Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Aiutatemiiiiii!!!Mi serve una relazioneeee!!!?

il titolo è "il turismo termale in Italia con particolare riferimento alla Campania e Ischia"......vi prego aiutatemi!!!!!!vi ringrazio in anticipo.....ciaoooo

1 risposta

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Le terme della Campania

    La cultura delle acque termali in Campania ha tradizioni plurimilionarie e su queste basi si è sviluppato e continua a svilupparsi il turismo termale.

    Accanto agli effetti curativi delle acque, un soggiorno nelle località termali della Campania significa anche curarsi nel riposo e nella distrazione. Le città termali sono la migliore risposta allo stress e all'inquinamento delle grandi città: i complessi termali sorgono infatti in ampi spazi verdi, privi di d'inquinamento, offrono un'ospitalità di altissimo livello.

    Agnano è celebre per le sue prodigiose acque curative.

    A Pozzuoli le Terme Puteolane note fino dall'antichità imperiale sfruttano acque ipertermali, offrono un interessante programma di bagni, fanghi, irrigazioni, inalazioni e massoterapia.

    Si fanno cure termali da giugno ad ottobre anche a Torre Annunziata, presso le Terme Vesuviane Nunziante.

    A Castellammare di Stabia ci sono due stabilimenti, le Antiche Terme Stabiane e le Nuove Terme Stabiane . La stagione dura da aprile a dicembre e prevede un ciclo di cura di 14 giorni. A Vico Equense sorgono le Terme dello Scrajo .

    Nel Cilento a Contursi Terme, antico borgo situato sulla sinistra del Sele sgorgano una quindicina di sorgenti di varia natura e composizione, oggi sfruttate dal moderno complesso che si sviluppa tra Bagni Contursi e Bagni Forlenza . Ai confini con la Basilicata si trovano, distese a 850 metri sulle pendici di un colle, le Terme di Montesano sulla Marcellana che utilizzano acque oligominerali fredde ottime per la cura di malattie dell'apparato urinario, dell'apparato digerente e del fegato.

    Nel Sannio, è attiva la stazione termale di Telese. Il complesso è inserito in un ampio parco, con vari padiglioni di cura edificati sui bacini stessi delle sorgenti, con grandi piscine e attrezzature moderne. L' acqua di Telese è consigliata per chi soffre di malattie infiammatorie di tipo catarrale e spastico e malattie cutanee.

    Ma la regina del turismo termale è l'isola d'Ischia, famosa per le sue acque "miracolose" fin dal XVI secolo. Merito di 29 bacini termali, 6-7 fumarole, 103 sorgenti e di un terremoto che nel Cinquecento sconvolse il bacino geologico dell'area. Numerose su tutta l'isola e, soprattutto, ben organizzate le località termali : Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio sono solo i nomi più fampsi.

    TERME A ISCHIA:

    Terme di Ischia - La Storia

    Le acque termali di Ischia sono famose sin dai tempi più antichi e vengono citate nell' Iliade di Omero e nell' Eneide di Virgilio, come anche da Plinio e Strabone.

    Gli Eubei già conoscevano le proprietà curative dell' argilla, apprezzata per le sue proprietà cicatrizzanti e depurative ed utilizzata sia esternamente a contatto con la pelle (con impacchi ed unguenti) sia internamente, diluita in acqua, per sfruttare la sua capacità rimineralizzante ed antianemica. Anche i bagni termali erano molto praticati.

    Se i Greci furono i primi a conoscere i poteri delle acque termali, è nel periodo della Roma Imperiale che però le terme ischitane conobbero un momento di particolare celebrità. I Romani infatti utilizzarono le numerose sorgenti dell' isola per realizzare Terme pubbliche. Nel '700 è stata rinvenuta infatti nei pressi della Sorgente di Nitrodi, nel comune di Barano d' Ischia e dove sorgeva un tempietto dedicato ad Apollo ed alle Ninfe Nitrodiche, custodi delle acque, la più importante raccolta votiva del periodo romano. Si tratta di una serie di bassorilievi, tra i quali quello di Argenna, liberta di Poppea, che fa voto a dio ed alle ninfe per la recuperata salute.

    La clientela ischitana, era di alto livello, il che è notevole considerato che la vicina Baia era la metropoli termale del tempo. A parte l'attività termale presso Nitrodi, in epoca romana furono utilizzate anche altre fonti, come si vince da numerosi reperti disseminati su tutto il territorio dell' isola.

    Il declino della potenza dell' Impero Romano, coincise con l'abbandono dell' uso delle terme ad Ischia.

    Durante il Medioevo, l'isola versava in uno stato di decadenza e non vi sono tracce dell'uso delle acque termali in questo periodo.

    Nel Rinascimento si torna a parlare delle terme di Ischia grazie a Giulio Jasolino , un medico calabrese naturalizzato napoletano che pubblicò nel 1588 una guida sulle acque termali ischitane. Jasolino effettuò un censimento delle sorgenti termali dell'isola, ne individuò la composizione delle acque e gli effetti benefici delle stesse su numerose patologie. La ritrovata attenzione nei confronti di Ischia in questo periodo, si lega al fatto che il terremoto tra Baia e Pozzuoli del 1538 , aveva generato una collina detta Monte Nuovo, sconvolgendo il bacino termale e riducendo la portata di fonti calde. La vicina Ischia, divenne cosi meta obbligata del turismo termale, che ben presto non riguardò solo i ricchi, ma anche i meno abbienti.

    Infatti agli inizi del 1600 , nell' ambito di opere caritative promosse dalla Controri

    Fonte/i: VEDI: ISCHIATERME.IT
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