Brillo
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Brillo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Chi mi potrebbe dire il riassunto di qst racconto?: "Il tappeto di Ivo Andric".è uno dei "Racconti di Sarajevo?

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    ciao.......ciccino!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! mi raccomando mi devi dare10punti anche se nn so se ho fatto la ricerca giusta, me li dai lo stesso.

    Due amici dopo sei anni che non si rivedono si incontrano nella stazione di Slavonski Brod. I due si erano conosciuti quando andavano a scuola. I due differivano tre anni. Il più grande era figlio di un medico austriaco di origine ebraica e di una duchessa di Trieste e si chiamava Max Levenfeld. Era molto colto ed è sempre stato motivo di stimolo per l'altro. I due si dilettavano a leggere il Prometeo di Johann Wolfgang von Goethe. Poi lui era andato a Vienna per studiare medicina e così si persero di vista. Continuò una corrispondenza di lettere ma la guerra interuppe tutti i contatti. Egli aveva trascorso gli ultimi mesi a Sarajevo per vendere l'appartamento del padre che era morto di tifo, poi d'accordo con la madre sarebbe andato a Trieste lasciando per sempre la Bosnia. Come scrive Andrić ("chiacchiera in modo forzatamente frivolo, come se volesse allontanare altri, più pesanti pensieri"). Max disprezza la guerra. Ma dopo pochi giorni il protagonista riceve una lettera dal medico dove motiva la scelta di lasciare la Bosnia. Egli spiega che la Bosnia è un paese stupendo ma pieno d'odio e proprio a causa di esso va via. Dopo dieci anni dalla ricevuta della lettera il protagonista sente dire che Max viveva a Parigi e aveva un grande studio nei pressi di Neilly. Dopo altri sette, otto anni il protagonista apprese la notizia che appena era iniziata la guerra civile in Spagna Max aveva lasciato tutto e si era arruolato come volontario nell'esercito repubblicano. Aveva organizzato abulatori e ospedali ed era famoso per la sua energia e la sua professionalità. Ma all'inizio del 1939 si trovava nei pressi di Aragona in un ospedale. L'ospedale fu bombardato e Max morì. Andrić conclude scrivendo "Così finì la vita dell'uomo che era fuggito dall'odio".

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