Giulio ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Aiutooooo......Riassunto tra l'arte cretese e quella micenea?

Ciao a tutti answeriani la mia prof vuole il riassunto tra l'arte cretese e quella micenea ma non so da dove cominciare! Qualcuno di voi già l'ha fatto?????????

Grazie in anticipo

Aggiornamento:

Grazie Angel ma io ho detto il riassunto nn il capitolo!

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    L'arte cretese è posta al centro del Mediterraneo, punto di collegamento fra l'Europa, l'Egitto e l'Oriente, Creta diviene il centro di un'arte raffinata, che riflette una splendida vita di corte. Rispetto alle manifestazioni artistiche dell'Egitto e della Mesopotamia, l'arte cretese appare meno monumentale e solenne ed i soggetti rappresentati nei dipinti hanno un significato più profano che religioso. L'arte è legata alla decorazione o a scopi pratici: terrecotte e manufatti in metallo hanno valore soprattutto perché costituiscono una merce di scambio. L'artista è perciò considerato solo un abile artigiano e gode di scarsa importanza; il suo lavoro è ritenuto una semplice attività manuale. Fu Arthur Evans, autore dei primi scavi che misero in luce i resti del palazzo di Knosso, a proporre la suddivisione della civiltà cretese o minoica (da Minosse, mitico re dell'isola) in tre periodi: antico, dall'epoca dei primi insediamenti nel IV millennio fino al 2100, medio dal 2100 al 1580, recente dal 1580 al 1200. Il minoico medio è il più brillante: il rame è stato sostituito dal bronzo, l'economia è fiorente, proprietari, produttori, commercianti vivono nel benessere o nell'opulenza, in belle e confortevoli case, circondandosi di oggetti d'arte. Una società edonistica, che poco si preoccupa dell'aldilà, nella quale le donne godono di una libertà, di un prestigio e di un'autorevolezza inconsueti nel mondo antico (troveremo l'equivalente nel mondo etrusco). La religione non ci è perfettamente nota: sono oggetto di culto pietre sacre considerate dimore di spiriti, piante come simboli del ciclo vitale; nel toro e nella colomba si riconoscono i principi maschile e femminile. Intorno al 1750 a.C. i palazzi di Knosso e Festo furono distrutti, forse da un terremoto, e subito riedificati. Le pareti interne dei palazzi erano ampiamente affrescate. Pitture molto belle sono state ritrovate a Knosso, Haghia Triada, Thera. Uno dei migliori affreschi del palazzo di Knosso (1500 a.C.) rappresenta una tauromachia (dal greco tâuros = toro e mache = lotta), esercizio non cruento che consisteva in volteggi che un atleta compiva sulla schiena di un toro lanciato al galoppo. Intorno al 1400 a.C. l'invasione da parte degli achei cancella i più importanti centri e la civiltà cretese.

    La scultura monumentale è praticamente assente da Creta. Abbondano invece gli oggetti artistici di dimensioni ridotte: statuette maschili e femminili alte dai venti ai trenta cm. in terracotta, bronzo, avorio; sigilli, monili, vasi di terracotta, coppe decorate a sbalzo, tazze e pugnali ageminati (si praticavano incisioni negli oggetti e vi si inserivano fili o lamine sottili di metallo prezioso). Compare già nel minoico antico il rhyton, un contenitore di liquidi a testa di toro con occhi di cristallo di rocca e corna di legno dorato.

    Punto di forza dell'arte cretese era la ceramica, che raggiunse ottimi risultati già prima dell'introduzione del tornio. I vasi, dalle pareti sottili e lisce, inizialmente decorati con vivacissimi colori, in una fase successiva furono quasi sempre dipinti con un colore bruno su fondo chiaro.

    mentre quella micenea di cui possiamo individuare diverse fasi di sviluppo dell'arte micenea. I reperti situabili fra il XVIII e il XVI secolo a.C. denunciano una cultura ancora modesta: ceramiche, per esempio, molto semplici, a forma di globo, con fondi rosso lucidi oppure con fondi chiari ed elementari decorazioni rosso brune. Sul finire del XV secolo si afferma lo stile efireo, da Efira, la moderna Korakou presso Corinto, luogo dei ritrovamenti: si tratta di coppe con una decorazione floreale stilizzata. I reperti del secolo XIV a.C. attestano una situazione di grande benessere o addirittura di opulenza nel mondo acheo. I motivi della caccia e della guerra prevalgono nella pittura. E' possibile che parecchie di queste opere si dovessero ad artisti venuti da Creta. Un tema nettamente minoico per esempio si osserva nelle due splendide tazze auree rinvenute in una tomba a tholos di Vaphiò: la cattura e la doma di tori. Colpisce nei manufatti artistici achei la profusione di oro. Con la fine del XIV secolo a.C. si nota un ripiegamento, che corrisponde a un declino politico e militare. Dai grandi crateri, grossi vasi a bocca larga decorati con motivi guerreschi, si passa a oggetti più modesti, con ornamentazioni scheletriche, astratte, lineari.

    La scultura non ebbe presso gli Achei grande sviluppo. Assente, si può dire, la grande statuaria; modesta la presenza di statuette in terracotta. Un po' più raffinate certe statuine in avorio, fra le quali famoso un gruppo con due donne e un bambino rinvenuto a Micene (XIII secolo a.C.). Con l'avorio si facevano anche contenitori di vario uso (per gioielli, per cosmetici). Un buon livello tecnico aveva raggiunto l'oreficeria. buon anno

    Fonte/i: Documento word della tesina di 3^ media valutata 8
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