ritengono una materia minore e troppo spesso la affidano a docenti a contratto annuale; e perché i programmi sono lasciati all'arbitrio del docente.

    Io non studio all'ISEF, ma a Lettere. In ogni caso la mia è un'esperienza importante, perché sono passato, in età adulta e da solo, dall'odio all'amore: quindi so che cosa può piacere e cosa no.

    Anzitutto il docente dovrebbe osservare i ragazzi e dividerli in gruppi: è illogico che i nani gracili come me facciano LE STESSE COSE dei palestrati di vecchia data! E in una I, II, III, IV, V superiore c'è sempre:

    -almeno 1 bambinetto che non cresce (solitam. secchione);

    - 5 analfabeti dello sport;

    - 5 che vanno in palestra tutte le settimane;

    -2 o 3 campioni di sci (o nuoto o atletica);

    -3 o 4 teste calde che hanno 4 in tutte le materie e colgono la prima occasione utile (una partita di calcio o di basket) per passare sul cadavere del nano secchione.

    Dunque il prof dovrebbe isolare chi non ha mai fatto palestra, in modo da:

    -preservarlo dai facinorosi che vorrebbero linciarlo;

    -insegnargli l'abbicì della ginnastica;

    -fargli amare, pian piano, la cosa.

    Siccome le palestre di fitness sono care, e i còmpiti a casa sono tanti, le due ore la settimana di Educazione fisica potrebbero dare vita e salute a tutti, purché:

    - si cominci sempre con un riscaldamento e si termini sempre con un defaticamento. Non avete le cyclette e i tapis? Basta una corsa veloce!;

    - anche qui, non si imponga ai gracilini lo stesso ritmo che si impone ai pesi massimi, sennò si hanno dei morti sulla coscienza;

    - si insegnino (cosa che non ho mai visto fare!!!) semplici esercizi di postura, di rilassamento ecc. Come fare se, un domani, mi sveglierò con la cervicale? o tutto bloccato da uno sforzo improvvido o dall'umidità? E se da grande non potrò pagarmi la palestra, come potrò fare ginnastica in casa, con tappeti, scope, bottiglioni ecc.?

    Che importa insegnare a giocare a pallavolo, calcio, basket? Tanto, chi ama questi sport, già li conosce; e chi non li ama, non può interessarsene. Perciò al centro della programmazione - e della valutazione - non stiano gli sport di squadra, ma, appunto, gli esercizi di complessità sempre maggiore.

    Lo sport di squadra, per carità, ben venga; ma senza obbligare chi non se la sente, e insistendo piuttosto sul suo valore di coesione fra compagni di classe. Punire dunque con la massima durezza (note di biasimo, proposta al consiglio di 7 in condotta) i falli, gli insulti e le sopraffazioni di ogni genere: questo non significa essere severi, ma anzi proteggere i più deboli.

    Integrare le discipline, collaborando (per quanto possibile!) coi colleghi. Lettere: lo sport nella letteratura (un esempio? Amore e ginnastica di E. De Amicis). Fisica: le leggi meccaniche più elementari (leve ecc.) nell'esercizio fisico. Biologia: il corpo umano, muscoli, articolazioni, alimentazione. Storia dell'arte: il nudo nell'antica Grecia ecc. Ho messo lì 4 esempi, i primi che mi venivano in mente. Non mi sembra una cattiva idea: anzi, aiuterebbe almeno due categorie di studenti:

    - i secchioni imbranati. Costoro, risparmiati dagli sport di squadra dei marcantoni della classe, potrebbero nel frattempo approfondire, in biblioteca o su internet, questi argomenti "teorici", o preparare lezioni di anatomia ecc., da sottoporre ai compagni e al professore;

    - i grandi sportivi che però hanno il 4 in tutte le materie "di studio". Bene, costoro potrebbero riconciliarsi con dette materie applicandole al loro sport preferito. Il calciatore della classe potrebbe esporre "A un vincitore nel pallone" di Leopardi, il ginnasta di turno potrebbe farsi interrogare dal docente di fisica sulle leve vantaggiose e svantaggiose eccetera.

    Diversamente, l'Educazione fisica resterà eternamente la Cenerentola della scuola italiana. Materia isolata da tutte le altre, destinata ai più turpi sfoghi dei bulli e alle silenziose maledizioni dei gracili imbranati.

  • 1 decennio fa

    Tendo ad amarle...ma tutto dipende dal professore...in seconda liceo avevo una professoressa incapace...era tremenda...per sentirci gli addominali ci saliva sulla pancia con tutti e due i piedi...poi faceva qualcosa che sarebbe dovuto essre training autogeno...è stato un anno tremendo...lei era una palla quelle poche volte che si degnava di venire anzichè farci fare un'altra ora settimanale di latino...purtroppo lavora ancora, anche se non più nella nostra classe! Ciao! Auguri!

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